Como-Napoli 0-0: ora il patto DeLa-Conte deve reggere
Il Mattino

Como-Napoli 0-0: ora il patto DeLa-Conte deve reggere

Domenica 3 maggio 2026
5 visualizzazioni

Una partita così, quattro giorni dopo lo show di Psg-Bayern con 9 reti, conferma in pieno quanto distante sia il nostro calcio dall?Europa. Brutta la sfida Champions tra Napoli e...

Una partita così, quattro giorni dopo lo show di Psg-Bayern con 9 reti, conferma in pieno quanto distante sia il nostro calcio dall’Europa. Brutta la sfida Champions tra Napoli e Como, seconda e quinta. Giusto aspettarsi di più dai campioni uscenti e dalla squadra di Fabregas che da due stagioni è ammirata per ciò che propone in riva al Lago.

APPROFONDIMENTI Como-Napoli 0-0, Fabregas: «Contento a metà: non siamo riusciti a vincerla»Como-Napoli 0-0, Beukema: «Volevamo vincerla, ma punto importante per la Champions»Como-Napoli, Conte: «Fabregas predestinato. Di Lorenzo? Serve pazienza per vederlo al top»

Il Napoli si è accontentato del pari, altro passo per blindare la qualificazione Champions, avendo le polveri bagnate: mai pericolosi Hojlund e Alisson, sotto tono McTominay e De Bruyne ancora una volta è rimasto a guardare, venendo richiamato in panchina dopo un’ora per fare spazio ad Anguissa, che conferma di essere ai titoli di coda. Alla fine ha perso di più il Como, che tra oggi e domani può vedere la Juve allungare ed essere scavalcato dalla Roma. Avversario di diverso livello rispetto alla Cremonese travolta al Maradona, il Napoli non è riuscito ad essere incisivo anche perché minori sono stati gli spazi a disposizione. Gli azzurri si sono accesi nel finale, con il tiro di McTominay e il palo di Politano: tardi. Così come era accaduto nelle partite di campionato e Coppa Italia a Fuorigrotta, il Como l’aveva messa sullo scontro fisico, con fallacci che sono stati tollerati dall’arbitro Fabbri: i problemi della categoria sono ben altri, da quando è stata resa nota l’inchiesta della magistratura su Rocchi, ma come giustificare il solo cartellino giallo per l’intervento di Ramon su McTominay a centrocampo? Per fortuna, Bayern e Psg tornano in campo mercoledì e si rivedrà - solo in tv - la vera dimensione Champions.

Como-Napoli 0-0, Fabregas: «Contento a metà: non siamo riusciti a vincerla»

Il Napoli non ha mostrato cedimenti, ha difeso il pareggio utile «perché quando non si può vincere cerchiamo di non perderla», come ha detto Conte dalla panchina. Si avvicina il momento del confronto con De Laurentiis sulla prossima stagione, ovvero sulla sua permanenza a Napoli dopo i positivi risultati delle prime due. Al di là del contratto fino al 2027, c'è la comune ambizione del presidente e dell'allenatore di vedere la squadra in prima fila per lo scudetto e per i playoff di Champions League. De Laurentiis è l'uomo che 22 anni fa ha raccolto dalle ceneri il Napoli e ha manifestato fin dall'inizio della sua gestione alti obiettivi, dal ritorno in A all'Europa e allo scudetto. Conte, in occasione della presentazione al Teatro di corte di Palazzo Reale due anni fa, si assegnò il titolo di manager e dunque da manager conosce la situazione finanziaria del Napoli, che in questa estate non avrà pezzi pregiati da cedere come Kvara e Osimhen, ed è consapevole della necessità di mantenere l'equilibrio finanziario. La previsione di una riduzione del budget rispetto alle estati 2024 e 2025, dunque, non dovrebbe sorprenderlo. E rinnovare l'organico, dove vi sono una decina di over 30, è una necessità con il rispetto per chi si è battuto per la maglia azzurra contribuendo alla conquista di due scudetti.

Al di là della eventuale proposta di assumere la guida della Nazionale, Conte ha firmato un patto con il Napoli e in maniera più estensiva con Napoli, la città che lo ha sostenuto fin dalle primissime battute della sua gestione. La cosa più naturale e più opportuna per la società e la squadra è che il tecnico prosegua nel solco del lavoro portato avanti tra le gravi difficoltà causate dagli infortuni - uno dei temi del confronto con De Laurentiis che da saggio presidente non cercherà eventuali colpevoli ma si adopererà con gli staff tecnico e sanitario affinché queste situazioni non si ripetano - perché la presenza di Conte è fortemente attrattiva, crea timori negli avversari (in particolare per l'Inter che si prepara stasera a festeggiare lo scudetto) ed è un vantaggio per i giocatori, almeno secondo quanto ha detto Rrahmani nella scorsa settimana: «Per noi calciatori è più facile quando c'è un allenatore che conosciamo bene».

Como-Napoli 0-0, Beukema: «Volevamo vincerla, ma punto importante per la Champions»

E questo spazza anche le voci, i soliti perfidi venticelli, di uno spogliatoio che vorrebbe il cambio perché affaticato dai metodi di Conte. Ma può esservi mai un calciatore che non sopporti un metodo vincente? E ancor meglio McTominay ha chiarito l’effetto del tecnico sulla squadra: «Non ti rendi conto davvero dei benefici finché non porti il tuo corpo e la tua mente al limite e capisci di cosa realmente sei capace. Conte ci ha fatto vedere il calcio sotto una luce diversa e anche l’aspetto mentale del gioco in modo differente». È chiaro che De Laurentiis deve considerare anche l'ipotesi di una mancata condivisione del progetto 2027-2028 e in questo caso non sarebbero ammessi salti nel buio come accadde dopo il terzo scudetto: servirebbe un allenatore di esperienza, con trofei in bacheca, ed ecco che è spuntata la concreta idea Sarri a otto anni dall'addio.

Condividi questo articolo