Garlasco, Sempio intercettato mentre parla di Chiara in auto. Il Tg1 rivela: «Ha visto il video di lei e Stasi»
Il Mattino

Garlasco, Sempio intercettato mentre parla di Chiara in auto. Il Tg1 rivela: «Ha visto il video di lei e Stasi»

Mercoledì 6 maggio 2026
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Intercettazioni inedite, che si aggiungerebbero ai tanti altri elementi d'accusa in gran parte già emersi. È questa la novità del faccia a faccia tra Sempio e i pm di...

Intercettazioni inedite, che si aggiungerebbero ai tanti altri elementi d'accusa in gran parte già emersi. È questa la novità del faccia a faccia tra Sempio e i pm di Pavia, andato in scena oggi in procura e durato tre ore e mezza. Andrea, indagato, si è avvalso della facoltà di non rispondere come annunciato nei giorni scorsi dai suoi avvocati. Questo è uno degli ultimi step prima della chiusura delle indagini, a cui segue di norma la richiesta di rinvio a giudizio. Sempio era alla guida dell'auto che ha lasciato la procura con i suoi avvocati.

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Le intercettazioni contestate

Sarebbero state contestate anche delle intercettazioni. Conversazioni, pare inedite, che si aggiungerebbero ad altri elementi come il dna sulle unghie di Chiara Poggi, l'ormai nota impronta 33 sul muro delle scale che portano alla cantina, il caso del presunto falso alibi dello scontrino e le consulenze, tra cui anche quella dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo. La procura di Pavia ha quindi svelato le carte e le ha mostrate a Sempio. I magistrati titolari della nuova indagine sul delitto di Garlasco - il procuratore aggiunto Stefano Civardi, insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, hanno mostrato all’indagato - assistito dai legali Angela Taccia d Liborio Cataliotti - le prove raccolte in circa uno anno e mezzo e anticipano: «Le indagini non sono ancora concluse». Sempio ha ascoltato in silenzio e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per la difesa di Sempio «non c’è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo», ha detto all’Adnkronos l’avvocata Angela Taccia. «Siamo calmi e lucidi».

Le accuse

Il Dna, l’impronta 33, lo scontrino. La Procura di Pavia mette quindi in fila le accuse contro Sempio e in una sorta di anticipo di requisitoria sostiene la colpevolezza dell’indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. I pm insistono sulla prova scientifica - il Dna trovato sulle unghie della vittima - che collocano il 38enne sulla scena del crimine la mattina del 13 agosto 2007, ma anche lo scontrino del parcheggio di Vigevano contestato come possibile alibi, e l’impronta 33 sulle scale, la firma finale di un omicidio aggravato dalla crudeltà a dire di chi indaga. A Sempio non sono stati fatti ascoltare audio ma, tra atti letti e interventi a braccio, i magistrati hanno inserito ogni singolo elemento in un puzzle che vede Sempio come il solo autore dell’omicidio nella villetta di via Pascoli.

La versione di Marco Poggi (che difende l'amico Sempio)

La versione di Marco Poggi, fratello di Chiara, resta identica. E difende Andrea Sempio: mai visto i video intimi tra la ventiseienne e il fidanzato Alberto Stasi presenti nel pc di casa Poggi al quale l’allora 19enne e l’amico avevano libero accesso. Davanti ai pm di Pavia, il 37enne "smonta" il presunto movente - la presunta infatuazione dell’indagato con la vittima - e ribadisce l’assenza di rapporti tra Sempio e la vittima. Agli inquirenti che per circa due ore lo sentono come testimone, Marco Poggi risponde con serenità e sicurezza. Di fronte alla perizia o all’impronta 33 che la procura attribuisce a Sempio, il testimone ribadisce l’innocenza dell’amico. E anche di fronte a frasi ambigue la sua convinzione non vacilla.

 

Già un anno fa (il 20 maggio 2025) Marco Poggi fu ascoltato in una caserma vicino Mestre e gli fu messa davanti la foto dell’impronta 33 - trovata sulle scale dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi - per capire a quali stanze della villetta aveva accesso Andrea Sempio, per ricostruire i rapporti tra lui e la vittima e per capire la personalità dell’amico, da tempo al centro dei sospetti. Oggi, come allora, Marco Poggi ha ripetuto la sua versione. «Non avendo mai avuto nulla da nascondere, Marco Poggi ha risposto anche in questa occasione a tutte le domande che gli sono state rivolte», fa sapere l’avvocato Francesco Compagna. «Alla luce della sua nota decisione di non partecipare in alcun modo, ha inoltre avuto modo di apprezzare l'attenzione con la quale il procuratore ha inteso tenerlo al riparo dalle inevitabili attenzioni dei giornalisti presenti a Pavia» chiosa l’avvocato. 

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