Crociere, in Italia valgono 18 miliardi: e sei turisti su dieci tornano a Napoli
Saranno poco meno di un milione i croceristi che quest?anno decideranno di trascorrere una vacanza a Napoli dopo aver visitato la città in escursione. I dati di Clia...
Saranno poco meno di un milione i croceristi che quest’anno decideranno di trascorrere una vacanza a Napoli dopo aver visitato la città in escursione. I dati di Clia (l’Associazione mondiale delle compagnie crocieristiche), infatti, confermano che il 60% dei croceristi che sbarcano in un porto, poi tornano per trascorrere una vacanza nei luoghi visitati. E il calcolo per Napoli è presto fatto: quest’anno al Terminal passeggeri del molo Angioino sbarcheranno dalle navi da crociera circa 1,8 milioni di passeggeri che visiteranno Napoli, Pompei, Sorrento e così via. Dai dati diffusi da Clia Italia risulta anche che la domanda di crociera continua a crescere nel nostro Paese «grazie a una fidelizzazione record, con il 90% dei passeggeri pronto a tornare presto a bordo, e a un'alta apertura da parte dei non crocieristi, con tre su quattro propensi a farlo».
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Secondo Clia nel 2025 sono stati 1 milione e 122mila i connazionali italiani saliti a bordo di una nave da crociera, confermando l’Italia come terzo paese di provenienza in Europa e quello con l’età media più giovane (42 anni e mezzo). «Il settore evolve rapidamente - dice Francesco Galietti, direttore Clia Italia - grazie a itinerari alternativi, crociere tematiche, navi più piccole, nuove destinazioni e questo favorisce l'Italia e gli oltre 60 porti crocieristici che possono intercettare una domanda sempre più diversificata. La crociera è scoprire destinazioni e creare legami duraturi, perciò, non sorprende che il 60% dei passeggeri torni nei luoghi scoperti per la prima volta durante una crociera. Una domanda crescente, variegata e con una fidelizzazione record, unita a un’offerta ben organizzata sul territorio genera benefici concreti e duraturi per le destinazioni e le economie locali».
Il mercato
La domanda è solida in tutto il mercato europeo. Secondo il report “State of the Cruise Industry” di Clia, nel 2025 si sono registrati 37,2 milioni di passeggeri, di cui quasi 9 milioni provenienti dall’Europa (in crescita del 5,3% dagli 8,4 milioni del 2024). In termini di destinazioni, l’Italia rimane la meta preferita del Continente. Allargando l’inquadratura, il Mediterraneo raccoglie il 45% della domanda europea complessiva, accogliendo più di 6 milioni di crocieristi, mentre nel resto d’Europa si arriva a 3,22 milioni. La crescita dei passeggeri continua a generare contributi significativi alle economie locali, anche perché le attività si svolgono a stretto contatto con i territori visitati: il 64% dei crocieristi pernotta nelle città portuali (in particolare i porti turnaround, cioè di inizio o fine crociera), il 70% partecipa a escursioni a terra e circa il 60% torna nelle destinazioni scoperte per la prima volta durante una crociera.
Tendenze che riflettono un orientamento verso una fruizione culturale più profonda e una permanenza più lunga nelle destinazioni. Clia evidenzia i benefici per l’Europa e l’Italia. «Il settore delle crociere ha in Europa la sua principale base industriale. Solo nel 2026 entreranno in servizio 8 nuove navi costruite nel Continente, per un valore complessivo di 6,6 miliardi di dollari, mentre l'orderbook fino al 2037 include oltre 60 navi per un valore complessivo di 71 miliardi di dollari. Nel 2024 il settore crocieristico in Europa ha sostenuto 445.000 posti di lavoro e generato 64,1 miliardi di euro, di cui 28 miliardi di contributo diretto al Pil. In Italia, primo Paese in Europa per impatto economico della crocieristica, le ricadute sul territorio hanno raggiunto 18,1 miliardi di euro nel 2024 - quasi il 28% del totale europeo - con un contributo al Pil di 7,3 miliardi e 113mila posti di lavoro generati lungo tutta la filiera, dai cantieri navali ai servizi portuali, dall'indotto locale alla spesa di passeggeri ed equipaggi nelle oltre 60 destinazioni crocieristiche della Penisola».