Sant'Antimo, scacco ai Ranucci e Verde: clan in guerra per la droga
Due clan in lotta per accaparrarsi il monopolio del rifornimento della droga su ventidue piazze di spaccio ubicate in tre comuni a nord di Napoli, Sant?Antimo, Casandrino, Grumo Nevano e a...
Due clan in lotta per accaparrarsi il monopolio del rifornimento della droga su ventidue piazze di spaccio ubicate in tre comuni a nord di Napoli, Sant’Antimo, Casandrino, Grumo Nevano e a Sant’Arpino che benché sia in provincia di Caserta, confina con tutti e tre gli altri. Una lotta feroce, tra il clan Ranucci e quello dei Verde, cosche storiche di Sant’Antimo, e che era già costata un morto ammazzato e un ferito grave nelle file del clan Ranucci. Un prezzo in vite umane per mettere le mani su un “ fatturato” di oltre un milione di euro all’anno.
Questo lo scenario che ha fatto da sfondo ad una maxi retata dei carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, diretto dal maggiore Andrea Coratza. I militari hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone delle quali diciotto in carcere e gli altro otto agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico.
Arresto del figlio di Rita De Crescenzo, Borrelli: «È una famiglia sempre legata alla camorra»
Le manette sono scattate per Domenico “ Lilli” Ranucci e Michele Cleter, quest’ultimo l’attuale reggente del clan Verde. Insieme ai due boss sono finiti in carcere Mario D’Isidoro, Antonio Arena, Giorgio Castaldi, Angelo D’Ambra, Costantino Grillo, Elpidio Iorio, Vincenzo Morrone, Carlo Musella, Marco Reale, Diego Sala, Vincenzo Santaniello, Gennaro Vitale, Antonio Picciulli, Anthony Di Mattia, Francesco Guarino, Gaetano Vallefuoco. Disposti, invece, gli arresti domiciliari per Antimo Belardo, Gionathan Grassi, Luca Ferro, Vincenzo Iannicelli, Giuseppe Maiello, Alessandro Sala, Francesco Verde e Luca Verde. Tutti gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e detenzione e cessione di stupefacenti, reati aggravati dal metodo mafioso.
Le gestioni
Le indagini hanno consentito di accertare ed identificare tutti i componenti dei due clan e i rispettivi ruoli nella gestone del narcotraffico di cocaina, marijuana e hashish, droga venduta in grosse quantità alle ventidue piazze di spaccio, che poi provvedevano a piazzare le singole dosi agli acquirenti. I militari hanno anche individuato e arrestato due broker di Torre del Greco, che di fatto rifornivano la droga sia ai Verde che ai Ranucci. L’inchiesta che ha portato ai 26 arresti, ha consentito di fare luce sul movente e sulla dinamica dell’omicidio di Antonio Bortone, 26 anni, e sul ferimento di Mario D’Isidoro ( entrambi affiliati ai Ranucci) avvenuti la sera dell'8 marzo 2023 a Sant'Antimo, in via Solimena, all'interno del cortile di un complesso di edilizia popolare. Le due vittime, che erano a bordo di uno scooter, furono raggiunte da un commando, che esplosero una ventina di colpi di pistola, tredici dei quali uccisero sul colpo Antonio Bottone, mentre Mario D’Isidoro, si salvo dalla morte certa, perché due proiettili furono attutiti dal borsello che indossava, all’interno del quale i carabinieri trovarono e sequestrarono una sorta di libro mastro della compravendita degli stupefacenti.
Il retroscena
Qualche giorno dopo, per l’omicidio di Bortone i carabinieri arrestarono quattro esponenti del clan Verde, che in Corte di Assise di Appello, lo scorso mese di gennaio si sono visti ridurre le pene, Michele Cleter, 20 anni di carcere, Gaetano Vallefuoco, 18 anni e 8mesi, mentre per Gaetano Cuomo e Michele Landolfi, la pena e stata ridotta a sedici anni di reclusione.