Garlasco, il nuovo audio di Sempio del 2017: «?È successo qualcosa quel giorno alle nove e mezza». Svelò l'orario in cui uccise Chiara?
Il Mattino

Garlasco, il nuovo audio di Sempio del 2017: «?È successo qualcosa quel giorno alle nove e mezza». Svelò l'orario in cui uccise Chiara?

Lunedì 11 maggio 2026
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E' un audio dell'8 febbraio 2017. Andrea Sempio parlando sempre da solo a voce alta dice: «E' successo qualcosa quel giorno (...) era sempre lì a casa (...)...

E' un audio dell'8 febbraio 2017. Andrea Sempio parlando sempre da solo a voce alta dice: «E' successo qualcosa quel giorno (...) era sempre lì a casa (...) però cazzo (...) alle nove e mezza». Una rilettura che oggi nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco chiuse nei giorni scorsi, potrebbe rivelare che Sempio «potrebbe riferirsi all'orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell'omicidio».

APPROFONDIMENTI

La traccia del killerStasi ai pm: «Sempio? Mai sentito di lui»Foto

L'atto di accusa della Procura di Pavia contro Andrea Sempio, unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto del 2007, è pesante come un macigno e scagiona, di fatto, chi per quel delitto è già stato condannato in via definitiva: l'ex fidanzato della giovane commercialista, Alberto Stasi, che sta finendo di scontare i 16 anni che gli sono stati inflitti. Il 6 maggio, convocato per l'interrogatorio a Pavia dove si è avvalso della facoltà di non rispondere, Sempio si è sentito elencare minuziosamente dai pm tutte le tremende accuse a suo carico. E l'aggiunto Stefano Civardi gli ha comunicato che da parte sua contro Chiara vi era stata un'aggressione che, dopo il rifiuto delle sue avances, era diventata «cieca e sproporzionata», un «annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l'intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta». Gli hanno anche spiegato che i «nuovi elementi emersi» «destituiscono di qualsiasi fondamento il 'movente pornografico' in capo a Stasi» e, per contro, «forniscono solidi elementi sul tentativo dell'approccio sessuale di Sempio», perché l'indagine ha fatto venire alla luce circostanze ed elementi fattuali del tutto nuovi rispetto alle indagini dell'epoca e rispetto ai procedimenti successivi», finiti in archivio.

L'orario della morte

La nuova inchiesta sul caso Garlasco si è sempre concentrata anche sull’orario della morte di Chiara Poggi. La consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata di rivalutare la finestra temporale del decesso, non esclude infatti la fascia oraria nella quale Alberto Stasi non aveva un alibi, elemento che aveva pesato nella condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio del 13 agosto 2007.

Secondo quanto riportato in un’annotazione dei carabinieri di Milano, la consulenza di Cristina Cattaneo indica una finestra temporale ampia per la morte di Chiara Poggi, compresa tra le 7 e le 12.30 del 13 agosto 2007. Tuttavia, mettendo insieme i metodi ritenuti più accurati e i dati circostanziali, il range viene ristretto tra le 9.12, orario in cui la giovane disattivò l’allarme di casa, e le 12 circa.

Il primo medico legale, Marco Ballardini, aveva indicato come intervallo più probabile della morte la fascia 10.30-12, con maggiore centratura tra le 11 e le 11.30. La consulente della Procura, però, sottolinea che sul piano scientifico la ricostruzione deve restare ancorata al range più ampio.

Negli atti viene richiamato il passaggio secondo cui, «sul piano rigorosamente scientifico, la ricostruzione deve rimanere ancorata al range più ampio poiché è quello supportato in modo robusto dai dati statistici più affidabili». Per Cattaneo, dunque, «le evidenze scientifiche più solide portano a considerare il range più ampio».

Il dato del contenuto gastrico

Un elemento centrale riguarda il contenuto gastrico trovato nello stomaco della vittima, ritenuto coerente con quanto rinvenuto sul divano. Secondo la consulenza, quel dato indica un «periodo della morte probabilmente compreso tra 30 minuti e le 2-3 ore circa dall’ingestione della colazione».

