Hantavirus, intervista a Mara Campitiello: «Italia pronta ma non è un altro Covid»
Il Mattino

Hantavirus, intervista a Mara Campitiello: «Italia pronta ma non è un altro Covid»

Lunedì 11 maggio 2026
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«Non c'è il rischio di una nuova pandemia, non ci troviamo nella stessa situazione del Covid, attualmente non c'è nessun allarme, è un virus diverso dal Covid...

«Non c'è il rischio di una nuova pandemia, non ci troviamo nella stessa situazione del Covid, attualmente non c'è nessun allarme, è un virus diverso dal Covid seppure più letale ma a basso contagio; la principale trasmissione è attraverso saliva, urina, feci di roditori e solo in piccola parte per via aerea e inter-umana. Il periodo di incubazione è lungo, quindi è giusto consigliare l'isolamento. La contagiosità sembra essere presente solo nei casi sintomatici e in presenza di essi. Attualmente i 4 passeggeri italiani non presentano alcun sintomo». Così Mara Campitiello, medico e capo del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute.

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Quando saranno noti i responsi dei tamponi ai quattro casi contatto italiani della paziente poi deceduta affetta da Hantavirus?
«Sui quattro passeggeri che erano sul volo Klm dove è salita per poco anche una donna contagiata poi fatta scendere, il ministero della Salute ha immediatamente attivato il protocollo previsto dal sistema di sorveglianza. La gestione operativa degli accertamenti diagnostici e dei test è in capo alle Regioni e ai servizi sanitari territorialmente competenti che sono stati subito allertati dal ministero. Al momento non emergono elementi di particolare criticità».

Come si svilupperà il piano di sorveglianza attiva e per quanto tempo?
«La sorveglianza attiva prevede il monitoraggio clinico quotidiano dei contatti per tutto il periodo di incubazione previsto per il virus. L’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali sintomi e garantire una presa in carico immediata e appropriata».

Quali sono le misure in atto?
«Sono operative tutte le misure previste dai protocolli nazionali e internazionali e c’è un raccordo continuo con Regioni, autorità sanitarie nazionali e internazionali. Il rischio per la popolazione generale, allo stato attuale, è molto basso. Non c’è alcun allarme».

Esiste un piano del governo per la prevenzione di focolai di vecchi e nuovi virus?
«L’Italia dispone oggi di un sistema di preparazione e risposta molto più strutturato rispetto al passato. Il ministero della Salute ha recentemente approvato, insieme alle Regioni, il nuovo Piano strategico-operativo pandemico 2025-2029, che rafforza la capacità di preparazione e risposta del Paese verso patogeni respiratori a potenziale pandemico. C’è una rete pronta a operare. Lo si è visto anche in queste ore».

Il nuovo Piano pandemico è stato appunto approvato: quali sono i punti qualificanti?
«Il nuovo Piano amplia il perimetro di preparazione non solo all’influenza ed è un Piano utilizzabile in diverse situazioni. Tra i punti qualificanti ci sono il rafforzamento della sorveglianza integrata, il potenziamento dei laboratori di microbiologia e virologia, il rafforzamento dei Dipartimenti di Prevenzione, la creazione di reti nazionali per la valutazione del rischio pandemico e lo sviluppo di scenari previsionali e di esercitazioni periodiche. In un mondo globalizzato è fondamentale investire in prevenzione, sorveglianza epidemiologica, ricerca scientifica e cooperazione internazionale. Non bisogna però creare allarmismi inutili. In questi giorni non siamo davanti a una nuova pandemia. Non è il nuovo Covid».

Le coperture vaccinali dopo gli alti livelli raggiunti anche per l'influenza durante l'emergenza Covid ora sono scemate ma le infezioni stagionali provocano ancora migliaia di morti tra le fasce più fragili. Quali misure di prevenzione vanno adottate?
«Le misure di prevenzione restano fondamentali anche di fronte alle infezioni stagionali: vaccinazione per anziani, fragili e operatori sanitari, igiene delle mani, aerazione degli ambienti. La prevenzione è un tema centrale per la nostra sanità. Su questo il ministro Schillaci è intervenuto in modo importante mettendo la prevenzione al centro dell’agenda di governo. Come ministero facciamo costantemente attività di sensibilizzazione, soprattutto per anziani e fragili, per far comprendere l’importanza di vaccinarsi».

Durante i viaggi in nave o aereo è consigliabile utilizzare la mascherina soprattutto agli anziani o fragili per patologie croniche?
«Attualmente non c’è indicazione per l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale».

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