Napoli, Antonio Conte e De Laurentiis: un nuovo inizio
Serve un nuovo inizio tra De Laurentiis e Conte. Serve dimenticare un mercato con 9 acquisti nuovi di zecca e ingaggi oltre i 5-6 milioni netti a stagione. E serve mettere da parte gli impegni...
Serve un nuovo inizio tra De Laurentiis e Conte. Serve dimenticare un mercato con 9 acquisti nuovi di zecca e ingaggi oltre i 5-6 milioni netti a stagione. E serve mettere da parte gli impegni siglati nella primavera di due anni fa. Ognuno deve sapersi accontentare per poter varare il Conte-ter: DeLa deve accettare le scelte che Conte continuerà a fare sul campo, Conte deve dare l’ok a un piano estivo che prevede il rientro di qualche prestito (Lucca, Lang e Rafa Marin) e la valorizzazione di qualche calciatore poco impiegato (Beukema, Alisson e così via). Serve un nuovo inizio partendo da una certezza: né il presidente del Napoli intende mandar via il suo tecnico (ci mancherebbe pure dopo un primo e secondo posto), né Conte intende dimettersi, magari perché alle spalle c’è la Nazionale o un altro club. Una separazione costerebbe milioni di euro, per intenderci.
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Le premesse
Le premesse non sono di poco conto per dare l’avvio alla trattativa per la permanenze di Conte sulla panchina del Napoli. Ovvio, ognuno ha dei mal di pancia che dovrà esternare all’altro. E lo faranno. Ma un punto deve essere chiaro a tutti: non ci sono clausole liberatorie, né a favore del club né a favore dell’allenatore di Lecce. La verità è che quella che deve combaciare è la “visione” del futuro del Napoli: vincere per Conte è fondamentale, andò via dal Tottenham quando capì che l’obiettivo era solo il ritorno in Champions. Anche per De Laurentiis lo è: ma con visione all’equilibrio dei conti.
IL punto
Conte e De Laurentiis decisero di firmare un triennale senza l’inserimento di opzione di rescissione unilaterale. Il più convinto di tutti fu proprio Conte: non doveva dare il segnale alla squadra e all’ambiente di essere uno di passaggio, pronto ad andare via alla fine di una stagione a proprio piacimento. Ma i contratti non sono delle condanne a vita: vie di fuga possono sempre esserci, ma sempre se la scelta è condivisa. Conte a Napoli vuole restare. Ha trascorso i due giorni di riposo in città e ieri con la famiglia è stato “Da Cicciotto” a Marechiaro. Ma è evidente: non ha mai accettato compromessi neppure ai tempi della Juventus e dell’Inter ed è complicato pensare che le cose siano cambiate. De Laurentiis, però, sarà chiaro: ha in giro almeno 4-5 calciatori che vorrebbe rivedere in maglia azzurra, dovrà ridurre il monte ingaggi (ora è di 115 milioni di euro). E le ambizioni resteranno alte: il ritorno in Champions l’anno prossimo e almeno il passaggio del turno nella fase a gironi della Champions.
Il futuro
Conte? Deve mandar giù tante cose: è rimasto da solo quando ha dovuto lamentarsi degli arbitraggi, non ha nascosto il proprio malcontento per tanti aspetti della società che sperava con il suo arrivo potessero migliorare. C’è la questione delle infrastrutture, che pure era alla base dell’intesa del 2024: Conte può anche passarci sopra, ma vuole sempre che ci sia una netta separazione tra la gestione sportiva della squadra e tutto il resto. Una linea rossa che De Laurentiis non deve travalicare. Ma anche questo aspetto inizia a pesare al patron azzurro: per due anni ha accettato questo ruolo marginale, ora vorrebbe tornare a esporsi in prima linea. D’altronde, è l’anno del Centenario. E De Laurentiis vuole godersi questi mesi che verranno con tutti i riflettori puntati addosso. Insomma, non è facile comprendere come si evolverà la faccenda: di sicuro il bilancio del Napoli sarà ancora in rosso e le riserve da 190 milioni verranno messe da parte per garantire solidità alle finanze della società. Uno scenario dove la risposta arriverà, magari, già dopo il Bologna anche se più tardi ci sarà l’incontro e più aumentano le possibilità di una permanenza.