Da Posillipo a Bagnoli spiagge libere per tutti: «Ma ora serve civiltà»
Il Mattino

Da Posillipo a Bagnoli spiagge libere per tutti: «Ma ora serve civiltà»

Venerdì 1 maggio 2026
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È una stagione nuova per per il Golfo di Napoli: il mare torna a bagnare la città. Ne sono la prova l?apertura della spiaggia di San Giovanni a Teduccio, del lido comunale a...

È una stagione nuova per per il Golfo di Napoli: il mare torna a bagnare la città. Ne sono la prova l’apertura della spiaggia di San Giovanni a Teduccio, del lido comunale a Bagnoli, la rinascita di Mappatella Beach. Ma per cogliere al meglio le occasioni imminenti - la Coppa America su tutte - è necessario che tutti si sentano responsabili del bene comune. Perché il mare di Napoli è proprietà di ciascun napoletano. La spiaggia libera oltrepasserà il 40% della costa, nell’estate che sta per entrare nel vivo. Ma più potere ai cittadini comporta anche maggiori responsabilità per i cittadini stessi. Il Mattino lancia un appello per l’educazione civica in riva al mare.

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I fatti 


Nelle scorse estati, risse, scippi e accoltellamenti (a Marechiaro) non sono mancati, purtroppo. Dal post-Covid, Palazzo San Giacomo aveva dato il via ai contingentamenti degli accessi attraverso una convenzione con i lidi intorno a Palazzo Donn’Anna. La necessità di applicare la Bolkestein e la conseguente necessità di aumentare le porzioni di spiaggia libera, di fatto, hanno generato la gara in corso proprio per le concessioni della costa posillipina e l’apertura delle buste è stata fissata dall’Autorità Portuale per la mattina dell’11 maggio. Qualunque sia l’esito, l’amministrazione, per l’estate in arrivo, è intenzionata a non riproporre i contingentamenti. Ben vengano mare e spiaggia liberi, ma va aumentata anche l’asticella della civiltà. È tanto bello quanto fragile, il mare. Il noto imprenditore del food Enrico Schettino era con Massimo Giletti sulle spiagge di Posillipo, una decina di giorni fa. Il loro video ha totalizzato 500mila visualizzazioni. «Invitai Giletti al mare il 19 aprile - ci racconta oggi - non fu una domenica semplice.

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Napoli è una città di mare, ha il sole tutto l’anno». Senza intenti polemici, Schettino osserva che «non essendoci ristorazione e bar in spiaggia, tutti si portavano il cibo da casa. E poi lo lasciavano lì. Non c’è abbastanza “cultura della spiaggia” in città. Bene il mare libero, ma va affiancato da servizi e civiltà. In Spagna, le spiagge libere sono tantissime, ma sono alternate da lidi privati con servizi». Il Comune, da giugno, installerà dove possibile dei bagni chimici sulle spiagge pubbliche (difficile installarne alle Monache, per motivi geografici), ma c’è anche il nodo sicurezza: «I bagnini degli stabilimenti privati - conclude Schettino - dovrebbero avere il ruolo di controllare anche le acque delle spiagge libere attigue. Mi auguro un’estate libera, regolata e speriamo senza incidenti».

C’è un progetto interessante. Ce lo racconta Mariapia Laino, dell’associazione di residenti Salviamo Mergellina: «Abbiamo un’idea per la spiaggetta vicino al Molo Luise, lo stiamo portando avanti con la disponibilità dei Luise e di Marevivo. La puliamo una volta al mese, da tre anni, ma è una goccia nell’oceano, perché dopo 3 giorni è di nuovo sporca. Ieri siamo stati in Sovrintendenza a presentare il nostro progetto: vorremmo installare un proiettore: di sera e di notte, specialmente nei weekend - quando viene sporcata di più la spiaggia - vorremmo proiettare frasi luminose in italiano, inglese e napoletano. L’artista Carolina Arciprete realizzerà il design, coinvolgendo i ragazzi dei licei artistici. C'è il nullaosta di Sovrintendenza e Autorità Portuale, abbiamo chiesto un appuntamento in Comune e siamo fiduciosi. Lanceremo un appello per gli sponsor: un videoproiettore potente, che si veda a distanza, costerà intorno ai 10mila euro. Se arrivassero fondi comunali, magari da Asìa, sarebbe meglio. Speriamo che per luglio o agosto il proiettore diventi realtà».

Il monitoraggio 


«Ci stiamo attrezzando per dotare i bagnanti di più consapevolezza - sottolinea Giuliano Esposito, attivista di Mare Libero - Stiamo mettendo su anche termocamere per gli scarichi abusivi: una sorta di monitoraggio ambientale popolare sostenuto da esperti del settore e da Ecore. L’educazione al mare inizia dal lavandino delle nostre cucine, dal nostro scarico del bagno – prosegue Esposito – I napoletani devono imparare ad avere rispetto: non gettare plastica nel water, per esempio, è il primo passo verso la pulizia del mare. Il secondo è non abbandonare rifiuti in strada. Proveremo a organizzare delle azioni dimostrative, nei prossimi giorni, per sensibilizzare la cittadinanza a non lasciare carte, mozziconi e rifiuti in spiaggia. Non tutti i ragazzi hanno la fortuna di nascere in un contesto sensibile all’educazione civica. Sarebbe bello introdurre un sistema virtuoso in cui consegnando plastica o vetro si diano in cambio soldi. In questo modo, anche gli homeless contribuirebbero al decoro urbano, come avviene in altri Paesi». Intanto, la vera sfida per il mare Napoli consisterà nel trasmettere, e nel più breve tempo possibile, i valori del rispetto della spiaggia su larga scala.

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