Morto Riccardo Siano, addio al fotoreporter: le sue foto nella storia
Se n?è andato a 61 anni, troppo presto. Un male crudele - al quale ha resistito per quattro anni - gli ha impedito di continuare a inquadrare, a scattare, a raccontare la sua amata...
Se n’è andato a 61 anni, troppo presto. Un male crudele - al quale ha resistito per quattro anni - gli ha impedito di continuare a inquadrare, a scattare, a raccontare la sua amata Napoli: lui che con l’obiettivo riusciva a fare magie, coniugando notizia e immagine, di cose ne avrebbe raccontate ancora tante.
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Addio a Riccardo Siano, primogenito del compianto Mario, uno dei punti di riferimento del “Mattino” e fratello del nostro collega Sergio. Era molto più di un “fotografo”. Riccardo era tante cose: un uomo mite, un rigoroso professionista, mai fuori dalle righe, artista silenzioso della notizia. Un giornalista vero e completo.
Riccardo Siano, lo scatto eterno di un fuoriclasse
Al Mattino si era “fatto le ossa”: nell’ammezzato di via Chiatamone dove c’erano gli studi di “Fotosud” aveva saputo nutrirsi imbevendosi dell’arte sapiente che papà Mario (insieme con Guglielmo Esposito, “Peppino” Di Laurenzio e Antonio Troncone) gli insegnavano quotidianamente. E non fu certo un caso se nel 1985 Orazio Mazzoni, quando fondò “Il Giornale di Napoli” lo volle in squadra. Riccardo allora aveva appena 21 anni.
Ad attenderlo c’erano prove esaltanti e terribili allo stesso tempo. Anni terribili: dall’omicidio di Giancarlo Siani alla mattanza di camorra combattuta senza quartiere, al dopo-terremoto, alle grandi inchieste giudiziarie. Il suo profilo nell’aula bunker del carcere di Poggioreale dove andava in scena il maxi-processo alla Nco e al povero Enzo Tortora lo ricordano bene i cronisti che hanno ormai superato il mezzo secolo di vita.
Morto Riccardo Siano, addio al grande fotoreporter napoletano
Poi, nel 1990, il grande salto a Repubblica. Fu Antonio Corbo a volerlo nella nidiata di talenti della redazione napoletana. Prima della fine, negli ultimi mesi, Riccardo trovava ancora la forza di uscire dalla casa di Sant’Anna di Palazzo armato della macchina fotografica. Esemplare fino all’ultimo momento. Accanto alla moglie Rosita e al figlio Mariano, chi gli ha voluto bene gli porterà l’ultimo saluto, oggi alle 18, nella Chiesa di Piazza Trieste e Trento.