Allerta Hantavirus in Italia: un 24enne napoletano tra i quattro in quarantena
Il Mattino

Allerta Hantavirus in Italia: un 24enne napoletano tra i quattro in quarantena

Domenica 10 maggio 2026
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È un ragazzo di 24 anni, della provincia di Napoli, il cittadino campano individuato come contatto di un caso confermato di infezione da Hantavirus Andes come da comunicazione ufficiale del...

È un ragazzo di 24 anni, della provincia di Napoli, il cittadino campano individuato come contatto di un caso confermato di infezione da Hantavirus Andes come da comunicazione ufficiale del Ministero della Salute.

L’uomo, per un breve lasso di tempo, ha condiviso lo spazio a bordo del volo Klm, in coincidenza da Johannesburg per Roma, con la donna, moglie del paziente zero, passeggera della nave Mv Hondius. Il ragazzo era seduto alcune file più avanti della donna. Quest’ultima, fatta scendere dall'aereo in quanto sintomatica, è poi deceduta condividendo lo stesso destino del marito, primo contagiato dal virus dopo un’escursione fotografica svolta durante un viaggio tra appassionati di fotografia naturalistica a uccelli selvatici rari.

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I controlli

Mercoledì pomeriggio è arrivato l’alert all’Istituto Superiore di Sanità. L’attenzione, da parte delle strutture sanitarie territoriali, è massima, in coordinamento costante con il Ministero, l’Iss e le altre autorità sanitarie nazionali e internazionali. A seguito di una riunione di una task force, gestita dal dipartimento Salute della Regione, è stato deciso di affidare i tamponi e i prelievi alla operatività dei dipartimenti di prevenzione delle Asl, campioni poi spediti all’Istituto superiore di Sanità. Quest’ultimo, per le indagini, si avvale del laboratorio dell’Istituto Spallanzani di Roma. Ulteriori controlli incrociati saranno eseguiti dalla Sanità militare italiana. In Campania, al polo monospecialistico per malattie infettive del Cotugno - dove ha sede il laboratorio di riferimento della rete infettivologica regionale - e allo Zooprofilattico di Portici, non sono attualmente disponibili i reagenti del test specifico per l’Hantavirus. Il giovane napoletano è attualmente in quarantena domiciliare fiduciaria e sono in corso le indagini epidemiologiche per tracciare i contatti. Il ragazzo sta bene e non ha alcun sintomo. Le analisi molecolari richiedono un paio di giorni per completare le procedure di sequenziamento genomico, simili a quelle collaudate per Sars-Cov 2, agente del Covid.

Va chiarito che la procedura è assolutamente prudenziale: non c’è infatti alcun allarme. L’indagine è stata avviata dal Ministero della Salute a seguito delle segnalazioni ricevute attraverso i circuiti internazionali, relative al focolaio di Andes Hantavirus collegato alla nave MV Hondius, Analoghe misure, per il principio di massima cautela, sono state attivate per altri tre cittadini italiani transitati sullo stesso volo, trasferiti rispettivamente in Calabria, Toscana e Veneto. Tutti tenuti sotto stretta osservazione dal personale sanitario, anche loro in quarantena. Si tratta di un cittadino residente a Padova, sudafricano, arrivato a Venezia da Amsterdam il 26 aprile scorso.

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Sullo stesso volo di linea europeo anche un cittadino calabrese. In questo caso la Regione Calabria ha avviato le procedure di sorveglianza previste dai protocolli nazionali e regionali in raccordo con gli Uffici di Sanità Marittima, aerea e di frontiera allertati per i tracciamenti. Non si hanno ulteriori notizie del paziente residente in Toscana. Tutti e quattro sono sotto sorveglianza e completamente asintomatici. I contatti con la persona deceduta a causa dell’infezione non sono stati né ravvicinati, né prolungati. Per questo le autorità sanitarie italiane parlano di soggetti da considerare a basso rischio. Le valutazioni condivise a livello internazionale dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa. La compagnia Oceanwide Expeditions, inoltre, ha aggiornato il quadro relativo ai passeggeri della nave MV Hondius. Sulla nave sono stati registrati 7 casi confermati e 3 decessi. I casi sono stati identificati dopo che la nave ha lasciato Ushuaia, in Argentina, e ha fatto scalo in diverse isole del Sud Atlantico. Le autorità sanitarie stanno monitorando la situazione e hanno avviato le procedure di contenimento. Sulla nave, dal 6 maggio, è presente anche un medico italiano dello staff sanitario Ecdc, salito a bordo a supporto delle attività legate all’emergenza.

L'Oms

L'Oms ha affermato che il focolaio non costituisce, in questa fase, "l'inizio di un'epidemia o "una pandemia". «Non è coronavirus: è un virus molto diverso. Non siamo nella stessa situazione di sei anni fa». L’Hantavirus, nella sua variante Andes, si trasmette solo per contatto stretto e prolungato. La maggior parte degli Hantavirus, ha aggiunto una funzionaria dell’Oms, non si trasmette affatto da persona a persona. Nessuna evidenza di trasmissione aerea come il Covid, nessun allarmismo ma c’è prudenza.

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Tanto che l’Ecdc spiega che, sulla nave, in assenza di dati completi, considera tutti i passeggeri come “contatti stretti”. a causa di ambienti confinanti come cabine, corridoi, buffet condivisi. La coppia deceduta, formata dal paziente zero e sua moglie, contatto dei quattro italiani, appassionata di birdwatching, aveva visitato una discarica perché vi si trovano molti uccelli selvatici rari. Il primo aprile si erano imbarcati sulla MV Hondius da Ushuaia, insieme ad altre 112 persone. Il 6 aprile, suo marito Leo aveva avuto febbre, mal di testa, mal di stomaco e diarrea. Poi è morto a bordo della nave. Cinque giorni dopo Mirjam era sbarcata dalla nave insieme alla salma del coniuge. il 24 aprile, durante una sosta programmata aveva preso un volo per Johannesburg, in Sudafrica e poi un volo Klm diretto in Olanda. L'equipaggio l'aveva trovata troppo malata per volare. Fatta scendere è poi morta il giorno successivo.

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