Papa a Napoli, il sindaco Manfredi: «Da Leone uno stimolo per continuare a cambiare una città che non molla»
Sindaco Gaetano Manfredi, Papa Prevost venerdì in piazza del Plebiscito ha detto: ?In questa città scorre un anelito di vita, di giustizia e di bene che non può essere...
Sindaco Gaetano Manfredi, Papa Prevost venerdì in piazza del Plebiscito ha detto: “In questa città scorre un anelito di vita, di giustizia e di bene che non può essere sopraffatto dal male”. Una bella scossa per Napoli a non mollare non trova?
«Certo, sicuramente sono uno stimolo forte ad andare avanti e a non fermarsi in questo processo di cambiamento che sta vivendo Napoli, quelle parole del Papa sono molto importanti. Una giornata straordinaria, per il messaggio che il Papa ci ha lasciato - sia a Pompei che a Napoli - che ha una dimensione globale. Un messaggio potente al mondo rivendicando una politica della pace e negando l’uso preventivo della forza. È un messaggio alla nostra città che solamente attraverso un impegno collettivo si costruisce una speranza di futuro e Napoli è una città che non si arrende e che fa della condivisione un valore fondativo».
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Un grande evento: sotto il profilo dell’organizzazione come è andata?
«Papa Leone ha avuto una straordinaria accoglienza, molto gioiosa è un motivo di soddisfazione per la città, c’è stata grande organizzazione. Napoli ha fatto una bella figura. Ormai siamo abituati a questi grandi eventi. Così come i cittadini sono abituati a vivere giornate speciali. Colgo l’occasione per ringraziare tutti e in particolare ringrazio il Prefetto Michele Di Bari non solo per il coordinamento, ma anche per il collegamento con la Santa Sede».
Torniamo a Leone XIV, che appunto vuole che si “faccia squadra” per migliorare la qualità della vita delle persone.
«Ho apprezzato la concretezza del messaggio del Papa. Sono tempi che richiedono verità e fatti reali. E ho molto apprezzato il richiamo ad avere reti e connessioni molto forti tra Istituzioni, Chiesa e società civile. È un invito ad impegnarsi sempre di più per migliore le condizioni di vita dei cittadini».
Sicurezza, lavoro, casa: il Santo Padre ha evidenziato le criticità di Napoli.
«Anche qui, quello del Papa è un invito a costruire una speranza nella quale tutti si vogliono riconoscere, fatta di risposte concrete a problemi reali come la sicurezza, la casa il lavoro è in perfetta sintonia con quello che serve a Napoli».
Nel discorso del Papa c’è un passaggio incisivo sulle disuguaglianze.
«La grandi sfide delle città e delle aree urbane sono le disuguaglianze, i grandi divari che esistono. La rigenerazione urbana - e anche economica e sociale - è la chiave per poter dare risposte a quelli che sono i problemi della contemporaneità. Stiamo lavorando in questa direzione nei quartieri più complessi perché si possa creare giustizia sociale e benessere».
Le case in costruzione a Scampia al posto delle Vele, in questo senso cosa rappresentano per lei e per Napoli?
«È un progetto bandiera: da simbolo del male assoluto conosciuto a livello mondiale ora è diventato un grande esempio di rigenerazione urbana che coinvolge i comitati e la comunità. E lo stesso sta avvenendo a San Giovanni e in altri quartieri. È la strada che seguiamo: una trasformazione reale, concreta, ma che coinvolge tutti, le cose non si possono imporre dall’alto»
Ha riecheggiato in piazza Plebiscito un monito del Papa: la ricchezza che sta portando il turismo non è distribuita equamente.
«Il tema è in primo luogo crescere però è chiaro che la crescita deve essere anche redistribuzione della ricchezza e questo non sempre avviene. E quindi la responsabilità delle Istituzioni, e anche dei soggetti privati, è fare in modo che le ricchezze vengano redistribuite con equità».
Dovrebbe essere un processo naturale quello di creare lavoro e invece non lo è: perché?
