Ia, artigiani e fondi europei: così Caivano guarda al futuro
Il Mattino

Ia, artigiani e fondi europei: così Caivano guarda al futuro

Martedì 5 maggio 2026
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Dal progetto pilota ad alto contenuto innovativo da candidare per i fondi europei - con l’intelligenza artificiale per evitare sprechi e uno sprint nella transizione energetica - alla riscoperta delle botteghe e degli antichi mestieri, recuperando i negozi abbandonati del Parco Verde. Caivano continua, tra modernità e tradizione, nel suo percorso di riscatto iniziato due anni fa, trainata dall’entusiasmo del suo giovane sindaco Antonio Angelino, 38 anni e della sua squadra amministrativa di under 40.

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Con un approccio alla sicurezza urbana del territorio che unisce ai metodi classici di controllo - sono già 200 le telecamere, diventeranno 250 - le politiche attive integrate, coinvolgendo istituzioni, scuole e giovani sui tre fronti decisivi di sport, cultura e lavoro. E il riscatto oggi passa attraverso tre risultati fondamentali: il rinnovo della convenzione per la gestione del centro ex Delphinia (oggi “Pino Daniele”) con Sport e Salute e Fiamme Oro per altri tre anni; la ricostruzione del teatro comunale (a luglio sarà consegnata la cavea esterna per gli eventi, l’anno prossimo la sala al chiuso); l’avvio di due academy per i giovani dai 18 ai 29 anni, una sul food e l’altra sul green. Questo progetto vede insieme Commissario straordinario di governo, Comune, Deloitte e Zest: a maggio via al reclutamento, a settembre via ai corsi di formazione, che poi porteranno ai tirocini presso le aziende.

IL PROGETTO

Si parte dall’avviso pubblicato dal Comune di Caivano, finalizzato all’individuazione di partner qualificati, con cui costruire una proposta progettuale da candidare alla quarta Call for Proposals della European Urban Initiative – Innovative Actions (EUI-IA), promossa dalla Commissione Europea nell’ambito della Politica di Coesione 2021–2027: finanziamento massimo due milioni di euro, durata massima di 24 mesi, oltre alla fase di avvio. Caivano presenterà una proposta progettuale sul tema “Sicurezza urbana, protezione e preparazione alle emergenze”. «L’obiettivo - si legge nell’avviso - è sviluppare un approccio integrato alla sicurezza urbana che coniughi interventi di rigenerazione fisica degli spazi pubblici; azioni di inclusione sociale e prevenzione del disagio giovanile; rafforzamento della presenza istituzionale e comunitaria, utilizzo di tecnologie innovative (smart city) per il monitoraggio e la gestione degli spazi urbani ».

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E proprio in questa direzione va Angelino, già funzionario pubblico esperto in progettazione europea e con una formazione che comprende laurea, dottorato e master Luiss su amministrazione e governo dei territori. In un percorso che da due anni si è diramato in varie linee, comprese le bonifiche e il risanamento del territorio. «Ci piacerebbe - spiega il sindaco di Caivano - coinvolgere in un partenariato università e privati che hanno un know how consolidato sul tema di sicurezza di comunità nel suo ampio significato, non solo repressivo ma di crescita sociale tout court». Un percorso, quello del riscatto, da affrontare dal basso e coinvolgendo tutti. «Abbiamo attivato percorsi territoriali educativi e di supporto alla genitorialità perché i cittadini possano autodeterminarsi, fuori dalla subordinazione di ambienti criminali o comunque illegali».

Già avviati i contatti con gli esperti di digitale, l’idea - se arriveranno i fondi - è di usare l’intelligenza artificiale «per monitorare il sottosuolo: con una buona mappatura delle strade si possono effettuare interventi tempestivi ed evitare sprechi». Lo step successivo è la transizione energetica. «Qui siamo indietro - continua Angelino - mentre grazie al Pnrr sulla transizione digitale siamo allineati agli altri Comuni. Potremmo iniziare con piccole aree autoilluminate con pannelli solari e poi estenderli al resto della città».

L’INCLUSIONE

Tra le azioni di inclusione sociale c’è, come accennato, l’attivazione di botteghe di artigianato, legate agli antichi mestieri e che possano essere un’alternativa alle tentazioni della strada. «I ragazzi potrebbero - spiega ancora Angelino - recuperare manualità e lavori che si stanno perdendo, come tornitori ed elettricisti. E i sarti: in questo settore abbiamo una bella tradizione a livello territoriale». Oggi sono 36 i locali commerciali inutilizzati - chiusi o abbandonati - al Parco Verde. E nel resto della città ci sono 30 cespiti sequestrati, anche terreni oltre ad appartamenti. Intanto sull’onda lunga del cosiddetto “modello Caivano” prosegue anche la restituzione di spazi sociali alla città. In settimana c’è stato il test di illuminazione di villa Andersen, riqualificata grazie al commissario per Caivano Fabio Ciciliano. «Nell’ospedale di comunità siamo - conclude Angelino - in interlocuzione avanzata con l’Asl Napoli 2 Nord per una quinta struttura sanitaria nell’ambito del plesso». C’è anche il polo universitario con sei atenei campani, ma solo due al momento hanno avviato i corsi: la Parthenope (Scienze motorie) e la Vanvitelli (Scienze infermieristiche).

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