Centro per il rimpatrio, Fico sostiene i comitati: «A capo della protesta»
Il livello dello scontro (politico) sul nuovo Cpr a Castel Volturno è destinato a salire. Prima le prese di posizione delle associazioni del territorio, dei parroci e dei vescovi di Caserta...
Il livello dello scontro (politico) sul nuovo Cpr a Castel Volturno è destinato a salire. Prima le prese di posizione delle associazioni del territorio, dei parroci e dei vescovi di Caserta e Napoli, poi, subito dopo, del governatore Roberto Fico. Che ieri mostra di non arretrare di un passo. Anzi si rende disponibile a mettersi in prima fila contro il progetto. «Potremo essere insieme a tanti comitati, associazioni, grandi aggregatori, per costituire un movimento pubblico che - annuncia ieri mattina da palazzo Santa Lucia a margine di una conferenza stampa - contrasti la costruzione del Cpr. Spero che in un tempo giusto potrò essere a Castel Volturno per parlare con tutti i cittadini di un futuro diverso e migliore per tutta l’area». Insorge subito dopo la Lega con il numero uno regionale del partito: «Un presidente di Regione non può mettersi a fomentare comitati e centri sociali contro un’opera dello Stato», replica il parlamentare casertano Gianpiero Zinzi.
APPROFONDIMENTI Centro rimpatrio, monito di Battaglia: «Castel Volturno una scelta sbagliata»
IL PROGETTO
Il centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr), secondo quanto prevede un bando da 41 milioni di euro pubblicato da Invitalia, avrà una capienza massima di 120 persone. Con questa struttura (almeno altre due dovrebbero sorgere nel Mezzogiorno, cinque in totale in Italia, secondo i progetti) il governo vuole accelerare e aumentare i rimpatri e inasprire anche le regole di detenzione, così come previsto nell’ultimo decreto sicurezza. Ovviamente sono sul piede di guerra le associazioni e i parroci di Terra di Lavoro per la struttura prevista in un territorio già caratterizzato da una profonda pressione migratoria, considerata la presenza da più di 30 anni di migliaia di immigrati non regolari, ormai giunti alla seconda-terza generazione.
Fico: «Bagnoli abbia un mare balneabile, è ciò che ci interessa»
Circa 10mila irregolari stimati contro il doppio di residenti. Un comprensorio, quindi, già compromesso da troppi anni senza servizi e welfare, senza contare l’area prescelta: 63 ettari in località La Piana, zona di alto valore naturalistico gestita dai Carabinieri dopo l’acquisizione da parte dello Stato nel 2017. Da qui la richiesta alla Regione Campania da parte di alcune associazioni per riconoscerla come Zona di protezione speciale (Zps) e fermare così la cementificazione. Operazione che potrebbe mettere in atto palazzo Santa Lucia per fermare il progetto. Di certo il governatore grillino è pronto a contrastare il progetto in tutti i modi, aprendo così il primo scontro politico con il governo. Che, dal canto suo, ha già equiparato i Cpr a opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale. E, quindi, in deroga alle normali norme.
LO SCONTRO
«I Cpr non sono mai stati utili di fatto in nessuna regione e non capisco perché bisogna costruirne uno nuovo. Probabilmente, poi, non si conosce la situazione di Castel Volturno, che di tutto ha bisogno tranne che di questa struttura: lì dobbiamo costruire una grande alternativa che parla di innovazione, di sviluppo, di recupero del territorio, di integrazione. A breve riprenderemo anche il masterplan del litorale Domitio-flegreo, che include questa zona. Diciamo - aggiunge ieri sollecitato dai cronisti - in modo molto costruttivo e senza nessuna ideologia, che su Castel Volturno va costruito un altro processo, un altro percorso, non certo un Cpr».
Dall’altro lato la Lega decisa al progetto. «Un presidente di Regione non può mettersi a fomentare comitati e centri sociali contro un’opera dello Stato. Le parole di Roberto Fico sul Cpr di Castel Volturno vanno purtroppo nella direzione opposta», attacca il parlamentare Zinzi, che l’altro giorno ha chiarito come ha avuto la disponibilità del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi «per un incontro con l’arcivescovo di Caserta per illustrare nel merito un progetto che è a favore del territorio e delle comunità locali».
Per Zinzi, infatti, «i Cpr non sono il male assoluto, ma strutture previste dalla legge per rendere effettivi i provvedimenti di espulsione. Senza questi strumenti, tali provvedimenti restano sulla carta». Poi un’altra sciabolata al governatore: «Ricordo a chi, come il presidente Fico, continua a mettere in discussione l’utilità dei Cpr, che l’aumento dei rimpatri registrato negli ultimi anni è anche il risultato del rafforzamento di questa rete, soprattutto nei territori dove la pressione è maggiore».