Controlli a Napoli, scatta la stretta più agenti sul territorio: «Prevenzione necessaria»
Il Mattino

Controlli a Napoli, scatta la stretta più agenti sul territorio: «Prevenzione necessaria»

Lunedì 11 maggio 2026
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«La repressione, da sola, non basta. Di fronte ai ripetuti fenomeni di violenza giovanile, e soprattutto minorile, quel che serve è un?azione coordinata capace di valorizzare...

«La repressione, da sola, non basta. Di fronte ai ripetuti fenomeni di violenza giovanile, e soprattutto minorile, quel che serve è un’azione coordinata capace di valorizzare tutti i protagonisti della rete educativa. E su questo stiamo lavorando». Oltre a garantire il potenziamento dei servizi di controllo del territorio, il prefetto Michele Di Bariè impegnato in un progetto importante: «Perché - dice al “Mattino” - la prevenzione si preserva se funzionano, da un lato i controlli, e dall’altro la rete educativa. Ieri, intanto, altro grave episodio a Porta Capuana, con l'uccisione a coltellate di un extracomunitario.

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Massima attenzione 

Non si può non partire dall’ennesimo fatto di sangue, l’accoltellamento di un 14enne in pieno centro al culimine - pare - di una rissa tra giovanissimi. Ferma condanna dell’accaduto, ma si deve guardare avanti: «Ho già disposto una significativa, ulteriore intensificazione dei servizi di vigilanza interforze - spiega Di Bari - che interesserà in particolar modo le aree della cosiddetta “movida” e i principali luoghi di aggregazione giovanile. La parola d’ordine resta il controllo coordinato del territorio, che si dispiega per “quadranti” su tutto il territorio urbano con i pattugliamenti di polizia, carabinieri e finanzieri. In questo caso bisogna dare atto e riconoscere il valore dell’intervento della Polizia municipale, alla quale vanno i miei complimenti. Ma attenzione: in questo caso la presenza degli agenti sul posto ha garantito l’identificazione dell’accoltellatore nella immediatezza del fatto; non dobbiamo dimenticare però che in tanti altri casi il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine ha consentito di individuare i responsabili di fatti di sangue sempre in tempi brevi».

Il piano 

Il controllo del territorio definito secondo le pianificazioni interforze ha consentito insomma l’immediato intervento della polizia municipale e l’individuazione del responsabile del grave gesto. Le ulteriori misure disposte mirano adesso a fungere anche da deterrente contro ogni forma di illegalità e a garantire un monitoraggio costante dei fenomeni, specialmente nelle ore serali e nei fine settimana. Il prefetto ribadisce che il ricorso alla violenza e l’uso di armi bianche tra adolescenti rappresenti il segnale di un malessere profondo che non può essere affrontato esclusivamente con un approccio repressivo, pur necessario nell'immediatezza dei fatti.

Di fronte alla gravità dell’ultimo episodio è già pronta la convocazione del tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza: in quella sede si procederà ad analizzare e definire le misure di risposta più adeguate da mettere in campo. E qui si torna all’attivazione di una rete sociale ed educativa territoriale, «attraverso una rinnovata sinergia con il mondo della scuola, delle famiglie, del terzo settore e delle diocesi al fine di intercettare precocemente le situazioni di disagio e marginalità che sfociano in dinamiche violente».

L’analisi

Maledetta movida senza freni, maledetti coltelli. Ma si può continuare a ragionare sempre in termini emergenziali? Quante volte si è andati avanti seguendo l’onda emotiva del “caso per caso”?

Ecco perché, a questo punto, la Prefettura ha deciso di avviare un progetto sperimentale. «Quello che abbiamo visto l’altra sera - prosegue Di Bari - è già accaduto, lo abbiamo purtroppo vissuto altre volte. E allora bisogna avere lo sguardo lungo: per me le famiglie sono parte della rete educativa, assieme alle parrocchie, ai luoghi di aggregazione sociale. Dobbiamo inculcare una cultura nuova. Per questo c’è un progetto che prevede che i ragazzi che escono dalla scuola siano indirizzati verso luoghi di aggregazione sociale dove poter fare attività capaci, da un lato, di tenerli lontani dai rischi della strada; e dall’altro di formarli ad una cultura della legalità, dell’impegno e di una sana ricreazione. Per questo vanno ringraziati anche tutti gli assistenti sociali, che hanno un ruolo determinante in questo senso».

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