Non solo Zes: dalla cabina di regia piano strategico per il Mezzogiorno
Il Mattino

Non solo Zes: dalla cabina di regia piano strategico per il Mezzogiorno

Venerdì 8 maggio 2026
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Non solo la Zes unica Mezzogiorno che continua a filare come un treno (le autorizzazioni uniche sono cresciute del 30% rispetto ai primi quattro mesi del 2025, pari complessivamente a 267 che...

Non solo la Zes unica Mezzogiorno che continua a filare come un treno (le autorizzazioni uniche sono cresciute del 30% rispetto ai primi quattro mesi del 2025, pari complessivamente a 267 che portano il totale a oltre 1.370 in poco più di due anni, con un forte incremento degli investimenti nel turismo).

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Tra le funzioni del Dipartimento per il Sud, affidato alla direzione dell’avvocato Giosy Romano, figura anche il supporto organizzativo ad una “Cabina di regia interministeriale per il coordinamento delle politiche per il Sud”, appena istituita presso Palazzo Chigi, di cui è presidente il sottosegretario Luigi Sbarra. 

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Il coordinamento

Ne fanno parte, in base a quanto previsto da un apposito Dpcm già entrato in vigore, non solo i ministri in carica e i sottosegretari dell’attuale Governo ma anche i presidenti delle otto Regioni meridionali nonché i rappresentanti di Anci e Upi (l’Unione delle Province) per la quota riservata agli enti locali. Si tratta di un organo politico che interagirà con il Dipartimento e renderà concreto, almeno nelle intenzioni, il coordinamento di tutte le politiche per il Sud: dalla “definizione degli interessi strategici delle politiche pubbliche per il Mezzogiorno in coerenza con gli obiettivi di coesione territoriale”, al “coordinamento delle misure e degli interventi di competenza delle amministrazioni centrali, regionali e locali, tenuto anche conto delle risorse finanziarie nazionali e comunitarie dedicate”. 

La Cabina di regia, inoltre, è chiamata a predisporre il “Piano strategico per il Sud” che di fatto è già all’ordine del giorno atteso che quello triennale in vigore dal 2024 era praticamente finalizzato all’attuazione degli obiettivi della sola Zes unica e in ogni caso ha ormai superato i 18 mesi e dovrà dunque essere aggiornato. Il Piano, di sicuro, rappresenta la cornice nella quale vanno collocate le misure e soprattutto gli indirizzi delle politiche per il Mezzogiorno, diventate a dir poco centrali per il futuro del Paese alla luce della maggiore crescita degli ultimi anni di quest’area.

Di sicuro la Zes unica resta il punto di riferimento più importante. «Con il recente Decreto Lavoro – ha detto Sbarra – il Governo ha rafforzato ulteriormente la centralità della Zona economica speciale unica Mezzogiorno anche sul fronte occupazionale: innalziamo il contributo mensile per l’assunzione di donne residenti nelle regioni Zes da 650 a 800 euro, miglioriamo la maggiorazione del bonus per i giovani under 35 da 500 a 650 euro e proroghiamo per l’intero 2026 il bonus occupazionale esclusivamente dedicato all’area Zes».

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L'incontro

Non è un caso che i dati relativi agli investimenti della Zona economica speciale unica siano diventati una costante del dibattito economico e politico. In un clima non certo favorevole alla crescita, con la guerra in Medio Oriente e le preoccupazioni per gli aumentati costi dell’energia, la Zes continua a fare notizia. E tra pochi giorni, venerdì 13 maggio, a Napoli, sarà protagonista di un altro momento istituzionale molto significativo, l’incontro promosso dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) in collaborazione con Abi e Confindustria per raccontare “il proprio impegno a favore della coesione territoriale e le principali iniziative realizzate nel Sud Italia, con un focus dedicato alla Zona Economica Speciale”. Sembrerà strano a qualcuno ma è un dato di fatto che nemmeno la guerra e le sue ripercussioni hanno frenato la svolta anti-burocrazia del Sud.

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