Sant'Antonio Abate, la Sonrisa è del Comune: scattano i primi sgomberi
La Sonrisa è di proprietà del comune di Sant?Antonio Abate. L?annuncio arriva dal sindaco Ilaria Abagnale che dopo la sentenza definitiva di confisca aveva avviato...
La Sonrisa è di proprietà del comune di Sant’Antonio Abate. L’annuncio arriva dal sindaco Ilaria Abagnale che dopo la sentenza definitiva di confisca aveva avviato l’iter di acquisizione dei beni al patrimonio comunale. «Lunedì mattina, - fa sapere la Abagnale - presso gli uffici della Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli, è stata formalmente completata la trascrizione che certifica il passaggio di proprietà al Comune degli immobili e dei terreni afferenti alla struttura ricettiva denominata Grand Hotel La Sonrisa».
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Non si tratta solo del regno dei matrimoni napoletani ma anche delle abitazioni e dei terreni che si trovano accanto alla struttura ricettiva. Un provvedimento atteso da due anni e che ora porterà ai primi sgomberi per le case dove vivono i Polese, proprietari della struttura. Non si fermeranno invece le cerimonie e feste per il “Castello delle Cerimonie”, in attesa che il Tar si esprima sulla richiesta di sospensiva della licenza, chiesta dalla proprietà contro il comune abatese.
I processi
Insomma la guerra giudiziaria e burocratica è tutt’altro che terminata, intanto il Comune va avanti per la sua strada. «Questo passaggio permetterà agli uffici comunali di avviare tutte le successive attività che porteranno all'effettiva presa di possesso di immobili e terreni. Il primo passaggio – sottolinea Ilaria Abagnale – riguarda l'ordinanza di sgombero, che è stata già emessa e in corso di notifica agli occupanti di tre immobili residenziali.
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In attesa che il Tar si esprima sull'ordinanza comunale che prevedeva il ritiro delle licenze per le attività ristorativa e ricettiva, attualmente sospesa, sono state avviate le procedure per liberare gli immobili ad uso abitativo, anche questi oggetto dell'acquisizione a patrimonio dell'Ente. Si tratta di tre appartamenti – attualmente abitati dagli stessi nuclei familiari proprietari e gestori delle attività – che dovranno essere liberati al più presto. Nel frattempo, con gli uffici comunali e con i legali dell'Ente si stanno valutando anche le modalità e le tempistiche per liberare i locali ad uso commerciale, in modo da permettere al Comune di entrare in possesso dell'intero compendio immobiliare e dei terreni».
L’attesa
Discorso differente va fatto, infatti, per quanto riguarda la parte commerciale della struttura acquisita a patrimonio comunale. «Questa seconda fase resta ancorata alle tempistiche dettate dal Tribunale Amministrativo Regionale – spiega la sindaca – al momento non ancora note e non comunicate neanche all'esito del giudizio dello scorso 29 gennaio, quando i giudici hanno confermato la validità del provvedimento che prevede il pagamento di un canone di occupazione sine titulo da parte dei gestori della struttura turistico-ricettiva. Nonostante siano trascorsi tre mesi da quella udienza, il Tar Campania non si è ancora espresso in merito alla sospensiva precedentemente concessa ai gestori delle attività di albergo e ristorante».
Il recupero
«In attesa di conoscere l'esito di quel giudizio – conclude Ilaria Abagnale – ho chiesto al prefetto di Napoli, Michele di Bari, di convocare un tavolo per la gestione delle attività. L'obiettivo è agire in modo celere e corretto, nel rispetto di tutte le parti, per garantire l'esecuzione di una sentenza definitiva che ha sancito la consegna dell'intera area al Comune di Sant'Antonio Abate».