Packaging alimentare, la sfida di Seda: «Più sicurezza e meno sprechi di cibo»
Il Mattino

Packaging alimentare, la sfida di Seda: «Più sicurezza e meno sprechi di cibo»

Lunedì 11 maggio 2026
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Visto attraverso gli occhi di Seda (quartier generale a Napoli, circa 3mila dipendenti, 13 stabilimenti produttivi in Europa e Nord America) si capisce fino in fondo perché il packaging...

Visto attraverso gli occhi di Seda (quartier generale a Napoli, circa 3mila dipendenti, 13 stabilimenti produttivi in Europa e Nord America) si capisce fino in fondo perché il packaging alimentare, di cui il Gruppo guidato dal Cavaliere del Lavoro Antonio D’Amato è leader riconosciuto, «è una leva strategica per la qualità della vita, la tutela delle risorse e lo sviluppo economico». Non è solo una questione di investimenti che pure, ovviamente, contano molto, visto che ad esempio ogni giorno 100 milioni di consumatori nel mondo utilizzano un packaging dell’azienda italiana. È soprattutto una costante visione del futuro, nella quale ricerca e innovazione sono percorsi strategici e obbligati, capaci anche di fare da battistrada all’intero settore in chiave di sostenibilità economica e ambientale. E di frenare scelte a dir poco discutibili per il made in Italy come quelle UE che solo un anno fa avevano messo sul piede di guerra il comparto nazionale.

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L’innovazione 

Il packaging tricolore nelle principali filiere globali del food and beverage non solo ha continuato a fare la differenza ma, come insegna l’esperienza di Seda, si è spinto ancora più in là, dimostrando con i fatti che sin possono ottenere «meno sprechi di cibo, più sicurezza, freschezza dei prodotti più duratura, nuove esperienze di consumo e piena riciclabilità grazie a soluzioni e tecnologie proprietarie in grado di ridefinire le performance della carta». Spiega Antonio D’Amato: «Innovazione e sostenibilità sono per noi fattori decisivi. L’eco-design è da sempre il principio guida con cui Seda provvede all’intero sviluppo del prodotto. Questo significa progettare fin dall’inizio soluzioni che combinino performance industriali, qualità dell’esperienza per il consumatore e piena riciclabilità. La vera innovazione nasce proprio da qui, dalla capacità di integrare materiali sostenibili, tecnologie avanzate e requisiti di fine vita all’interno di un unico processo industriale coerente. È in questo senso che il packaging si configura come un’autentica tecnologia applicata al prodotto. Ed è questo approccio che consente oggi alla carta di raggiungere livelli sempre più evoluti di applicazione nel packaging alimentare».

La fiera 

Se ne colgono il senso e la portata visitando lo stand di Seda a Interpack 2026, la più importante fiera mondiale di settore, in svolgimento fino al 13 maggio a Dusseldorf (la filiera è un autentico pilastro della manifattura europea, con oltre 110 miliardi di euro di fatturato e circa 700mila occupati diretti). Le nuove frontiere del packaging in carta sono il frutto di brevetti e tecniche innovative grazie alle quali il Gruppo italiano è riuscito «a sviluppare soluzioni in grado di garantire sicurezza e stabilità dei prodotti alimentari anche in condizioni estreme di utilizzo, dal freddo intenso dei prodotti congelati alle alte temperature di preparazione e consumo». “Double Wall”, ad esempio, è il primo bicchiere dotato di camera d’aria tra i due strati di carta per un massimo isolamento termico, elimina condensa e umidità, mantiene più a lungo la temperatura ideale e migliora sensibilmente l’esperienza d’uso, rendendo il packaging parte integrante del momento di consumo. La “Coppa flat Rim –10%”, invece, è un packaging destinato al settore yogurt rivestito in carta con meno del 10% di contenuto di polimeri, completamente riciclabile nel flusso della carta anche nel mercato britannico. È per questo che il packaging in carta «rappresenta uno dei modelli più avanzati di economia circolare su scala globale, con un tasso di riciclo dell’87%, superiore a quanto previsto dalla stessa normativa comunitaria, che aveva fissato un tasso del 75% per il 2025». Sapere che l’Italia e il Sud sono in prima fila è consapevolezza industriale, e di questi tempi vale decisamente tanto.

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