Intervista all'assessore Andrea Mormiroli: «Povertà, in Campania serve un nuovo Reddito»
«Credo che in Campania si debba trovare una forma di sostegno al reddito per le persone disagiate», annuncia Andrea Morniroli, assessore regionale al Welfare e alla Scuola intervistato...
«Credo che in Campania si debba trovare una forma di sostegno al reddito per le persone disagiate», annuncia Andrea Morniroli, assessore regionale al Welfare e alla Scuola intervistato negli studi della web tv de Il Mattino.
Assessore, quali saranno le sue priorità?
«La prima cosa è una programmazione strategica sulle politiche sociali: abbiamo appena approvato il piano sociale regionale a cui sono collegati i finanziamenti nazionali. In Campania ci sono magnifiche esperienze pubbliche e private che non hanno nulla da invidiare al Centro-Nord ma in alcune zone ci sono situazioni incancrenite. Basti pensare che abbiamo trovato 200 milioni inutilizzati perché ambiti e consorzi non riescono a spenderli: un problema etico perché significa avere meno risorse per assistenti sociali o interventi in favore dei più fragili. Ma un segnale l’abbiamo dato subito: nel bilancio appena approvato abbiamo un aumento per le politiche sociali. Prima c’erano 50 milioni l’anno, portati a 60 per tutto il prossimo triennio: quindi ben 30 in più. E siamo al lavoro con i dirigenti dei fondi Ue, della sanità e delle politiche sociali per una delibera da decine di milioni di euro per le persone affette da disabilità».
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Il presidente Fico e lei siete contro il nuovo Cpr di Castel Volturno: come vi opporrete al progetto del governo?
«Le politiche per garantire sicurezza devono prevedere non solo la repressione ma anche l’inclusione: nei Cpr invece vengono rinchiusi migranti senza alcuna colpa. Dobbiamo pensare all’accoglienza diffusa: in molti centri, oltre all’inclusione, si sono creati rapporti con la comunità locale portando benefici per tutti. Aprire un Cpr a Castel Volturno è uno schiaffo al territorio che avrebbe bisogno di altro. Quindi metteremo in campo tutti gli strumenti, anche amministrativi, per bloccare questo progetto».
La Campania ha sempre avuto un alto tasso di dispersione scolastica ma qualcosa sta cambiando grazie alle politiche di Regione e governo.
«La povertà educativa deve essere una priorità e per quanto siano calati i numeri il problema resta ed intervenire nel Sud è prioritario. Se voi prendete i dati della dispersione viene fuori in maniera netta come se sei una donna, povera e del Sud hai molte meno possibilità rispetto ad un maschio benestante del Nord. Per questo rilanceremo il progetto “Scuola viva” per due anni e stiamo ipotizzando un bando contro la povertà educativa che sarà al centro delle politiche di questa amministrazione. In alcuni territori le scuole sono l’unico presidio non solo pubblico ma di comunità e di legalità. Sostenerle è essenziale per le buone politiche pubbliche».
La Campania di cosa davvero ha bisogno?
«Le risorse ci sono partendo ai fondi Ue e a quelli non spesi sul welfare e la Regione può mettere mano alla programmazione e alla strategie altrimenti anche i migliori interventi rischiano di essere estemporanei. E serve l’impegno di tutti per aggredire tutte le complessità».
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In campagna elettorale si è più volte parlato di un reddito di cittadinanza regionale: lo metterete in campo?
«Siamo appena usciti da una situazione che ci impediva di investire risorse. In questa regione credo che vada individuata una forma di sostegno al reddito. Vedete che il reddito di cittadinanza è servito a famiglie che avevano l’ansia non solo di arrivare a fine mese ma spesso a fine giornata. Serve una misura che riduca la fatica, che liberi le risorse e le energie».
Purtroppo ci saranno anche troppi furbetti.
«Sono stati poco più del 2,4 per cento mentre nel periodo del Covid sono stati il 34 per cento degli imprenditori ad usare i fondi per la pandemia in modo improprio. Non generalizzo ma credo che, al di là dei furbi, dare un contributo al reddito significa evitare che certe situazioni diventino poi un maggior costo per lo Stato. Anche se io spero che tra un anno ci sia un altro governo che reinserisca il reddito».
L’altro giorno lei ha polemizzato con il Comune di Napoli per l’ordinanza contro gli artisti di strada.
«È bene chiarire: c’è un’esigenza giusta e sacrosanta del Comune di Napoli di dare una regolamentazione. Io ho solo detto che il problema principale non è chi porta in strada arte o musica ma serve equilibrio tra l’esigenza di regolamentare e quella di dare spazio all’arte di strada».