Hantavirus, la circolare per l?Italia. Primo tampone negativo per il marittimo napoletano
È risultato negativo al primo tampone il giovane marittimo di 24 anni residente a Torre del Greco, in provincia di Napoli. Continua a non accusare alcun sintomo ma è sottoposto ad...
È risultato negativo al primo tampone il giovane marittimo di 24 anni residente a Torre del Greco, in provincia di Napoli. Continua a non accusare alcun sintomo ma è sottoposto ad una costante sorveglianza attiva, in quarantena fiduciaria domiciliare. L'uomo, ha avuto un fugace contatto (non stretto e non prolungato) con una paziente sintomatica colpita dall’Hantavirus, ceppo Andes sudamericano, su un aereo della compagnia Klm da Johannesburg diretto in Olanda e con coincidenza per Roma. Il “caso contatto” campano, così come gli altri tre italiani, passeggeri dello stesso volo (uno residente in Calabria, uno in Veneto e il terzo in Toscana) hanno un rischio considerato remoto e del tutto improbabile per lo sviluppo dell’infezione. Tutte le procedure di sorveglianza, messe in atto dalle autorità sanitarie internazionali, nazionali e regionali, sono prudenziali, dettate da un principio di massima precauzione. Nessun allarme insomma ma normale profilassi. Intanto, il ministero della Salute sta per adottare una circolare in cui traccerà il punto della situazione, precisando che non c'è nessun rischio pandemico. Probabilmente è previsto un innalzamento del livello di attenzione dei voli dal Sud America, dove risiede un ceppo di Hantavirus diverso da quello che circola in Europa, che ha originato il focolaio sulla nave Mv Hondius.
Il volo
Il 24enne di Torre del Greco si trovava dieci file di posti più avanti di quello occupato in aereo dalla donna che, poiché sintomatica, il 25 aprile scorso fu fatta scendere dal vettore prima della partenza, su indicazione del personale di bordo, proprio perché troppo malata per volare. Ricoverata in ospedale non ce l’ha poi fatta a superare l’infezione. La donna era moglie del paziente zero, deceduto agli inizi di aprile, durante il viaggio in nave sulla Mv Hondius, dopo un’escursione in una discarica in cui erano presenti uccelli rari da fotografare in una seduta di birdwatching. Un luogo infestato da escrementi di topo e uccelli che con il vento hanno verosimilmente infettato la coppia attraverso le vie aeree. Coppia che a sua volta ha diffuso il virus sulla nave portando poi a tre i decessi sugli 8 contagi conclamati.
La sorveglianza
Il responso dei primi tamponi molecolari, prelevati dal personale della Asl Napoli 3 sud e inviati venerdì scorso all’Istituto superiore di Sanità (che si avvale del laboratorio dell’Istituto Spallanzani di Roma), è arrivato ieri sera. Il caso campano non viene tracciato nei suoi ulteriori contatti in quanto non previsto dai protocolli. Periodicamente, durante la quarantena, dovrà tuttavia ripetere i tamponi. Quello che e più importante è proprio la sorveglianza attiva e la quarantena domiciliare che dovrà andare avanti per circa 6 settimane, ossia il tempo massimo di incubazione del virus. In questo lungo lasso di tempo il giovane sarà contattato ogni giorno al telefono con messaggi dagli operatori della Asl per verificare che non sviluppi sintomi e per attingere i dati della temperatura corporea.
Intanto, la Regione, sulla scorta delle indicazioni del Ministero della Salute, ha inviato a tutti i direttori generali di Asl e ospedali e alle autorità portuali, marittime e aeroportuali, le indicazioni operative per la sorveglianza epidemiologica, il contact tracing, la gestione dei casi sospetti e le misure di prevenzione e controllo nel caso emergano casi positivi e per la gestione di casi contatto come il giovane 24 enne di Torre del Greco laddove emergano dei sintomi. In caso di esito positivo dei tamponi da ripetere ogni 24 ore, scatterebbero misure di biocontenimento, un pre allerta del Cotugno nell’area malattie infettive emergenti, il trasporto in ospedale protetto e il ricovero in stanze in isolamento nel reparto malattie infettive ad alta intensità. Scenario allo stato del tutto ipotetico e remoto.
Bassa trasmissibilità
«La sorveglianza sui contatti di casi di Hantavirus, specialmente in scenari di potenziale trasmissione interurbana, come nel caso del ceppo Andes che nel sierotipo sud americano sviluppa rari focolai ma di notevole importanza clinica ad interessamento cardio polmonare – avverte Maria Triassi, docente universitaria e vicepresidente regionale della Società italiana di Igiene - si basa sulla sorveglianza attiva e su misure di isolamento fiduciario per prevenire un'ulteriore diffusione». «Il tasso di infettività e diffusione dell’Hantavirus è di 1 o 2 ossia un infetto può infettare da 1 a 2 contatti. Per capirci quello del morbillo è di 1 a 17, per il Covid e l’Influenza è di 1 a 7. L’Hantavirus ha quindi una bassa trasmissibilità da uomo a uomo sebbene in alcuni casi in cui vi sia un contatto stretto e prolungato, possono svilupparsi dei focolai». Quello della nave è un esempio: «L’Hantavirus presente nel Sud America - prosegue l'esperta - cioè quello in questione, è un ceppo che provoca sindromi cardiorespiratorie con una mortalità alta, fino al 40 per cento, ma fortunatamente non è presente in Europa. Alle nostre latitudini è presente un ceppo che provoca febbri emorragiche ma finora ha dato luogo a pochi casi e nessun allarme, Lo stesso dicasi per il ceppo asiatico e coreano». Il problema è l’isolamento dei contatti che deve durare almeno 45 giorni: l’incubazione del virus in questione varia da 1 a 8 settimane con una media da 2 a 5. I luoghi maggiormente a rischio per le infezioni? Quelli in cui sono presenti eiezioni di topo che possono essere inalate se c’è un’alta carica virale. «Non si può parlare di allarme e tantomeno di rischio pandemico ma occorre tenere alta la guardia per la particolare pericolosità di focolai localizzati – conclude l’esperta - il rischio si presenta solo per i casi sintomatici».