Sal Da Vinci, amarcord di un bambino prodigio
Il Mattino

Sal Da Vinci, amarcord di un bambino prodigio

Domenica 10 maggio 2026
6 visualizzazioni

  Il conto alla rovescia per sabato prossimo, quando Sal Da Vinci si giocherà il tutto per tutto con la sua «Per sempre sì» alla finale...

Il conto alla rovescia per sabato prossimo, quando Sal Da Vinci si giocherà il tutto per tutto con la sua «Per sempre sì» alla finale dell’«Eurovision song contest» è già iniziato. Nell’attesa, vale la pena (ri)dare un’occhiata all’inizio della carriera di Michael Salvatore Sorrentino, scugnizzo della Torretta nato a New York, dove papà Mario stava tentando l’avventura internazionale, il 7 aprile 1969.

APPROFONDIMENTI Milena Vukotic: «Vorrei tornare sul set di Un medico in famiglia. La Rai deve sbrigarsi»Amici 25, le anticipazioni di oggi: chi andrà in finale, chi verrà eliminato, le sfide e gli ospiti

Paola Turci: «Francesca Pascale? Ci credevo, ma potevo evitare di sposarmi»

Eurovision, Sal Da Vinci wedding show: «Ma mi tremano le gambe»

Tutto comincia proprio con il padre, nel 1974, con «Miracolo 'e Natale» di Alberto Sciotti e Tony Iglio, da cui è stata tratta la sceneggiata omonima. Il il primo album da solista arriva con La Canzonetta Record nel 1981 con «‘O guappo ‘nnammurato – Lettera a Napule». A 12 anni Sal ha già calcato le scene teatrali e può permettersi di intonare Viviani accanto a brani di Tony Iglio, Alberto Sciotti e Bianca Maria Varriale. L’anno dopo vince l’undicesima edizione dell’Ambrogino, festival per bambini-prodigio di Rai2, con «Hai fatto buca» di Bruno Lanza e Augusto Visco. Su 45 giri avrà per lato B «E tira a campa’» di Sciotti/Visco. Sempre nel 1982 arriva un altro singolo, «‘O motorino» di Antonio Moxedano e Augusto Visco. Siamo di nuovo alla sceneggiata col padre, stavolta anche cinematografica, grazie al film di Ninì Grassia: un successone su tutti i fronti. Nel 1983 cerca un repertorio adolescenziale con l’lp «Annabella - 90° minuti» trainato dal singolo «Sapore di menta di Tony Sigillo e Alfonso Sorrentino». Ancora un microsolco, come si diceva all’epoca, «Footing/Videogames», poi l’addio al mondo della canzone popolare napoletana, ancora non neomelodica, per guardare al neapolitan power con «Mannaggia e viva ‘o rre» e «Guaglio’», di James Senese (anche al sax), con anche la firma di Peppe Lanzetta nel secondo pezzo. Tutto su etichetta La Canzonetta, anche edizione musicale e produttore delle sue sceneggiate tra il 1980 e il 1986: «‘O motorino», «Voce amica», «Tanti auguri», «Annabella», «‘A bambulella».

Poi inizierà ancora un altro corso, nel 1992 prenderà parte a «Una voce per Sanremo», condotto all'interno di «Domenica in» da Toto Cutugno e Alba Parietti. Nel 1994 vincerà il secondo e ultimo «Festival italiano» (organizzato da Canale 5 e presentato da Mike Bongiorno, con Antonella Elia) con «Vera», contenuto nell’album che porta il suo nome pubblicato dalla Ricordi. Poi... quella è una storia più recente, appena riassunto anche nel librino Sal Da Vinci - Il tempo del riscatto, 42 minipagine per la collana «’O scarrafone» dell’editore Langella (6 euro).

Ma ormai è tempo di «Eurovision»: quanta strada ha fatto l’ex bambino prodigio, passando per le mani di Verdone, Mattone, De Simone, il musical su Carosone, Sanremo...

Condividi questo articolo