Mamma e figlia avvelenate, Gianni di Vita in questura: interrogato per 5 ore. La scientifica a casa delle vittime: prelevati pc e cellulari
Il Mattino

Mamma e figlia avvelenate, Gianni di Vita in questura: interrogato per 5 ore. La scientifica a casa delle vittime: prelevati pc e cellulari

Sabato 2 maggio 2026
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Non hanno ancora risposta le domande sulla morte di Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi, le due donne avvelenate con ricina a Natale. Gianni Di Vita, rispettivamente padre e...

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Non hanno ancora risposta le domande sulla morte di Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi, le due donne avvelenate con ricina a Natale. Gianni Di Vita, rispettivamente padre e marito delle vittime, è stato sentito di nuovo sabato mattina, sabato 2 maggio, per circa 5 ore, in questura a Campobasso. L'uomo attualmente non è indagato.

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Le indagini

La polizia indaga sulle relazioni delle due vittime, alla ricerca di sospettati che possano avere un movente.

Lunedì gli investigatori, coordinati dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta per duplice omicidio premeditato, torneranno nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella per prelevare tutti i dispositivi elettronici (cellulari, computer, tablet, chiavette usb) appartenenti a Sara e Antonelli. 

Le operazioni saranno svolte dal personale specializzato della polizia scientifica con modalità idonee a non alterare lo stato dei luoghi sotto sequestro. Saranno dunque rimossi i sigilli, si procederà a prelevare i dispositivi sotto sequestro e successivamente saranno nuovamente apposti i sigilli alla casa. Tutte le operazioni saranno filmate.

Le delicate operazioni

La procura ha comunicato in queste ore agli indagati (5 medici) e alle parti offese (5 parenti delle due vittime) che le operazioni inizieranno alle 10 e che le stesse parti potranno assistere (un solo rappresentante per ognuna delle persone coinvolte) dopo essersi munite di tutti i dispositivi idonei ad evitare la contaminazione della scena (quindi tutta protettiva e tutto l'equipaggiamento necessario).

I reperti, così come già accaduto per lo smartphone sequestrato il mese scorso ad Alice Di Vita, saranno consegnati al laboratorio digitale della procura di Campobasso per le successive attività di acquisizione forense che la procura delegherà successivamente con un atto a parte.

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