«Si parte da condizioni preesistenti non facili. Oggi viviamo il paradosso di avere disoccupazione ma anche domanda di lavoro dalle imprese che non viene soddisfatta perché mancano le competenze giuste. Bisogna puntare sulla formazione, sull’inclusione e far rientrare chi è stato escluso, e sono tanti, è un compito che deve riguardare tutti».
Il Papa chiede migliori servizi di sicurezza per i cittadini allo Stato ma anche alle istituzioni locali chiede azioni più incisive.
«Sicuramente garantire i servizi è il primo passo per garantire i diritti di cittadinanza a tutti: penso ai trasporti e alla sanità per esempio. È chiaro che ci sono tante competenze diverse e quello dei servizi è un tema che nei tempi moderni è ancora una sfida da vincere».
“Fare rete” il messaggio di Leone rivolto non solo alle Istituzioni, ma anche ai privati. Lei è fautore della collaborazione con i privati: che risposte ha avuto?
«Abbiamo bisogno di più investimenti privati, c’è ancora da fare tanto in questo ambito. Il Comune è pronto ad accogliere proposte concrete di chi vuole investire».
Il modello del “Patto educativo” citato dal Papa in maniera positiva perché non funziona in altri ambiti?
«L’esempio del “Patto” è reale e dimostra che quando si lavora insieme e in maniera organizzata alla fine si ottengono risultati. Ci vuole una abitudine al lavoro collettivo, invece si tende troppo all’individualismo. Ma nessuno da solo può risolvere i problemi. Ci vuole collaborazione non temporanea, ancora di più al sud dove l’individualismo prevale».
Napoli città povera? O ha segnali di ripresa?
«Napoli parte da una situazione di arretratezza economica però certamente i dati ci dicono che negli ultimi 4 anni c’è stata una crescita importante dell’economia. Un primo passo per costruire un futuro migliore che non si deve arrestare e deve coinvolgere tutti».
Però la povertà si tocca con mano in alcuni ambiti.
«Ci sono sacche di povertà reale che non siamo capaci di intercettare e a cui dobbiamo risposte in termini di solidarietà e di opportunità».
I grandi eventi, come quello della visita del Papa e della festa scudetto, funzionano perché si chiudono pezzi di città e si punta sul trasporto pubblico. Non potrebbe essere applicato anche per la movida?
«Dobbiamo avviarci ad avere delle altre Ztl nei fine settimana dove questo tipo di modello è più sostenibile. Stiamo lavorando sul potenziamento dei trasporti, la Regione si sta impegnando per migliorare il servizio della Circumvesuviana che garantirebbe un migliore accesso alla città. Il miglioramento dei trasporti ci porterà nuove Ztl».
Da dove si inizierà?
«Noi pensiamo che il sabato e la domenica di poter chiudere pezzi del centro storico e del lungomare per evitare quegli ingorghi che si creano per i tanti che vengono in città».
“Napoli non può essere solo città cartolina” ha detto Prevost. Cosa coglie in queste parole?
«Che non ci possiamo solo accontentare della bellezza della città, ma dobbiamo agire su quelle che sono le zone d’ombra facendo trasformazioni concrete. Però i casi che ha ricordato il Santo Padre come quello del quartiere Sanità dimostrano che poi quando si agisce con i giovani i cambiamenti sono reali. Come utilizzare la bellezza da agente di trasformazione».
A proposito di giovani: alcuni tornano, ma molti ancora vanno via per avere un futuro migliore. Lei da Rettore ha creato il modello delle Academy a San Giovanni che funziona, non è possibile replicarlo per attrarre i ragazzi in altri quartieri?
«La leva di trasformazione della città è la valorizzazione dei suoi giovani e creare condizioni affinché restino o ritornino, è l’unica strada per avere un futuro. Le Academy si possono replicare e la prossima sarà a Scampia dove già c’è l’Università che sta crescendo. Ci saranno nuove funzioni e attività. Funzioni che verranno insediate nella vela Celeste, l’unica che resterà in piedi. Si tratta di un sistema di innovazione che coinvolge l’università.