Caivano, ai domiciliari Carmela Maugeri: puntava grosse somme al "10 e Lotto", per riciclare i soldi del clan
Il Mattino

Caivano, ai domiciliari Carmela Maugeri: puntava grosse somme al "10 e Lotto", per riciclare i soldi del clan

Sabato 9 maggio 2026
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Caivano. Per mesi ha giocato al ? 10  e  Lotto?, per riciclare i proventi di estorsioni e traffico di droga  del clan. Agli arresti domiciliari è finita...

Caivano. Per mesi ha giocato al “ 10  e  Lotto”, per riciclare i proventi di estorsioni e traffico di droga  del clan. Agli arresti domiciliari è finita Carmela Maugeri, 42 anni, di Caivano, arrestata dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, diretto dal maggiore Andrea Coratza. I militari hanno eseguito una ordinanza cautelare agli  arresti domiciliari, disposta dal Tribunale del Riesame di Napoli, in seguito ad appello proposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia.  

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La donna, come hanno accertato le  indagini, concluse con un blitz nel luglio dello scorso anno con sette persone arrestate, era una sorta di punta di diamante dell’intero sistema di riciclaggio, visto che aveva realizzato importanti vincite in due distinti momenti. Nel settembre 2022, scommettendo sui numeri 5, 25 e 85, aveva incassato 45mila euro, mentre  il mese successivo ha invece puntato dieci volte sulla terzina 6, 26, 90, portando a casa oltre 90mila euro. Nonostante tutto questo, per Carmela Maugeri, non era scattato l’arresto, rimanendo indagata a piede libero, circostante che aveva indotto la Dda a proporre appello, che è stato accolto in questo giorni, facendo scattare per l’indagata gli arresti domiciliari.

L’operazione anti riciclaggio, che si è avvalsa del contributo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scattata il due luglio del 2025, portò in carcere Raffaele Zambella, figura di spicco della criminalità organizzata caivanese, Michele Esposito, Michele Leodato e Aniello Leodato, ritenuti dagli inquirenti affiliati tra il al clan Gallo – Angelino e quello Sautto - Ciccarelli mentre ai domiciliari  finirono Raffaele Alibrico, suo fratello Luca e il padre Angelo, tutti e tre riconducibili alla proprietà del Gran Caffè Giamante, un’attività commerciale di riferimento in zona. Le giocate, secondo gli inquirenti, effettuate in modo sistematico tra settembre e ottobre 2022, avrebbero movimentato oltre 766mila euro, di cui circa 137mila euro riconducibili direttamente alle attività illecite dei clan. Oltre agli arresti,  effettuarono anche un maxi sequestro, tra soldi contanti, circa 151mila euro, un immobile e le attrezzature elettroniche utilizzate per effettuare le giocate, tra cui apparecchi per la validazione e registrazione delle schedine.

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