Hantavirus, la nave ferma a Tenerife. E L'Oms: «Rischio basso, non è una pandemia»
«Non è l'inizio di una epidemia, né di una pandemia. Il rischio globale resta basso». È con queste parole che il direttore generale dell'Organizzazione...
«Non è l'inizio di una epidemia, né di una pandemia. Il rischio globale resta basso». È con queste parole che il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus prova a raffreddare il clima di allarme internazionale esploso attorno alla nave da crociera MV Hondius, dove un focolaio di hantavirus ha già provocato 3 morti, e 8 contagi: 5 confermati e 3 sospetti. Ma dietro le rassicurazioni dell'Oms resta alta l'attenzione per il ceppo Andes, rara variante trasmessa dai roditori infetti attraverso saliva, urine ed escrementi e unica forma di hantavirus capace, in casi rari (e dopo contatti prolungati), di trasmettersi anche da uomo a uomo.
La mappa dei contagi
La vicenda
La Hondius, partita il primo aprile dall'Argentina per una crociera scientifica diretta in Antartide, è ora in navigazione verso Tenerife, dove dovrebbe arrivare domenica a mezzogiorno. La nave però non attraccherà in porto. Dopo le proteste dei lavoratori portuali di Granadilla - che avevano minacciato il blocco dello scalo denunciando «assenza di informazioni e protocolli chiari» - il presidente delle Canarie Fernando Clavijo ha confermato che l'imbarcazione resterà alla fonda al largo e che i passeggeri saranno trasferiti con mezzi speciali direttamente verso l'aeroporto.
A ricostruire nel dettaglio l'origine del focolaio è stato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus durante un briefing straordinario. Il primo caso risalirebbe al 6 aprile, quando un passeggero olandese ha iniziato ad accusare febbre e sintomi respiratori durante la navigazione. L'uomo è morto a bordo l'11 aprile, ma in quel momento nessuno sospettava l'hantavirus e non vennero prelevati campioni biologici.
La moglie, già sintomatica, era invece sbarcata all'isola di Sant'Elena. Le sue condizioni sono peggiorate durante un volo verso Johannesburg il 25 aprile ed è morta il giorno successivo (In questo frangente è stata contagiata anche la hostess della Klm: sottoposta a test dopo sintomi lievi). È stato proprio dall'analisi dei campioni prelevati alla donna che l'Istituto nazionale sudafricano per le malattie infettive ha confermato la presenza del ceppo Andes. Da lì è iniziata la corsa contro il tempo.
Una terza vittima, una donna tedesca presente a bordo, ha sviluppato i sintomi il 28 aprile ed è morta il 2 maggio. Nel frattempo un altro uomo era stato evacuato il 27 aprile dall'isola di Ascensione verso il Sudafrica, dove si trova ancora ricoverato in terapia intensiva. A questi casi si sono aggiunti i 3 evacuati delle ultime ore: due pazienti sintomatici trasferiti nei Paesi Bassi e un uomo asintomatico portato in Germania. L'ottavo caso confermato riguarda invece un passeggero sceso a Sant'Elena e poi ricoverato a Zurigo, in Svizzera.
Secondo quanto riferito dall'Oms, al momento nessun altro passeggero o membro dell'equipaggio presenta sintomi. Resta però alta l'attenzione internazionale: il periodo di incubazione può arrivare fino a 6 settimane. «È possibile che emergano altri casi», ha ammesso Tedros.
L'origine
L'origine del focolaio viene ora cercata tra Argentina e Cile. Secondo gli investigatori sanitari, la coppia olandese avrebbe partecipato prima dell'imbarco a un viaggio di birdwatching visitando una enorme discarica a cielo aperto all'ingresso di Ushuaia, nella Terra del Fuoco argentina. Lì abitualmente si radunano gli appassionati per osservare uccelli necrofagi. Dal Cile, però, le autorità sanitarie prendono le distanze, escludendo che il contagio possa essere avvenuto nel Paese.
Anche in Italia la situazione viene seguita con attenzione. L'Istituto Spallanzani di Roma ha messo a disposizione il proprio laboratorio di virologia per il supporto diagnostico internazionale. Intanto sulla crociera Hondius prosegue una traversata sospesa. I passeggeri restano isolati nelle cabine, le aree comuni vengono disinfettate e a bordo al momento sono saliti un esperto dell'Oms, due medici olandesi e un epidemiologo dell'Ecdc.