Camorra, racket sulle boe a Mergellina e sui gadget del Napoli: 22 condanne tra il centro e Fuorigrotta
Stangata ai due clan che hanno stritolato, a suon di estorsioni, il lungomare di Napoli e il quartiere Fuorigrotta. Il processo di primo grado che ha portato alla sbarra boss e gregari dei gruppi...
Stangata ai due clan che hanno stritolato, a suon di estorsioni, il lungomare di Napoli e il quartiere Fuorigrotta. Il processo di primo grado che ha portato alla sbarra boss e gregari dei gruppi Troncone e Frizziero si è concluso oggi pomeriggio con ventidue condanne, per un ammontare di oltre due secoli di carcere. Pugno duro del gip Comella sopratutto nei confronti dei presunti capi delle due holding.
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I ras Vitale Troncone, il figlio Giuseppe e il cognato Luigi Troncone, hanno rimediato venti anni di reclusione a testa. Difesi dagli avvocati Antonio Abet e Andrea Lucchetta, i tre hanno però ottenuto il riconoscimento del vincolo della continuazione con un’altra sentenza. Venti anni di carcere a testa anche per i ras della Torretta di Chiaia Alvino, Mariano e Fausto Frizziero.
Con i clan Troncone di Fuorigrotta e Frizziero della Torretta di Chiaia rinvigoriti dal declino dei rispettivi avversari, il clima tra Napoli Ovest e il lungomare era tornato a farsi teso. I Troncone avevano avviato una nuova ondata di estorsioni ai danni dei venditori di gadget del Napoli, cercando soprattutto di imporre la vendita di una fornitura di 10mila trombette in vista della festa per il terzo scudetto. I Frizziero, invece, concentravano i propri interessi sul turismo e sul controllo degli ormeggi a Mergellina.
Secondo gli inquirenti della Dda, il boss Vitale Troncone e il cognato Luigi Troncone, attraverso minacce e intimidazioni, tra il 2 e il 10 marzo 2023 avrebbero impedito a diversi ambulanti di vendere liberamente articoli celebrativi nei pressi dello Stadio Maradona. I due avrebbero inoltre tentato di costringere i commercianti ad acquistare e rivendere 10mila trombette fornite dal clan. L’operazione, tuttavia, non sarebbe andata a buon fine.
Il gruppo attivo tra via Costantino e via Leopardi puntava a un business su larga scala, come emerso dalle intercettazioni. Ambizioni altrettanto rilevanti sarebbero emerse anche nel clan Frizziero, che avrebbe esteso la propria influenza soprattutto sul redditizio settore degli ormeggi nella zona di Mergellina. Per boss e affiliati, ora, la prima stangata.