Giovanna Bifulco Accardi morta in clinica nel 2004, nuova denuncia e appello a Mattarella e Nordio
Il Mattino

Giovanna Bifulco Accardi morta in clinica nel 2004, nuova denuncia e appello a Mattarella e Nordio

Mercoledì 29 aprile 2026
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Sarebbe stata vittima «di un totale abbandono professionale» Giovanna Bifulco Accardi, la 44enne deceduta il 3 febbraio 2004 in una clinica del Vesuviano: a sostenerlo, in una nota,...

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Sarebbe stata vittima «di un totale abbandono professionale» Giovanna Bifulco Accardi, la 44enne deceduta il 3 febbraio 2004 in una clinica del Vesuviano: a sostenerlo, in una nota, sono gli avvocati dello Studio Associati Maior che hanno presentato una nuova denuncia-querela alla Procura di Nola e anche una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro della Giustizia Carlo Nordio. A entrambi gli avvocati chiedono «un intervento risolutivo affinché si faccia luce sull'operato della Procura e si ottenga finalmente la riapertura delle indagini». Secondo i legali i medici avrebbero prescritto farmaci importanti per via intramuscolare a forti dosaggi esclusivamente per telefono.

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«Successivamente - scrivono - altri medici hanno continuato a prescrivere terapie a distanza, senza mai visitarla, senza eseguire una diagnosi e rimanendo totalmente ignari delle reali condizioni di malessere della donna». «Nonostante la somministrazione di farmaci d'urto - ricordano - nessuno si è degnato di monitorare le complicazioni, lasciando la paziente in casa fino al tragico epilogo nella Clinica Santa Lucia». La famiglia, inoltre, contesta l'operato della stessa Procura di Nola in relazione alla consulenza tecnica d'ufficio nella quale si fa riferimento a una morte «imprevedibile» e frutto di «fatalità improvvisa».

Conclusioni che però, viene sottolineato dagli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, «l'esame autoptico smentisce categoricamente, evidenziando che già 24 ore prima delle prescrizioni telefoniche, il quadro clinico di Giovanna era già profondamente compromesso e preoccupante».

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