Torre Annunziata, sindaco contrattacca: Pd in rotta di collisione
Ore decisive per il futuro politico di Torre Annunziata. Questa mattina, in piazza Giovanni XXIII, il sindaco dimissionario Corrado Cuccurullo incontrerà la città in una conferenza...
Ore decisive per il futuro politico di Torre Annunziata. Questa mattina, in piazza Giovanni XXIII, il sindaco dimissionario Corrado Cuccurullo incontrerà la città in una conferenza che si preannuncia molto delicata. Dopo il terremoto innescato dalle dichiarazioni del procuratore capo Nunzio Fragliasso durante la demolizione di Palazzo Fienga e le successive dimissioni del primo cittadino, gli occhi ora sono puntati sulle parole che Cuccurullo pronuncerà davanti ai cittadini.
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L’attesa è altissima. Da un lato c’è la necessità di comprendere se il sindaco sia intenzionato a confermare il passo indietro oppure se esistano margini per un ripensamento nei venti giorni previsti dalla legge. Dall’altro c’è un quadro politico confuso e frammentato, aggravato nelle ultime ore dalla posizione assunta dai vertici provinciali e regionali del Pd.
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Di fatto, il Pd campano e metropolitano ha scaricato il sindaco. A ribadire la spaccatura esistente da tempo è stata una nota firmata dal segretario cittadino Ciro Passeggia, nella quale il circolo dem locale«fa proprie le parole del Pd regionale e provinciale espresse da Piero De Luca e dal segretario Francesco Dinacci». Nel documento il giudizio sull’esperienza amministrativa è netto. «L’impegno profuso nell’attività di governo nel Comune di Torre Annunziata non ha dato, purtroppo, i risultati sperati: permane un quadro diffuso di criticità irrisolte», si legge nella nota. Non solo. Per il Pd, «le considerazioni del Procuratore meritano la massima attenzione» e «l’esperienza amministrativa nata a giugno 2024 va pertanto considerata conclusa».
La stessa nota definisce le dimissioni di Cuccurullo «un gesto di consapevolezza della gravità della situazione» e «di responsabilità», chiarendo che eventuali posizioni difformi dalla linea espressa a livello regionale, metropolitano e locale «non sono rappresentative del Pd».
La frattura
Parole che però hanno i evidenziato una frattura nel Pd oplontino. Solo due giorni fa, gli esponenti dem in Consiglio — Antonietta Colletto, Luisa Acunzo, Fabio Giorgio, Anella Monaco e Gaetano Ruggiero — avevano sottoscritto la lettera di Cuccurullo, esprimendo solidarietà e sostegno al primo cittadino. Una spaccatura che contribuisce ad alimentare il clima di caos e incertezza. Cuccurullo continua a respingere le accuse e rivendica la correttezza. Il primo cittadino ha ribadito di non doversi difendere, «ma rispondere a parole ingiuste pronunciate in un momento di grande esposizione mediatica». Sul rischio di scioglimento per infiltrazioni camorristiche, Cuccurullo si dice «abbastanza tranquillo dal punto di vista amministrativo» pur ammettendo che eventuali responsabilità individuali “non spetta a me conoscerle”. La conferenza di questa mattina potrebbe rappresentare un semplice saluto politico oppure il tentativo estremo di rilanciare la propria posizione. In piazza Giovanni XXIII non ci sarà soltanto un sindaco dimissionario, ma una comunità chiamata a fare i conti con una crisi tra le più dure.
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Intanto, è destinata a lasciare il segno la presa di posizione del consigliere regionale Pd Giorgio Zinno: «I partiti non filtrano adeguatamente la classe dirigente, trattano l'onestà come un merito anziché un prerequisito e ricorrono a candidati esterni per coprire le divisioni interne. Professionisti prestati alla politica, come Cuccurullo e Vicinanza, vengono caricati di responsabilità altrui e lasciati soli a gestire conflitti partitici non loro. Il Pd - conclude Zinno - deve fare autocritica evitando di ridurre tutto a scontro interno o opportunismo elettorale».