Andrea Sempio e i bigliettini misteriosi: «Puoi sedurre anche le donne che non ti danno alcun segnale»
È noto che il movente, scrivono i pm, serve a guidare le indagini degli investigatori. «È altrettanto noto che il giudice, per affermare la responsabilità di un...
È noto che il movente, scrivono i pm, serve a guidare le indagini degli investigatori. «È altrettanto noto che il giudice, per affermare la responsabilità di un imputato, non deve verificare perché abbia commesso il reato, semplicemente deve accertare che l'ha commesso». E nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio aggravato di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ritiene di avere raccolto «solidi elementi» sul tentativo di approccio sessuale rifiutato, sulla possibilità che l'indagato abbia visto i video intimi della ragazza e del fidanzato Alberto Stasi, sul fatto che l'allora diciannovenne non abbia un alibi mentre il suo dna è stato isolato sotto due unghie della vittima e l'impronta del palmo della mano destra sia impresso sul muro delle scale.
APPROFONDIMENTI Garlasco, Alberto Stasi ai pm: «Le avance e le telefonate di Sempio? Chiara non mi ha mai detto niente. E lui non l'ho mai visto»Sempio intercettato, cosa diceva in auto? La difesa: «Trascrizioni incomprensibili». L'avvocata di Stasi: «Scarceratelo subito»Andrea Sempio, le intercettazioni, il rifiuto di Chiara Poggi e il video intimo con Alberto Stasi: la Procura individua il moventeGarlasco, intercettazioni su Andrea Sempio: nuove rivelazioni al sull’inchiesta per l’omicidio di Chiara PoggiAndrea Sempio, inchiesta chiusa: «Chiara Poggi uccisa con odio e crudeltà». Alberto Stasi ora punta alla revisione del processo. Gli errori, le omissioni, la svolta
GLI SCRITTI
Quando lo scorso 6 maggio Sempio viene convocato dai pm, ultimo atto prima della chiusura indagini, si avvale della facoltà di non rispondere. L'unica sua esperienza precedente era stato l'interrogatorio lampo del 10 febbraio 2017 nell'ambito del procedimento poi archiviato dall'aggiunto Mario Venditti. Il giorno prima, intercettato in auto, si preparava alle possibili domande sulla sua frequentazione della villetta di via Pascoli: «Dare una risposta e in più dobbiamo metterci dentro anche un paio di Frau. Devi convincere... a dare tutto questo. Lo scopo non è andare lì e rispondere, lo scopo è fare la vittima».
Questa volta resta in silenzio e a parlare è l'aggiunto Stefano Civardi che squaderna le prove a suo carico. Dati tecnici risultato di nove consulenze, oltre alla gran mole di scritti sequestrati nell'abitazione di via Canova in cui rammenta gli anni del liceo, racconta che praticava autolesionismo, che si «definiva satanista» e vestiva spesso di nero, che ha «fatto cose brutte». Ma anche appunti ripescati dagli investigatori in un sacchetto della spazzatura buttato lontano da Garlasco il 26 febbraio 2025, il giorno prima della convocazione presso i carabinieri di Voghera dove gli verrà notificato l'avviso di garanzia. «A seguito di ciò, lo stesso poneva in essere alcuni atteggiamenti ambigui a fronte dei quali anche i commenti, fatti da solo in auto, risultano rilevanti», annotano gli inquirenti. Si chiede: «Che ca..o hanno trovato? Cosa mi devo aspettare?». Il recupero della spazzatura aggiunge ulteriore materiale agli atti: un foglio a quadretti vergato su entrambi i lati, su uno «erano riportati degli appunti relativi alle modalità di approccio da utilizzare con le donne. Sull'altro, al netto di alcuni termini poco comprensibili, delle parole che si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi», rimarcano i pm.
È scritto in stampatello, comincia con «Inizio scoperta, da cucina a sala», poi «cane», «colpi da...», «campanello», «finestra da fuori». Fino all'ultima frase: «Tv che ripete assassino». Il retro è intitolato «Approccio Introduzione», illustra le possibilità di successo con le donne riportando che «l'80% non danno segnali ma puoi sedurre, qui arrivano le tue abilità». La riflessione conclusiva: «Approcciare le ragazze è condizione necessaria, ma non sufficiente».
LA VIOLENZA
Notevoli di attenzione per gli inquirenti risultano inoltre i file rinvenuti nell'hard-disk dell'indagato, nel dettaglio uno dal titolo «Genesi dell'aggressione predatoria» e un altro su Issei Sagawa, giapponese che ha violentato e ucciso una ragazza venticinquenne. «Lo tratteranno da mostro e nessuno proverà a capirlo. Non so voi, ma io pur rendendomi conto della gravità dell'omicidio ci vedo una storia d'amore, di un romanticismo intensissimo», il suo commento a margine. Per gli inquirenti «tali passaggi dimostrano come l'indagato non abbia alcuna remora alla possibilità di "prendere una donna con la forza perché la desidera", considerando la morte della vittima semplicemente come un eventuale effetto collaterale».
È ovvio, concludono i pm, «che tali elementi non sono prova in sé dell'agito omicidiario, ma possono corroborare e rafforzare la lettura complessiva del fatto storico, già delineato sulla base di elementi oggettivi e indipendenti». Per l'accusa Sempio avrebbe proiettato sulla vittima una «probabile prospettiva sessuale» dopo avere visto i filmati intimi di Chiara e Alberto. Così il 7 e l'8 agosto 2007, cinque giorni prima dell'omicidio, tenta un approccio con la sorella dell'amico Marco chiamandola tre volte al telefono di casa e menzionandole quel filmato «nella sua disponibilità». I file in questione sono quattro, di cui tre girati in vacanza dalla coppia nel 2006 denominati «parte prima», «parte seconda» e «parte terza», un altro risalente a pochi mesi prima della morte di Chiara intitolato «1° Maggio».
Tutti sarebbero stati trasferiti in diversi momenti dal pc di Alberto a quello della fidanzata, su una pendrive della giovane e forse su un compact disc, entrambi a casa Poggi. «Alla luce di tali dati - sottolineano i pm - è agevole concludere come Andrea Sempio, nelle occasioni in cui si è trovato nella villetta di via Pascoli e in particolare in camera della vittima, sia potuto entrare facilmente in possesso di uno di tali filmati intimi». E a giugno 2025, già a conoscenza delle indagini a suo carico, avrebbe manifestato in un'intercettazione la consapevolezza che prima o poi il suo segreto sarebbe stato svelato: «Il video... lo devo aspettare da un momento all'altro. Ok, cioè Chiara... lei nel video sembrava proprio... si è spostata».
ANNIENTAMENTO
I magistrati hanno messo davanti a Sempio anche i risultati delle analisi sulla traccia 33, «impronta palmare dell'indagato compatibile, alla luce delle misure antropometriche, con quella di scarpa insanguinata puntinata periziata sul gradino 0 della scala». È stata impressa da una mano bagnata, asseriscono, «non semplicemente sudata in quanto il sudore non lascia nel tempo impronte visibili». E non era nemmeno inumidita dall'acqua, che «non reagisce alla ninidrina». Quanto al materiale genetico di Sempio sulle unghie di Chiara, «è logico ritenere che difendendosi da un'azione omicidiaria si sia depositato il dna dell'assassino». È stata un'aggressione «cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e sulla testa, come se l'intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta».