Msc, i container per l?Asia passano dal porto di Napoli
Il Mattino

Msc, i container per l?Asia passano dal porto di Napoli

Domenica 10 maggio 2026
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Più traffici, navi più grandi, addirittura di dimensioni mai arrivate nel porto di Napoli. Msc, il primo operatore al mondo, ha inserito il porto di Napoli tra le nuove rotte della...

Più traffici, navi più grandi, addirittura di dimensioni mai arrivate nel porto di Napoli. Msc, il primo operatore al mondo, ha inserito il porto di Napoli tra le nuove rotte della Dragon, la linea che collega Asia e Nord America.

«Avremo più contenitori e navi più grandi» conferma Pasquale Legora De Feo, amministratore delegato di Conateco e Soteco, i due terminal del Gruppo Msc nel porto di Napoli. «Il primo trimestre di quest’anno - aggiunge - ha già segnato numeri positivi che oscillano intorno all’8%; credo che per fine anno possiamo arrivare alla doppia cifra, intorno a un +12%. Questo significa più lavoro, nuove assunzioni, più possibilità di sviluppo per il porto di Napoli». Dragon è il principale servizio di trasporto marittimo di container fra Asia e Mediterraneo.

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La riorganizzazione

La compagnia di Gianluigi Aponte ha spostato la tappa italiana da Gioia Tauro a Napoli confermando la sua massima attenzione verso Napoli e la Campania. A rivelare per prima le mosse di Msc è stata Dynaliners nell’ultimo report settimanale: «Msc riorganizzerà i propri servizi Dragon e Tiger tra il Mediterraneo e l’Estremo Oriente».

Vediamo il dettaglio. Per quanto riguarda la linea Dragon, Msc sostituirà le tappe di Busan, Nansha, Gioia Tauro e Charleston con Malaga, Napoli, Baltimora e Savannah, mentre il servizio Tiger sarà esteso a Hong Kong e Aliaga, a scapito di Tema e Singapore (in direzione est). In questa rotazione, spiega Shipping Italy, sono impiegate navi ultra large container carrier fino a 15mila Teu che saranno le più grandi e con maggiore capacità di stiva mai approdate nei porti campani. Le nuove rotazioni sono dunque le seguenti. Il Dragon scalerà Ningbo, Shanghai, Shenzhen (Yantian), Singapore, Malaga, Genova, La Spezia, Napoli, Sines, Boston, New York, Baltimora, Norfolk, Savannah, Freeport e ritorno a Ningbo. Gli approdi previsti per il Tiger saranno invece Dalian, Tianjin, Busan, Ningbo, Shanghai, Shenzhen (Shekou), Singapore, Tekirdag, Izmit (Yarimca), Istanbul (Ambarli), Tekirdag, Aliaga, Mersin, Abidjan, Lomé, Hong Kong, Xiamen e ritorno a Dalian.

La nuova darsena

«È una importantissima occasione di sviluppo per il porto di Napoli - ha sottolineato Pasquale Legora De Feo - e ora ci attendiamo che, finalmente, l’Autorità di sistema portuale del mare Tirreno centrale sblocchi le resistenze e destini la nuova darsena di levante alla movimentazione dei contenitori: abbiamo già perso troppo tempo, è essenziale per far crescere tutte le attività del porto di Napoli.

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Tenerla ferma, impedire la realizzazione dei raccordi ferroviari, solo perché i petrolieri non vogliono far spostare un fascio di tubi è veramente incredibile. Noi stiamo dimostrando concretamente che vogliamo lo sviluppo del porto: con il prolungamento della diga foranea possiamo utilizzare al meglio la nuova darsena di levante e far arrivare navi sempre più grandi grazie anche alla possibilità di attracchi accostati; basta con le attese, dunque, ora occorrono decisioni». Pasquale Legora De Feo, che è anche presidente di Uniport, è un fiume in piena. «Il futuro di tutto il porto di Napoli è legato all’utilizzo della nuova darsena di levante. Tutte le attività, dai traghetti alle crociere, dalle vie del golfo alla cantieristica, beneficeranno di questa nuova area grande come sei campi di calcio. Impensabile tenerla ancora ferma dopo aver speso diverse centinaia di milioni di euro per realizzarla. E per utilizzarla c’è bisogno dei raccordi ferroviari: il porto di Napoli, se si vuole puntare sullo sviluppo, deve far funzionare la darsena di levante e lavorare per collegarla alla rete ferroviaria nazionale e quindi agli interporti. Il risultato deve essere questo, non ci sono dubbi. Aspettare ancora vuol dire mortificare chi crede nello sviluppo di questo porto».

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