Napoli, «Una manovra a tutela del nuovo patto sociale, così ripartiamo più forti»
«Siamo affinando i calcoli poi presenteremo la delibera in giunta e la parola passerà al Consiglio comunale» dice l?assessore al Bilancio Pier Palo Baretta. E i calcoli in...
«Siamo affinando i calcoli poi presenteremo la delibera in giunta e la parola passerà al Consiglio comunale» dice l’assessore al Bilancio Pier Palo Baretta. E i calcoli in questione sono quelli che portano il Comune verso l’adesione alla “rottamazione quinquies”. Una partita che vale centinaia di milioni che l’assessore quantificherà al dettaglio quando il provvedimento sarà pronto entro un mese o giù di li. «Ma Napoli obiettivo valore - dice Baretta continuerà a fare il suo lavoro» precisa l’assessore. Si tratta della Società di progetto che accompagna il Municipio sulla riscossione.
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L’accelerazione del Comune arriva perché sono successe due cose nelle ultime tre settimane: la prima è che l’Anci - e il Presidente è il sindaco Gaetano Manfredi - ha chiesto al Governo di introdurre una norma con la quale estendere i benefici della pace fiscale anche ai crediti degli enti locali, non limitandoli solo a quelli affidati all’Agenzia delle Entrate. Nella sostanza l’Anci spinge per includere nella rottamazione le somme relative a Imu, Tari e contravvenzioni al codice della strada, cioè le multe, affidate agli agenti della riscossione. E il Governo nella Legge di bilancio ha già fatto delle aperture al riguardo.
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La seconda cosa è che sul tavolo di Baretta c’è un ordine del giorno votato all’unanimità da tutte le forze politiche in cui si chiede all’Amministrazione «l’attivazione immediata degli adempimenti necessari per l’attuazione della delibera sulla “rottamazione quinquies”. Documento approvato il 25 marzo. Insomma Baretta ha le spalle coperte e lo stesso sindaco attraverso l’Anci ha fatto chiaramente capire la strada da intraprendere per Napoli e tutti gli altri comuni. Perché a oggi per gli enti locali «è impossibile applicare la definizione agevolata ai carichi affidati all’Agenzia delle entrate-riscossione e questo crea una ingiusta disparità tra enti e tra contribuenti anche dello stesso Comune». L’Anci vuole un modello unico e sostenibile di cui beneficerebbero i cittadini ma anche le casse dello Stato e soprattutto degli enti locali
L’assessore spiega come intende muoversi il Comune: «Nov, cioè Napoli obiettivo valore, continuerà a fare quello che le abbiamo chiesto di fare cioè riscuotere. Anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale che ha pienamente legittimato il lavoro che sta facendo. Nov lavora tutti i ruoli di Imu e Tari a partire dal 2023 a salire fino ai giorni nostri. Nella “rottamazione quinquies” noi vogliamo immettere tutti i ruoli di Imu, Tari e le multe antecedenti al 2023, e anche i canoni del patrimonio immobiliare non pagati».
Baretta sottolinea un aspetto della rottamazione: «Si tratterebbe di una sanatoria dal valore sociale immenso soprattutto per quello che riguarda i canpni del patrimonio non ne facciamo solo una questione di cassa ma anche dell’impatto sociale che una simile misura potrebbe avere». Quello del patrimonio è una vicenda seria perché si inteeccia con gli aumenti dei canoni di locazione ermi da oltre 20 anni che vanno aggiornati come da legge della Regione Campania.
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«Sulle multe va valutata la possibilità tecnica - spiega ancora l’assessore - nel senso che pure avendo un sensibile miglioramento della riscossione in questo campo resta uno dei punti dolenti della stessa riscossione». L’assessore guarda avanti e nel recente incontro con i Commercialisti ha chiarito: «A Napoli è necessario analizzare con attenzione il rapporto tra la “definizione agevolata” e le attività già avviate sul fronte del recupero dell’evasione, che stanno producendo risultati significativi. Occorre, inoltre, approfondire gli aspetti legati al patrimonio e alla “rottamazione” per il recupero dei canoni non pagati, affiancando una riflessione puntuale sulla materia tributaria alla luce dei dati già disponibili».