Como-Napoli, probabili formazioni: Alisson Santos e Hojlund guidano Conte
Quello di domani sarà il loro esame di maturità. Un po' in ritardo vista l'età, ma perfettamente nei tempi vista l'annata azzurra. C'è un dato che...
Quello di domani sarà il loro esame di maturità. Un po' in ritardo vista l'età, ma perfettamente nei tempi vista l'annata azzurra. C'è un dato che è andato cambiato, però: perché Alisson Santos e Rasmus Hojlund hanno giocato fin qui insieme in campo per 506 minuti ma non si sono mai dati una mano. Nessun assist uno per l'altro, nessuno spunto insieme che sia stato poi premiato. Domani, sul Lago, dovranno dimostrare anche questo: che l'intesa è cresciuta, che il sentimento sta arrivando, che la coppia potrà essere coppia anche più lontano delle prossime quattro partite, quelle che restano per chiudere l'annata. Dalla loro conferma passerà gran parte del futuro immediato azzurro, tra i pochi in squadra a non avere alcun asterisco accanto al nome.
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Il brasiliano è classe 2002, il danese è classe 2003. Un anno di differenza all’anagrafe, tanti milioncini di distanza invece nelle casse. Messi insieme, però, fanno paura comunque: serviranno al club azzurro 60 milioni di euro - o poco più - per tenere in squadra Alisson e Hojlund anche nella prossima stagione. Il loro ambientamento è stato immediato e ottimale: poco più di 16 milioni andranno allo Sporting per riscattare il brasiliano, ben 44 serviranno invece per confermare al Manchester United la volontà manifestata mesi fa, quando l’infortunio di Lukaku costrinse il Napoli al miglior acquisto fortuito (perché non era nei programmi) della sua storia recente. Sulle basi dei due sarà fondato - o rifondato’ - il Napoli del prossimo anno: bello, giovane, sorridente, già di qualità. Entrambi sanno cosa sia la Champions League ed è lì che vogliono riportate il Napoli già domani, contro il Como dei talenti terribili di Fabregas. Magari dimostrando di saper parlare la stessa lingua.
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Per Conte non sono in dubbio: anche domani Ali e Hoj trascineranno l’attacco napoletano. L’impatto del brasiliano non è stato assolutamente da rivedere: 3 gol in nove partite giocate, e neppure tutte da titolare, fin qui in stagione. Nell’arco di un’annata insieme Santos ha già dimostrato di avere gol nei piedi, numeri importanti. Gli manca ancora l’assist, che certifica le sue migliori qualità. A queste dovrà aggiungere la disponibilità per i compagni. Che va perfezionata. E poi Rasmus, che nessuno si sognerebbe di mettere in dubbio - per carità - ma che non fa gol (con la Cremonese c’è andato vicinissimo) da cinque partite e che ha segnato i suoi 10 gol in A in appena 7 partite. Qualcuno lo fa notare sempre più. Allora Rasmus s’è messo in testa di segnare quanto più possibile nelle ultime uscite. Anche per togliersi l’etichetta del “bomber con meno gol” nella carriera di Antonio Conte. Al momento fa il paio con Matri, Vidal e Vucinic delle prime annate alla Juventus. Ma non è questo che vuole ricordare di questa stagione. Sa che i suoi gol possono valere l’ultimo obiettivo dell’anno e un sorriso migliore verso le vacanze.
Sarà la sfida tra i giochisti e i risultatisti? No, sarà la sfida tra due modi di vedere il calcio diversi. Anche se partono dallo stesso punto. Cesc e Conte, in fondo, si conoscono bene. Questa mattina la rifinitura, poi la partenza verso il lago. Domani non saremo in edicola, se tutto resterà invariato rispetto a ieri a Como vedremo un Napoli molto simile a quello che ha battuto la Cremonese lo scorso venerdì. Con due dubbi che saranno risolti in queste ore ma che non stravolgeranno la genesi della squadra: Olivera - adattato a destra nell’ultima di campionato - può fare spazio a Beukema se non sarà al massimo della condizione. Anche Juan Jesus ieri non si è allenato con il resto del gruppo per problemi personali. Gutierrez parte in vantaggio ancora su Spinazzola per l’out mancino. Dettagli che però possono fare anche la differenza. Vincere a Como per il Napoli sarebbe imperativo per tre motivi differenti: dimostrare di saper battere un tabù (solo una vittoria per gli azzurri nelle ultime sette sfide), prendersi la Champions e rimandare la festa scudetto dell’Inter già organizzata e pronta ma scatterebbe anche senza la matematica certezza. Che tra Como e Milano ci sono nemmeno 50 chilometri. L’eco delle trombette a festa potrebbe arrivare fino a lì.