Vanvitelli, un centro per studiare gli effetti delle nanoplastiche
All?Università della Campania ?Luigi Vanvitelli? nasce il Centro di ricerca su inquinamento ambientale e malattie cardiovascolari (Ciamc), un?iniziativa che mette al...
All’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” nasce il Centro di ricerca su inquinamento ambientale e malattie cardiovascolari (Ciamc), un’iniziativa che mette al centro un tema finora ai margini della pratica clinica: il legame tra esposizione agli inquinanti e salute del cuore. Il nuovo centro, che ha come direttore scientifico del Ciamc il professor Raffaele Marfella, si muove lungo una linea di ricerca che intreccia cardiologia, biologia molecolare, imaging avanzato e spettroscopia. L’obiettivo è ricostruire come micro e nanoplastiche, ormai presenti nell’aria, nell’acqua e nella catena alimentare, possano arrivare fino ai tessuti umani e inserirsi nei processi biologici.
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Gli obiettivi
Il centro nasce con l’obiettivo di comprendere come l’ambiente in cui viviamo influenzi direttamente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, oggi prima causa di morte nel mondo. Questo perché la ricerca negli ultimi anni ha aperto una nuova frontiera grazie a studi prestigiosi che hanno dimostrato per la prima volta la presenza di micro e nanoplastiche all’interno delle arterie umane. Un’evidenza che introduce un’ipotesi precisa: queste particelle potrebbero contribuire ai processi che portano all’aterosclerosi e agli eventi cardiovascolari acuti. Sul piano terapeutico, il percorso è ancora in costruzione. «Finora abbiamo utilizzato farmaci come le glifozine, nate per il diabete ma con effetti antinfiammatori anche in questo contesto», osserva Marfella. Un approccio che ha mostrato segnali utili, ma che non affronta direttamente la presenza delle particelle. La nuova direzione di ricerca è quella di utilizzare enzimi derivati da batteri e funghi capaci di degradare i polimeri plastici. Un campo ancora sperimentale, che punta a trasformare un problema ambientale in una possibile leva terapeutica.