Napoli-Bologna 3-2, azzurri horror al Maradona: Italiano manda Conte al tappeto
Il Mattino

Napoli-Bologna 3-2, azzurri horror al Maradona: Italiano manda Conte al tappeto

Lunedì 11 maggio 2026
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Sprofondo rossoblù. E la Champions ritarda. Più che il monday night, quello del Maradona di ieri è sembrato il blue monday. Il lunedì più triste dell?anno....

Sprofondo rossoblù. E la Champions ritarda. Più che il monday night, quello del Maradona di ieri è sembrato il blue monday. Il lunedì più triste dell’anno. Perché l’animo dei tifosi azzurri, oggi, difficilmente potrebbe essere diverso. Ancora al secondo posto, ma con una sconfitta che riapre tutto e che ha un solo lato positivo: una spettacolare domenica di campionato. Tutte insieme, ora: Napoli, Juventus e Milan, Roma e Como. Si giocheranno tutto alle 12.30, con gli azzurri a Pisa dopo il vantaggio dilapidato contro la squadra di Italiano. Una vittoria che rilancia il Bologna nelle valutazioni, che spegne gli entusiasmi in casa Napoli. In toscana sarà gara vera dopo una partita passata a vivere di spunti e di nervi, troppo imprecisi per essere veri.

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C'è solo un Capitano

Non parte neanche male la squadra di Conte. Che nel Bologna trova l’avversario migliore possibile: il Bologna non abbassa mai la testa, ti affronta a carte scoperte, mostra il fianco, gioca la palla sempre. Appunto, gioca e lo fa anche bene. Non sembra il solito “Italball” di sempre, ma piuttosto una versione migliorata, quella che l’allenatore rossoblù ha cercato spesso negli ultimi mesi. Meno fraseggi, stessa intensità, soliti principi di gioco. Ma il vantaggio, alla fine, arriva da un doppio errore napoletano: McTominay si perde il controllo in mezzo al campo, Miranda e Bernardeschi fanno ciò che vogliono a sinistra, Lobotka chiude in estremo ritardo. Poi è bravo l’ex Fiorentina e Juventus a piazzarla alle spalle di Milinkovic-Savic, che nemmeno si tuffa.

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La reazione di casa è affidata ai soliti noti: Alisson si inventa qualche serpentina che pure impensierisce Pessina, McTominay ci prova dal limite dell’area ma resta murato. Giovane - che sostituisce l’assente De Bruyne  - sembra fuori spazio. Nulla che faccia battere davvero i cuori: al Napoli sembrano mancare personalità e riferimenti per una reazione composta. Invece il Bologna va avanti bene, in mezzo al campo trova varchi insperati. E la frittata arriva perfetta appena dopo la mezz’ora, quando cominciano i dieci minuti da protagonista di Giovanni Di Lorenzo - al rientro da titolare dopo 100 giorni dall’ultima volta -: prima perde l’uomo in area di rigore e atterra Miranda regalando a Orsolini il preciso rigore del raddoppio, poi appena prima dell’intervallo si fa perdonare con il gol che riapre la partita. Una partita - fin lì - meritatamente dalla parte rossoblù: la squadra di Italiano affonda come vuole, Ferguson è un rebus irrisolto, Miranda e Orsolini non si fermano mai e Castro è la boa ideale. All’intervallo il risultato sembra anche troppo benevolo.

Solo di rabbia

Rabbia, fame, voglia, le armi classiche del Napoli di Conte. Rieccole fare capolino all’alba della ripresa. Al Napoli bastano tre giri di lancette per trovare il buco giusto: Hojlund regala il settimo assist stagionale a Alisson che pareggia i conti e dà il via alla samba del Maradona. In un attimo la gara cambia completamente, Miranda e Joao Mario vanno in tilt, il Napoli affonda con Politano e rischia il tris, evitato solo da Pessina. Peccato che poi il tris non arrivi mai. Ci provano quasi tutti, fino ai quattro minuti di recupero. Ma mancano le idee giuste e forse pure un pizzico di fortuna che poteva aiutarti ad arrivare altrove.

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La gara si incattivisce, arriva una pioggia di gialli per gli ospiti quando vanno in difficoltà. e il Napoli si innervosisce, gettando al vento quanto di buono aveva costruito. Conte prova a cambiarla in qualche modo, ma di armi ne ha poche: Gilmour, Spinazzola, Elmas, Mazzocchi, ma la marcia in avanti non cambia mai. Anzi, le occasioni che sembravano fioccare poi mancano sempre più. E il calcio insegna che la punizione è dietro l’angolo: quella del Napoli si chiama Rowe, che subentra a Bernardeschi e trova in pieno recupero un bellissimo gol che manda dallo psicologo tutto il Maradona. A due settimane dalla fila ancora in attesa di capire qualche competizione europea si giocherà il prossimo anno. Tra Pisa e Udinese la Champions può ancora arrivare. Ma servirà un Napoli diverso, capace di ritrovare sé stesso e pure la vittoria. Che ora manca da troppo tempo dalle parti di Conte.

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