Torre Annunziata, Cuccurullo in lacrime: «Umiliato un popolo: vado via per dignità»
Il Mattino

Torre Annunziata, Cuccurullo in lacrime: «Umiliato un popolo: vado via per dignità»

Domenica 10 maggio 2026
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Inviato a Torre Annunziata A tratti si commuove. Comunque è provatissimo Corrado Cuccurullo, sindaco di centrosinistra di Torre Annunziata, mentre in piazza parla ai suoi concittadini....

Inviato a Torre Annunziata

A tratti si commuove. Comunque è provatissimo Corrado Cuccurullo, sindaco di centrosinistra di Torre Annunziata, mentre in piazza parla ai suoi concittadini. Non sbraita, non urla, non rivendica ma tiene a sottolineare più volte «sono una persona perbene. Non possono umiliare me e i miei concittadini». Davanti a lui, 500 torresi, che lo incitano. «Stat ccà, stat ccà», ripete un’anziana come una nenia prima di andarselo ad abbracciare alla fine del suo intervento.

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Molti lo baciano, qualcuno si commuove e, alla fine, il primo cittadino riesce a guadagnare l’entrata della chiesa per non farsi sopraffare pure lui dall’emozione. Pentito? «Mai, lo rifarei altre cento volte». Ritira le dimissioni dopo questa dimostrazione d’affetto? «Assolutamente no. Ma noi non vogliamo resistere è solo un tema di dignità della città e mia personale. Io sono stato oggetto di una cosa molto grave ed ho fatto quello che dovevo fare. Punto». È la fine della storia di quest’amministrazione di centrosinistra nata appena due anni fa e giunta al capolinea dopo quattro giorni di veleni e travaglio.

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Perché martedì mattina, presenti i ministri Salvini e Piantedosi, il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso in occasione dell’abbattimento di palazzo Fienga, usa parole durissime contro questa maggioranza. Eccole: «Ci sono ancora troppe ombre e poche luci, ci sono troppe opacità, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe inammissibili inerzie e finanche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale». Ed il sindaco, in prima fila e gelido in volto, non attende nemmeno l’avvio delle ruspe per andare in Comune e rassegnare le sue dimissioni. «Irrevocabili», insiste anche ieri in piazza.

Lo scontro

E più che avercela a morte con il procuratore, se la prende con il Pd che l’altra sera, per bocca del suo segretario regionale Piero De Luca, l’ha scaricato. «Sono io che - aggiunge - me lo sono caricato in questi anni il Pd. Ed ora mi mollano. Parlano astrattamente di legalità senza conoscere i territori».

Destino simile al vicino comune di Castellammare dove un altro sindaco (Luigi Vicinanza), non iscritto, ma sempre di area dem-centrosinistra è stato ugualmente scaricato. Anche in quel caso una commissione d’accesso in Municipio per presunte infiltrazioni mafiose. Generando un altro cortocircuito. A Torre, infatti, il segretario cittadino dei dem Ciro Passeggia si è allineato ai segretari regionale e provinciale mentre i cinque consiglieri di maggioranza dello stesso partito ieri mattina sono in piazza.

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«Sono deluso e amareggiato - dice Gaetano Ruggiero, uno di loro - sparare sentenze così su questa amministrazione che stava lavorando bene». È quello che tiene a ribadire il primo cittadino in piazza elencando quanto fatto. A cominciare dalla legalità in questo comune di 40mila abitanti dove da anni un sindaco non riesce a terminare il mandato. E la volta successiva cambia schieramento: «Gli ultimi due sindaci Pd poi si sono candidati con il centrodestra. Io non lo farei mai», è la stilettata di Cuccurullo. Ribadisce quanto fatto, a cominciare dal riutilizzo dei beni confiscati, e attacca la macchina comunale parlando di «uffici che hanno disatteso indirizzi politici e delibere» e di una struttura amministrativa «ostile al cambiamento». Poi l’affondo finale: «Non cerco vendette, non coltivo rancori, non porterò questa vicenda fuori dai binari del rispetto. Ma non la lascerò cadere. Perché lasciarla cadere significherebbe accettare che la prassi che ho descritto diventi normale, e io non l’accetto».

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