Il problema, però, è che non esiste un ancoraggio certo sull’orario reale della colazione. Per questo il riferimento temporale principale resta il momento in cui Chiara Poggi disattivò l’allarme, cioè le 9.12.

Da questo dato gli investigatori ricavano due possibili finestre temporali ritenute compatibili con l’ipotesi accusatoria nei confronti di Andrea Sempio.

Le due finestre temporali indicate dagli investigatori

Secondo i carabinieri, Sempio avrebbe avuto «il modo ed il tempo di commettere l’omicidio di Chiara Poggi dopo le ore 9.12», cioè dopo il disinserimento dell’allarme, e fino alle 9.58, quando il 38enne provò a chiamare un amico.

Gli investigatori indicano poi un secondo intervallo utile, compreso tra le 9.58 e le 11.25, orario in cui Sempio venne chiamato dalla casa dei genitori.

Entrambe le fasce, secondo gli atti, si collocherebbero «perfettamente nella forchetta temporale riguardante la digestione del contenuto gastrico della vittima». Il dato temporale diventa così uno dei punti più delicati dell’inchiesta, perché si intreccia con la ricostruzione alternativa rispetto alla verità giudiziaria fissata dalle sentenze su Alberto Stasi.

Le bugie di Sempio per 20 anni

In sostanza, Sempio è accusato di aver detto solo menzogne per 20 anni. Avrebbe mentito sullo scontrino di un parcheggio che gli assicurava un'alibi (per l'accusa gliel'avrebbe dato la madre), sulle telefonate notturne a casa Poggi e anche su quelle fatte al fratello della vittima, Marco, il giorno del delitto mentre era in vacanza in Trentino. Poi il tema di quel video intimo tra Chiara e il fidanzato Alberto, la miccia secondo l'accusa che scatenò l'esplosione di Sempio. Era custodito in una pen drive in casa Poggi in una cartella criptata a cui Sempio avrebbe avuto accesso o con la presenza di Marco o rubato: «Non mi so dare una spiegazione. Se la devo dare, l'unica plausibile, seppure assurda, visto che nell'intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio ha preso una penna usb che c'era in camera di Chiara e se l'è portata a casa», ha detto Marco Poggi nel suo ultimo interrogatorio. Del video era a conoscenza anche una delle cugine di Chiara, Stefania Cappa.

Il foglietto di Sempio con la scritta assassino

C'è anche la vicenda di un foglietto che Sempio, pedinato dai carabinieri di Milano incaricati delle indagini, butta in un bidone di un'isola ecologica il 26 febbraio di un anno fa, giorno in cui era chiamato in caserma per una notifica. Appunti, secondo i pm, relativi alle modalità di approccio da utilizzare con le donne su un lato del foglio, mentre sull'altro poi parole all'apparenza incomprensibili «da cucina a sala», «cane»; «colpi da..."; «campanello», «finestra da fuori» e una, invece, inequivocabile: «assassino». «Era la scaletta per un breve contenuto audio per lo spettacolo teatrale che gli era stato chiesto e l'ha buttato vicino a dove lavorava» ha detto uno dei suoi legali, Liborio Cataliotti: «Ho letto l'ennesimo travisamento dei fatti e ogni singola prova merita di essere vagliata razionalmente e prima sottoposta al vaglio delle controdeduzioni del difensore. Abbiano tutti gli audio che lo dimostrano», ha aggiunto. Sarà un tribunale a decidere qual è la giusta chiave di lettura. Certo nelle carte i pm fanno un ritratto di Sempio molto duro partendo dall'analisi del materiale sequestrato. I file trovati nei suoi devices, scrivono, «dimostrano come l'indagato non abbia alcuna remora alla possibilità di 'prendere una donna con la forza perché la desidera', considerando la morte della vittima semplicemente come un eventuale effetto collaterale». «E' ovvio - concludono i pm - che tali elementi non sono prova in sé dell'agito omicidiario ma possono corroborare e rafforzare la lettura complessiva del fatto storico, già delineato sulla base di elementi oggettivi e indipendenti». 

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