Garlasco, la nuova ricostruzione: il nodo delle scale e i colpi mortali di Sempio quando Chiara era svenuta. Così cambia la scena del delitto
Il Mattino

Garlasco, la nuova ricostruzione: il nodo delle scale e i colpi mortali di Sempio quando Chiara era svenuta. Così cambia la scena del delitto

Venerdì 1 maggio 2026
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Chiara Poggi uccisa dall'amico del fratello, da un ragazzo più giovane di lei di 7 anni che frequentava spesso la villetta di Garlasco e che si sarebbe sentito dire un...

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Chiara Poggi uccisa dall'amico del fratello, da un ragazzo più giovane di lei di 7 anni che frequentava spesso la villetta di Garlasco e che si sarebbe sentito dire un «no».

Non solo un nuovo presunto colpevole, ma una nuova ricostruzione, quella della Procura di Pavia, che riscrive il delitto di Garlasco secondo una dinamica diversa da quelle ipotizzate finora. 

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La ricostruzione della Procura di Pavia

Il rifiuto di Chiara, secondo la Procura di Pavia, provoca una reazione violenta. Andrea Sempio avrebbe afferrato un oggetto per poi infierire su di lei. E a nulla sarebbero serviti i tentativi di difendersi: l'avrebbe colpita fino a farla cadere a terra priva di sensi, l'avrebbe trascinata fino alla porta che conduce in cantina. Là l'avrebbe fatta scivolare fino in fondo alle scale e l'avrebbe ancora colpita, a morte, nonostante «fosse già incosciente».

Quindi, mentre la versione accreditata finora era che l'assassino avesse portato a termine il delitto al pianterreno del villino dei Poggi, per poi scagliare la vittima lungo la scala della cantina, secondo la nuova ricostruzione Chiara sarebbe stata uccisa proprio sui gradini. 

Il nodo delle scale

«Dopo una iniziale colluttazione - si legge nell'atto della Procura - colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra». Quindi, «la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina» e, dopo che la ventiseienne «provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi» sempre alla testa «facendole perdere i sensi». A seguito di ciò, «spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi» ancora alla nuca, «cagionando» a Chiara Poggi «lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso». Chiara sarebbe stata finita proprio sulle scale, che l'assassino quindi avrebbe sceso. 

I dubbi dei Poggi

Una ricostruzione che, secondo il consulente dei Poggi, sarebbe «incompatibile con la scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma». Così Dario Redaelli, consulente dei Poggi, commenta le ricostruzione della Procura di Pavia nell'invito a comparire notificato ad Andrea Sempio. «Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina ma sui primi due gradini ci sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia da trascinamento - ha spiegato Redaelli, esperto in analisi sulle scene del crimine - Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l'ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato oltre alla presenza di schizzi limitati». «Pertanto diversi dubbi sulla ricostruzione - chiude l'esperto - ma massima cautela ed assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla Procura».

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