Restyling degli edifici pubblici: record di fondi alla Campania
Il Mattino

Restyling degli edifici pubblici: record di fondi alla Campania

Lunedì 11 maggio 2026
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È il primo pilastro del piano casa varato dal governo, il recupero degli edifici di edilizia residenziale pubblica, vale a dire le case popolari, che risultano ancora non assegnate. In...

È il primo pilastro del piano casa varato dal governo, il recupero degli edifici di edilizia residenziale pubblica, vale a dire le case popolari, che risultano ancora non assegnate. In tutto un patrimonio di circa 63mila appartamenti che richiederà un intervento medio di 20mila euro per ogni unità immobiliare. A fare la parte del leone nell’assegnazione delle risorse è la Lombardia che, con i suoi quasi 20mila appartamenti sfitti, assorbirà un terzo del programma. Seguono Veneto (6.474), Emilia Romagna (5.374), Liguria (4.266), Toscana (4.265) e Piemonte (3.836) con un’evidente prevalenza del Nord. Giusto per avere un metro di riferimento, tutte le regioni del Sud, messe insieme, arrivano più o meno a 10mila case popolari ancora da assegnare perché hanno necessità di interventi di manutenzione. I numeri più alti di abitazioni sfitte perché in attesa di un intervento per riportarle in buono stato si ritrovano in Sicilia e Calabria, entrambe poco sopra quota 2mila. In Campania lo stock complessivo di case popolari ancora da assegnare è di 1100 unità.

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Gli altri interventi 

Ma la situazione si capovolge se si considera l’altro pacchetto di interventi entrato nel Piano Casa e che riguarda il patrimonio immobiliare pubblico residenziale non in uso: 53.241 unità, per oltre 9,4 milioni di metri quadrati complessivi. Immobili nelle disponibilità di Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane, ma anche ministeri ed enti pubblici, anche in questo caso pronti ad essere immessi sul mercato a patto, ovviamente, di risistemarli e metterli a norma. Nel piano varato dal governo è previsto, tra l’altro, anche un nuovo censimento di queste unità abitative, con tanto di progetti per la loro riconversione in appartamenti da assegnare alle fasce di popolazione più deboli. E, in questo caso, la mappa degli immobili a disposizione è diametralmente opposta rispetto a quella degli Erp, con una netta prevalenza degli appartamenti concentrati nel Mezzogiorno. In particolare, secondo le prime rilevazioni, dei 53mila immobili censiti, circa 44mila potrebbero tornare sul mercato con interventi manutentivi soft mentre altri 9mila, invece, richiedono lavori più consistenti di ripristino.

Per quanto riguarda, invece, la distribuzione territoriale, al primo posto nella speciale classifica delle regioni c’è la Campania che, con 12mila unità per un’estensione complessiva di quasi 1,7 milioni di metri quadri, rappresenta più o meno il 20% dello stock complessivo. Si conferma, in ogni caso, in buona posizione anche la Lombardia, con 6.520 immobili e più di un milione di metri quadri disponibili, più o meno la metà rispetto alle dimensioni campane. Al terzo posto troviamo la Sicilia, con 4400 immobili e 830mila metri quadri a disposizione. Poco meno di 2mila le unità in Puglia, per circa 372mila metri quadrati a disposizione. Il Lazio si colloca a quota 3.261 immobili per oltre 632mila metri quadrati. Numeri rilevanti anche in Piemonte (3.595 unità pari a 605.215 metri quadrati) ed Emilia-Romagna (3.236 e 554mila metri quadrati).

Lo scenario

Resta il fatto che, utilizzando anche questa componente dell’edilizia pubblica, complessivamente le unità immobiliari che potrebbero essere immesse sul mercato perché non ancora assegnate salirebbero a oltre 110mila unità. E, almeno sulla carta, ci sarebbero anche le risorse per accelerare al massimo i piani di recupero e procedere con i lavori di manutenzione straordinaria su una dote complessiva che supera i 10 miliardi di euro. Un ruolo centrale sarà assegnato al veicolo finanziario gestito da Invitalia per l’edilizia residenziale pubblica e che avrà come obiettivo prioritario proprio il recupero, entro la prossima primavera, dei 60mila alloggi sfitti perché bisognosi di interventi di manutenzione. Ma nell’operazione di recupero degli immobili pubblici potrebbero essere coinvolti anche il Fondo affidato a Invimit per l’edilizia sociale e quello che sarà creato da Cassa Depositi e Prestiti coinvolgendo capitali privati. In questo caso il governo promette procedure accelerate e una buona dose di semplificazione a patto di assegnare il 70% degli alloggi alle fasce in difficoltà con prezzi di vendita o di affitto ridotti del 30% rispetto alle situazioni di mercato. Per la Campania sarebbe una vera e propria boccata di ossigeno considerando che sono ancora 45mila gli aventi diritto in attesa dell’assegnazione di un immobile.

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