Pomigliano, caso Trasnova revocati i licenziamenti: scatta la cassa integrazione
Il Mattino

Pomigliano, caso Trasnova revocati i licenziamenti: scatta la cassa integrazione

Venerdì 1 maggio 2026
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  Quello di oggi è un Primo Maggio di sollievo per gli operai della Trasnova e delle ditte collegate. I licenziamenti sono stati infatti revocati grazie a un accordo tra Stellantis...

Quello di oggi è un Primo Maggio di sollievo per gli operai della Trasnova e delle ditte collegate. I licenziamenti sono stati infatti revocati grazie a un accordo tra Stellantis e Trasnova raggiunto in extremis ieri, quando ormai mancavano poche ore all’invio delle lettere di licenziamento e tutto sembrava perduto per i lavoratori di Pomigliano. Alla fine però si è aperto uno squarcio di sereno: l’intesa tra il colosso automobilistico mondiale e l’azienda di movimentazione delle vetture ha consentito il ritiro della procedura di licenziamento avviata a febbraio sia per i 94 operai alle dirette dipendenze di Trasnova, 53 dei quali addetti alle attività della Stellantis di Pomigliano e altri 41 distribuiti negli altri impianti italiani della multinazionale, sia per i 150 colleghi alle dipendenze delle due aziende collegate Logitech e Teknoservice, 40 dei quali, tutti trasfertisti, sono stati impegnati finora sempre nello stabilimento automobilistico di Pomigliano mentre i restanti si trovano dislocati nelle varie fabbriche Stellantis italiane.

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Il piano 

Intanto questa è una festa del Primo Maggio in cui centinaia di lavoratori possono tirare una boccata d'ossigeno, lavoratori che fino a ieri espletavano il servizio di movimentazione delle automobili prodotte da Stellantis. Servizio che però non sarà più effettuato da Trasnova. L’attività di movimentazione delle vetture è stata infatti assorbita dalla stessa Stellantis, che così facendo ha potuto concretizzare parte del suo programma di riorganizzazione interna finalizzato all’implementazione e al conseguente potenziamento complessivo delle produzioni nostrane a partire dal 2027. Contestualmente per i 53 operai della Trasnova di Pomigliano e per gli altri colleghi dell’azienda cassinate e della collegata Logitech si sono aperti otto mesi di cassa integrazione per cessazione di attività. La cig scadrà il prossimo 31 dicembre. In questo periodo si conta di dare il via a un piano di ricollocazione in altre aziende di cui si parla dall'estate scorsa. Destino diverso, invece, per gli operai Teknoservice, per i quali è stata aperta una cassa integrazione di soli quattro mesi finalizzata però al ritorno al lavoro entro settembre.

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Resta l’incognita sulle ricollocazioni. Sinora il ministero dell’Industria e del Made in Italy, con la collaborazione fattiva della Regione, è riuscito a individuare due aziende campane in grado di riassumere parte della manodopera Trasnova finita in cassa integrazione.

Le voci 

« Con il ritiro dei licenziamenti - spiega Carmela Auriemma (M5S), deputato che sta seguendo la vertenza dal primo momento - è stato creato il tempo necessario per lavorare con serietà alla ricollocazione dei lavoratori. Ma bisogna dare il giusto merito agli operai: senza la loro lotta la revoca dei tagli non sarebbe stata possibile ». C'è anche un comunicato del Pd di Pomigliano: «Necessario lavorare a un progetto industriale che garantisca l'occupazione. Continueremo a sostenere la battaglia dei lavoratori e dei sindacati ed il grande impegno della Regione per un percorso capace di salvaguardare il diritto al lavoro». Giuseppe Raso e Aniello Graziano, rispettivamente segretario generale e provinciale della Fismic di Napoli, confermano infine che « il periodo della cig sarà utile affinché le due aziende che sono disposte ad assorbire parte dei lavoratori possano operare per le ricollocazioni ».

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