Napoli, arrestato il figlio di Rita De Crescenzo: accusato di tentato omicidio e possesso di armi
Il Mattino

Napoli, arrestato il figlio di Rita De Crescenzo: accusato di tentato omicidio e possesso di armi

Venerdì 8 maggio 2026
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Un incrocio di sguardi tra comitive. Frazioni di secondi in cui un?occhiata diventa atto ostile. O meglio, viene interpretata come tale. Non una parola, nessun chiarimento immediato. Solo un...

Un incrocio di sguardi tra comitive. Frazioni di secondi in cui un’occhiata diventa atto ostile. O meglio, viene interpretata come tale. Non una parola, nessun chiarimento immediato. Solo un odio viscerale e insanabile. Il gruppo di amici, in quel momento riunito nel cuore del salotto buono della città, in piazza Carolina a Chiaia, si tramuta in una gang. In un battito di ciglia piombano sulla scena tre scooter e un’auto di grossa cilindrata. Scatta la caccia all’uomo. Quella che ne viene fuori è una folle corsa che attraversa i vicoli dei Quartieri Spagnoli e termina in piazza Montesanto. È qui che i due gruppi si affrontano.

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Uno dei componenti della paranza del Pallonetto di Santa Lucia sfodera una pistola. La reazione è immediata. Anche i rivali sono in possesso di un’arma da fuoco e i predatori, adesso, diventano a loro volta delle prede. L’inseguimento ricomincia e in via Rosario a Portamedina accade l’irreparabile. Il passeggero di uno dei motorini scende dalla sella, punta il giovane che lo stava inseguendo e spara ad alzo zero. Sembra “Gomorra” e invece è la ricostruzione dell’ennesima notte di far west tra le vie del centro di Napoli. Un’escalation brutale, per la quale all’alba di ieri sono scattati sette arresti.  

Rita de Crescenzo 

A finire in manette, tra gli altri, il figlio della controversa tiktoker Rita De Crescenzo. Sarebbe stato lui, Francesco Pio, minorenne all’epoca dei fatti e oggi diciottenne, a premere il grilletto la notte del 26 giugno scorso nel cuore di Montecalvario. A finire nel mirino, invece, il ventiseienne Mario Forte, rampollo di una dynasty criminale radicata nella zona della “Parrocchiella”, ai Quartieri Spagnoli, e già sopravvissuto a un agguato cinque anni fa. La vendetta non si sarebbe però fatta attendere. Da qui l’accusa di lesioni spiccata a carico di quest’ultimo, che nel primo pomeriggio del 16 febbraio avrebbe affrontato il figlio dell’influencer, accoltellandolo alla gamba. Le indagini condotte dai poliziotti della Squadra mobile, guidata dal primo dirigente Mario Grassia, e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (sostituti Celeste Carrano e Urbano Mozzillo, aggiunto Sergio Amato) e dalla Procura per i Minorenni (procuratrice Patrizia Imperato) hanno poi consentito di chiudere il cerchio anche intorno ad altri protagonisti di quella folle sequenza di eventi: Sonnj Giuliani, 22 anni, Francesco Rizzo, 20 anni, e Simone Rizzo, 27 anni, inquadrato come l’istigatore della spedizione punitiva. Le porte del carcere, oltre che per Francesco Pio, si sono aperte anche per altri due minori.  

Il blitz 

Durante l’esecuzione dei due provvedimenti cautelari, avvenuta con il supporto dei commissariati San Ferdinando, Montecalvario e Dante, del Reparto prevenzione crimine Campania, delle unità cinofile antidroga dell’Upg, di un drone e di un elicottero, sono state effettuate anche diverse perquisizioni domiciliari, nel corso delle quali è stata sequestrata una grossa busta contenente un chilo di marijuana, in buona parte già suddivisa in dosi pronte per lo spaccio al dettaglio. La droga si trovava in casa di uno degli indagati che, all’arrivo degli agenti, aveva provato a sbarazzarsi del carico. Un tentativo rivelatosi ben presto fallimentare. Circostanza piuttosto singolare, la notizia del blitz era stata in un certo senso anticipata dalla stessa De Crescenzo, che sul proprio profilo tiktok ieri mattina ha spiegato: «Ho sempre detto che non sapevo più cosa fare per mio figlio Francesco. È venuto il giorno e alle 5 l’hanno arrestato». È un viaggio nel ventre molle della devianza giovanile, quello che emerge dalle ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del tribunale di Napoli Marco Giordano e dal gip minorile Filomena Capasso.  

Gli atti

Agli atti dell’inchiesta, oltre a diverse intercettazioni ambientali, c’è soprattutto un’imponente mole di videoregistrazioni. Le telecamere di sicurezza cittadina hanno infatti ripreso quasi l’intera escalation di violenza. Dopo le minacce a Montesanto, gli scooter partiti da piazza Carolina si ritrovano a loro volta a essere inseguiti. In via Rosario a Portamedina, a ridosso dell’incrocio con via Pasquale Scura, uno dei motorini rallenta di colpo. Una telecamera dotata di microfono cattura un audio da brividi: «Pio, ci stanno dietro! Spara, spara!». Il passeggero, cioè il terzogenito della tiktoker, si volta. Alle sue spalle, pochi metri più in là, c’è Forte. Distende il braccio e preme il grilletto. Il bagliore dei colpi squarcia la notte. La vendetta del ras della “Parrocchiella” non tarderà ad arrivare. Il 16 febbraio i due entrano di nuovo in contatto. Stavolta ad avere la peggio è però Francesco Pio, accoltellato alla gamba e dimesso con una prognosi di sette giorni. Determinanti anche alcune intercettazioni. Su tutte, quelle realizzate grazie alla cimice piazzata nell’auto del figlio di una boss di Montecalvario, indagato in un altro procedimento: «Ieri sera - spiegava a un amico - Pio ha litigato con Mario Forte, si sono sparati addosso… Però questi hanno sbagliato, ti dico la verità. Simone si è arrabbiato con quel Mattia che l’ha guardato… ma non vai a Montesanto con la macchina, due motorini e le pistole in mano». Sangue, armi e baby gang al centro di un incubo che a Napoli sembra non avere più fine.

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