Comicon 2026, Leo Ortolani all'Accademia di Belle Arti: «Io? Un divulgatore fumettista che ruba dai giovani»
Il Mattino

Comicon 2026, Leo Ortolani all'Accademia di Belle Arti: «Io? Un divulgatore fumettista che ruba dai giovani»

Mercoledì 29 aprile 2026
8 visualizzazioni

«Io rubo dai ragazzi, loro sperano di venire e ottenere qualche input dal Magister, ma in realtà sono io che rubo da loro». È così che Leo Ortolani, Magister...

Napoli - NewsletterAlle ore 12 tutta la cronaca di NapoliIscriviti e ricevi le notizie via email

«Io rubo dai ragazzi, loro sperano di venire e ottenere qualche input dal Magister, ma in realtà sono io che rubo da loro». È così che Leo Ortolani, Magister della 26esima edizione del Comicon 2026, racconta il suo incontro tenuto all'Accademia delle Belle Arti di Napoli, tra aspiranti artisti e giovanissimi che lo ammirano come un esempio da seguire.

APPROFONDIMENTI Napoli, Comicon 2026: fumetti al museo, la presentazioneComicon 2026, lo speciale de Il Mattino in edicola il 30 aprile in omaggio con il giornale
Comicon Napoli 2026, il programma della sezione Videogame: tutti gli ospiti e gli appuntamenti

Papà della satira a fumetti con la ventennale serie di “Rat-Man”, classe '67, di Parma, Ortolani anche nel corso della “lezione” ha deciso di fare con nel corso di tutta la sua carriera: rompere gli schemi. Un incontro che si è trasformato, sempre più gradualmente, in un Q&A che ha visto gli studenti protagonisti di un dialogo che ha esplorato tecnica del fumetto, mondo dell'industria e cosa vuol dire essere un autore nell'editoria moderna.«Io rubo energia, sono una specie di vampiro che ruba energia dai giovani e dai lettori - ironizza - mi dispiace per loro».

Comicon 2026, la conferenza stampa al Museo Madre: «Un'edizione che guarda oltre ogni confine»

Comicon 2026, Leo Ortolani: «La divulgazione a fumetti per combattere le menzogne»

Un'edizione che lo vedrà protagonista indiscusso di molte rassegne dedicate al mondo del fumetto e che metterà al centro la sua capacità di essere un “artista-scienziato” con una laurea in geologia. Mai come quest'anno, al centro della sua partecipazione alla rassegna, c'è la volontà di fare divulgazione e raccontare la propria esperienza ibrida tra fumetto e scienza. 

«In quanto scienziato, è ovvio che divulgare a fumetti è qualcosa che ho iniziato a fare già nel 2013 con Comics and Science, una rivista che parla di divulgazione scientifica e mi ha traghettato verso commissioni da parte dell'Agenzia Spaziale Italiana» racconta Ortolani. Sarà, infatti, tra i protagonisti di un evento speciale, previsto per il 1 maggio, che lo vedrà sul palco dell'Arena Flegrea in compagnia di Caparezza e dell'astronauta Luca Parmitano in un talk dedicato al rapporto tra divulgazione, fumetti e spazio. «L'ultima volta che ho visto Luca era il 2021, dopo che ho realizzato il simbolo per una missione di un satellite». «Riuscire a raccontare le cose attraverso il fumetto ed instillare la curiosità verso argomenti scientifici, è qualcosa che serve moltissimo, soprattutto in un momento dove i social divulgano un sacco di fuffa» spiega il Magister. 

Il Comicon e il racconto della guerra, Ortolani: «Ci siamo atrofizzati all'orrore»

Proprio il 30 aprile, in occasione dell'inizio del Comicon 2026, verrà distribuito “La Congiura del Male”, parodia del Conjuring Verse, universo cinematografico horror diventato ormai uno dei prodotti più mainstream degli ultimi anni al cinema. «Io sono uno che ama il cinema e quando lo ama, lo vuole fare suo (...) Ho l'abitudine di prendere elementi all'interno di questi film e rielaborarli a modo mio, riprendere le tematiche del genere e rimaneggiarle in maniera più leggera e profonda».

Il passaggio di Leo Ortolani al Comicon 2026 è legato anche ad un'attenzione particolare data quest'anno verso l'attualità e, in particolare, i conflitti del mondo. Con la sezione Pop Wave, infatti, verranno presentate mostre ed esposizioni provenienti anche da luoghi di guerra come il Medio Oriente, comprese alcune tavole donate da grandi artisti (compreso Ortolani) che puntano a far riflettere sul tema. «L'importante è che per le persone a cui viene data voce, come in questo caso a me, dicano basta (...) Non ci rendiamo conto, ci stiamo abituando a un orrore che non ha più fine e che non diverte più, sembriamo quasi anestetizzati» ha concluso Ortolani.

Condividi questo articolo