Cuore bruciato, in Italia altri organi congelati oltre a quello di Domenico Caliendo
Il Mattino

Cuore bruciato, in Italia altri organi congelati oltre a quello di Domenico Caliendo

Martedì 5 maggio 2026
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Nuovo incontro tra l’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta la famiglia del piccolo Domenico Caliendo, e i legali dell’ospedale Monaldi dove il bimbo è morto in conseguenza di un trapianto di cuore fallito. Ieri un’altra riunione, e in sede di confronto - come previsto dalla legge - erano presenti anche cinque dei sette indagati dalla Procura della Repubblica di Napoli accusati di omicidio colposo. I fatti e gli sviluppi investigativi sono ormai noti, sebbene si aggiungano ancora elementi nuovi che hanno portato il titolare dell’indagine Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto che la coordina, Antonio Ricci, a disporre nuovi interrogatori per il cardiochirurgo che effettuò l’operazione, Guido Oppido, e per la sua vice, la dottoressa Emma Bergonzoni.

APPROFONDIMENTI Villaricca, un nuovo murales in memoria di Domenico CaliendoVillaricca, un nuovo murales in memoria di Domenico Caliendo (NeaPhoto Renato Esposito)Villaricca, un nuovo murales in memoria di Domenico Caliendo

IL TAVOLO

Ma quella di ieri era una riunione che riguardava il versante civilistico della tragedia: cioè il tentativo di determinare un accordo tra il Monaldi e la famiglia Caliendo capace di quantificare la somma del risarcimento stragiudiziale per il danno letale. «Non siamo disposti a rinunciare alla costituzione di parte civile al processo penale», ha fatto sapere l’avvocato Petruzzi. Un riferimento alla posizione che avrebbero invece espresso gli avvocati di tutti gli indagati, ad eccezione di Oppido e della dottoressa Gabriella Farina, non presenti all’appuntamento. Secondo Petruzzi, «gli avvocati dei medici indagati presenti al momento della proposta di risarcimento hanno diffidato il Monaldi da procedere in tal senso se la famiglia Caliendo non rinuncerà prima alla costituzione di parte civile nel procedimento penale». «Da parte nostra la proposta è inaccettabile e il diniego è netto - ha affermato l’avvocato della famiglia Caliendo - e il Monaldi si è riservato. Comunque sarà fissato un nuovo incontro a breve, dopo il nuovo interrogatorio di Oppido e di Emma Bergonzoni del prossimo 8 maggio». Se ne riparlerà, dunque.

I PRECEDENTI

Intanto fa discutere (e riflettere) un’altra notizia che rimbalza da Roma. Nei giorni scorsi al Senato si era tenuto un dibattito incentrato sulla fondamentale importanza di implementare la cultura della donazione di organi. E durante questo appuntamento sono emerse delle novità importanti. Oltre a quello del piccolo Domenico Caliendo, si sarebbero verificati altri casi in Italia in cui l’organo da trapiantare è giunto a destinazione rovinato dalle temperature troppo basse raggiunte durante il trasporto. A renderlo noto è sempre lui, l’avvocato Francesco Petruzzi, che lo scorso 28 aprile ha preso parte a Roma, a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, all’incontro “Il dono della vita nel sistema trapiantologico” organizzato dall'Aido (l’Associazione italiana donatori di organo) e promosso su iniziativa della senatrice Elena Murelli e del senatore Filippo Melchiorre con il patrocinio del Senato. La notizia (appresa solo oggi) è emersa durante l’intervento, nel corso del convegno, di rappresentanti della compagnia aerea “Avionord” con basi a Milano, Bergamo e Roma, che si occupa - tra l’altro - anche del trasporto di organi. In particolare, durante l’intervento dei vertici della compagnia aerea, è stata mostrata, tra i casi definiti «nefasti», la foto di un organo, un rene, “ghiacciato” a causa di un utilizzo sbagliato del ghiaccio stesso a -40 gradi.

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L’incontro è servito anche a fare il punto sulle normative riguardanti le modalità di trasporto degli organi e le tipologie di contenitori: dalla scatole di polistirolo (come quelli per le mozzarelle) ai frigoriferi da campeggio, fino a quelli di ultima generazione, che rispettano le indicazioni di legge, come le macchine da perfusione trasportabili che, è stato spiegato, oltre al trasporto trattano l'organo (o anche più di un organo) per farlo arrivare al trapianto nelle migliori condizioni. Non è escluso, a questo punto, che le notizie fornite dai rappresentanti della compagnia erea possano finire nel campo d’interesse dei pubblici ministeri napoletani. i quali potrebbero anche valutare la possibilità di convocare i rappresentanti di “Avionord” in Procura in qualità di persone informate sui fatti.

L’INCHIESTA

Tornando alle fasi dell’indagine penale, va ricordato che nei giorni scorsi il legale della famiglia dello sfortunato bimbo morto il 21 febbraio scorso dopo due mesi di agonia ha depositato una integrazione di denuncia con la quale si chiede di estendere anche ai dirigenti competenti dell’Azienda ospedaliera dei Colli le presunte responsabilità circa la mancata consegna di documentazione utile all’accertamento della verità sulla morte del piccolo. Per Petruzzi «l'omessa trasmissione non è qualificabile come mera irregolarità burocratica o negligenza occasionale, ma presenta i connotati di una condotta quantomeno gravemente colposa nella gestione di obblighi documentali aventi rilevanza penale, se non di una condotta consapevolmente orientata alla sottrazione di elementi utili all’accertamento giudiziario».

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