Crollo Monte Faito, inchiesta sulla funivia precipitata: disposte simulazioni in laboratorio
Il Mattino

Crollo Monte Faito, inchiesta sulla funivia precipitata: disposte simulazioni in laboratorio

Sabato 9 maggio 2026
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Una ricostruzione dinamica con tecnici specializzati che simulerà il crollo della funivia del Monte Faito. Prosegue il lungo cammino dell?inchiesta sulla tragedia della funivia del...

Una ricostruzione dinamica con tecnici specializzati che simulerà il crollo della funivia del Monte Faito. Prosegue il lungo cammino dell’inchiesta sulla tragedia della funivia del Monte Faito. Al termine dell’incidente probatorio svoltosi davanti al gip del tribunale di Torre Annunziata Luisa Crasta, sono state calendarizzate altre due udienze che si terranno nei mesi di giugno e luglio, passaggi che serviranno a proseguire l’analisi tecnica e cristallizzare gli elementi raccolti dagli investigatori e dai consulenti delle parti. Ma il vero snodo dell’inchiesta arriverà a stretto giro. Tra una decina di giorni, infatti, prenderà il via una delle attività considerate più delicate dell’intero procedimento: la ricostruzione al computer e in laboratorio della dinamica dell’incidente costato la vita a quattro persone il 17 aprile dello scorso anno.

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Le operazioni saranno eseguite all’Università di Bari e in un laboratorio specializzato, dove i consulenti proveranno a simulare quanto accaduto lungo la linea della funivia. L’obiettivo è comprendere, attraverso elaborazioni tecniche e prove scientifiche, la sequenza esatta dei cedimenti e dei malfunzionamenti che portarono la cabina a precipitare. Una simulazione ritenuta fondamentale per chiarire diversi punti ancora oscuri dell’inchiesta. Sotto la lente restano il sistema frenante, la tenuta delle cosiddette “teste fuse”, i cavi tranciati e il funzionamento dei dispositivi di emergenza che avrebbero dovuto bloccare la corsa.

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I periti incaricati dovranno verificare se vi siano stati cedimenti improvvisi oppure anomalie progressive, forse riconducibili a usura, difetti di manutenzione o problemi nei controlli.

Una ricostruzione che potrebbe rappresentare un passaggio decisivo anche per delineare le eventuali responsabilità penali. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata guidata dal procuratore capo Nunzio Fragliasso, coinvolge 25 indagati tra dirigenti, tecnici e figure legate alla gestione e manutenzione dell’impianto.

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Intanto continuano anche le analisi sui reperti recuperati dalla cabina precipitata. I materiali sono stati catalogati ed esaminati uno ad uno nel corso dell’incidente probatorio: carrucole, componenti del sistema frenante, parti metalliche deformate, cavi e dispositivi di sicurezza. Un lavoro lungo e complesso che punta a ricostruire con precisione millimetrica ogni fase della tragedia, costata la vita al macchinista Eav Carmine Parlato, 59 anni, ai turisti inglesi Graeme Derek Winn, 65 anni, e Margaret Elaine, 58 anni, e alla giovane israeliana Janan Suliman, di 26 anni. Unico sopravvissuto il fratello Taheb, rimasto gravemente ferito e salvato dopo una lunga degenza all’ospedale del Mare di Napoli. A oltre un anno di distanza, il dolore resta intatto. E mentre le famiglie delle vittime continuano a chiedere verità e giustizia, la macchina investigativa accelera per provare a dare finalmente un volto e una spiegazione definitiva a una delle tragedie più drammatiche vissute dal territorio negli ultimi anni.
 

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