Invitalia, dieci miliardi di investimenti al Sud: la sfida del Pnrr
Il Mattino

Invitalia, dieci miliardi di investimenti al Sud: la sfida del Pnrr

Venerdì 8 maggio 2026
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L?ultimo via libera in ordine di tempo in Campania riguarda Next Geosolutions, il Gruppo napoletano leader a livello internazionale nel campo delle geoscienze marine e dei servizi di...

L’ultimo via libera in ordine di tempo in Campania riguarda Next Geosolutions, il Gruppo napoletano leader a livello internazionale nel campo delle geoscienze marine e dei servizi di supporto alle costruzioni offshore nel settore energetico. Il Contratto di sviluppo gestito da Invitalia ha permesso la concessione di un contributo a fondo perduto per circa 9,4 milioni su un totale di circa 23 milioni di investimento che prevedono anche l’acquisto di un capannone industriale nell’area di Napoli da trasformare in laboratori specializzati.

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È la conferma dell’attenzione sempre più forte dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo, guidata da Bernardo Mattarella, verso il Sud di cui si occupa in modo ampio e interessante anche il secondo Instant Paper del Centro studi di Invitalia, con un aggiornamento puntuale degli interventi sostenuti nell’ultimo triennio 2023-25. Un arco temporale, si legge nel documento, nel quale «gli strumenti agevolativi gestiti da Invitalia hanno concentrato nel Mezzogiorno una quota di risorse ben superiore al peso economico e demografico dell'area: pur rappresentando circa un quarto dei progetti finanziati a livello nazionale, il Sud assorbe oltre la metà delle agevolazioni concesse e degli investimenti attivati sull'intero territorio».

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Il sostegno

Eccoli, dunque, i numeri. Nel solo 2025 Invitalia ha sostenuto nel Sud 14.000 tra imprese e progetti di investimento, con più di 10 miliardi di euro di investimenti attivati e 4,2 miliardi di euro di agevolazioni concesse. A livello nazionale, gli incentivi gestiti dall’Agenzia assorbono il 49% degli investimenti attivati e il 68% delle agevolazioni concesse a livello nazionale, con una crescita rispetto al 2024 del 180% degli investimenti e del 146% delle agevolazioni. «Un’accelerazione che porta il risultato delle attività svolte nel periodo 2023-25 a circa 40.000 progetti supportati, 19,4 miliardi di euro di investimenti attivati e 7,6 miliardi di euro di agevolazioni concesse. Nel periodo citato – si legge - il Sud rappresenta complessivamente il 22,6% dei progetti finanziati e concentra il 35,6% degli investimenti attivati e il 51,7% delle agevolazioni concesse, riflettendo la congiuntura positiva che si osserva nel Mezzogiorno».

È l’elemento, quest’ultimo, che fa da sfondo all’analisi. La crescita del Sud, conferma Invitalia, è stata superiore alla media nazionale anche se certi divari, dalla produttività al capitale umano (vedi fuga dei cervelli) restano profondi. Pnrr, Zes unica e Fondi europei e nazionali della Coesione hanno garantito la ripresa ma la crescita resta fragile, spiega il Centro studi (le cui fonti, altro elemento da sottolineare, abbracciano tutti i contributi più attenti sulle dinamiche economiche e sociali del Mezzogiorno, da Bankitalia a Svimez, da SRM a Confindustria). Il +7,7% del Pil meridionale nel triennio è un dato di fatto, sostenuto da investimenti soprattutto fissi lordi che, nel periodo 2021–24 aumentano del 20,9% nel Mezzogiorno, a fronte del 17,6% della media nazionale e del 16,9% del Centro-Nord. Ma sull’altro piatto della bilancia c’è un Pil pro capite «strutturalmente ancorato a circa il 55% di quello del Centro-Nord». E sul fronte dell'internazionalizzazione, «solo il 43% delle imprese manifatturiere meridionali - il pilastro dell’export dell’area (oltre il 93%) - esporta sui mercati esteri, contro il 60% delle imprese del Centro-Nord (dati Ice/Istat 2024) e il 53% della media nazionale».

Le indicazioni

In quest’ottica, l’Agenzia indica anche due possibili linee di azione. I grandi investimenti, soprattutto attraverso i Contratti di sviluppo, che puntano a migliorare filiere, dimensioni e produttività, e la creazione di nuove imprese - con strumenti come Resto al Sud, diventato ora Resto al Sud 2.0. Per quanto riguarda i primi, in particolare, «sono 138 i progetti di investimento finanziati nel Mezzogiorno, capaci di sviluppare oltre 7 miliardi di euro di investimenti, grazie anche al supporto di più di 3 miliardi di euro di agevolazioni concesse. Il rapporto tra agevolazioni e investimenti attivati evidenzia una leva significativa: ogni euro di agevolazione pubblica attiva circa 2,5 euro di investimenti complessivi, con un effetto moltiplicatore rilevante sulla capacità produttiva del territorio».

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Quanto all’incentivo alla creazione d’impresa, i numeri di Invitalia parlano nel 2025 nel Sud di più di 1.300 progetti e oltre 167 milioni di investimenti attivati, pari a oltre l'80% del totale nazionale della categoria, supportati da quasi 150 milioni di euro di agevolazioni concesse. “Resto al Sud”, oggi diventato “2.0” e riservato agli under 35 «ha sostenuto nel triennio più di 5.500 progetti, quasi 400 milioni di euro di investimenti e più di 356 milioni di euro di agevolazioni concesse». E dopo il Pnrr? L’indicazione di Invitalia è chiara: per non frenare la ripresa del Sud «è indispensabile che gli investimenti pubblici tengano il passo. Per evitare effetti negativi sulla crescita a partire dal 2027, è necessario mettere in campo azioni per accelerare la realizzazione degli interventi a valere sulla politica di coesione. Il modello Pnrr - per la sua capacità di orientare le risorse verso obiettivi chiari con scadenze ben definite e l’attuazione di una governance strutturata dotata di una forte cabina di regia centrale - rappresenta un riferimento da cui ripartire, opportunamente adeguato, per accelerare gli investimenti dei prossimi cicli di programmazione».

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