Hantavirus, ecco come è fatto: prima sequenza genetica della variante Andes. «Spiega origine ed evoluzione»
Il Mattino

Hantavirus, ecco come è fatto: prima sequenza genetica della variante Andes. «Spiega origine ed evoluzione»

Lunedì 11 maggio 2026
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L'hantavirus ha ora un?identità genetica definita. La pubblicazione della prima sequenza completa della variante Andes, isolata da un paziente svizzero e condivisa sulla...

L'hantavirus ha ora un’identità genetica definita. La pubblicazione della prima sequenza completa della variante Andes, isolata da un paziente svizzero e condivisa sulla piattaforma Virological.org, segna un punto di svolta cruciale per la sicurezza sanitaria internazionale. I dati emersi dai laboratori di Zurigo e Ginevra, e ora a disposizione dei National Institutes of Health statunitensi, parlano chiaro: il ceppo è identico al 99% a quello che ha colpito l'Argentina nel 2018. Questa stabilità genetica suggerisce che il virus non sia mutato, mantenendo la sua fisionomia originaria senza trasformarsi in una minaccia nuova o più aggressiva.

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Nuova variante esclusa

Le autorità sanitarie internazionali, a partire dall'ECDC, hanno immediatamente analizzato il profilo del patogeno per escludere il rischio di una variante fuori controllo. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il sequenziamento suggerisce con forza che tutti i campioni del focolaio siano legati a un’unica fonte originaria sudamericana. Anche il dottor Damien Tully, intervenuto tramite il Science Media Centre, ha confermato che l'assenza di «riassortimento» - ovvero lo scambio di segmenti tra virus diversi -indica un lignaggio stabile. Questa scoperta è fondamentale perché permette di escludere la nascita improvvisa di varianti ibride e facilita il lavoro di rintracciamento del serbatoio ecologico da cui è partito il contagio.

Sequenza genetica dell'hantavirus, Virological.org

Incubazione e contagi

In Italia, l'allerta resta confinata a una sorveglianza precauzionale e silenziosa. La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) ha confermato che i quattro soggetti monitorati nel nostro Paese sono attualmente asintomatici. Come spiegato dalla presidente Cristina Mussini, la strategia attuale punta tutto sul «primo cerchio» dei contatti diretti, isolati per spezzare sul nascere ogni possibile catena di trasmissione. Sebbene il rischio per la popolazione generale sia considerato contenuto, la complessità dell'hantavirus risiede nella sua finestra di incubazione, che può estendersi fino a otto settimane, e nell'incertezza sulla contagiosità pre-sintomatica segnalata dall'epidemiologo di Stanford, Abraar Karan.

 

Diffusione di Andes

Nonostante la letalità significativa del virus Andes, che in Sud America ha toccato punte del 25% su oltre duecento casi registrati nel 2025, la sua capacità di diffusione rimane modesta. Massimo Andreoni, past president SIMIT, ha rassicurato sul fatto che i casi restano isolati e legati ad ambienti confinati come quello navale. Per la popolazione e per chi si mette in viaggio, la difesa non passa per misure straordinarie ma per la consapevolezza: igiene delle mani e mascherine negli scali internazionali restano i presidi più efficaci contro un patogeno che, per quanto temibile sotto il profilo clinico, non possiede ancora le caratteristiche per una diffusione di massa.

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