Torre del Greco, Il convento aperto ai poveri ma stop campo estivo solidale
C?è una regola non scritta al convento dell?Addolorata e della Santa Croce di Torre del Greco: ?Chi può doni, chi non può prenda?. Una certezza per i...
C’è una regola non scritta al convento dell’Addolorata e della Santa Croce di Torre del Greco: “Chi può doni, chi non può prenda”. Una certezza per i poveri del quartiere che trovano un punto di riferimento nella madre superiora, suor Giorgina, e nelle cinque consorelle che portano avanti l’antica struttura di via Comizi dove ha sede anche la scuola materna paritaria.
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Un sostegno tangibile per un centinaio di famiglie indigenti che vengono accudite nel silenzio e lontano da ogni burocrazia: a nessuno viene chiesto il documento d’identità, la busta paga o l’Isee. Ma, nei limiti del possibile, a tutti coloro che bussano alla porta del convento per chiedere aiuto, viene consegnato cibo e abiti.
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«Tutto quello che ci viene donato, lo regaliamo a chi ce lo chiede», dice suor Giorgina che trascorre il tempo libero a ricamare, a lavorare a maglia o a realizzare lavori all’uncinetto da rivendere nel mercatino solidale che è stato attrezzato in una stanza del convento per devolvere il ricavato ai poveri. «Nei momenti più difficili», aggiunge suor Giorgina, «non ci è mai mancata la provvidenza: alla nostra porta arrivano i disperati ma nello stesso momento bussano anche i benefattori».
Una carità che si alimenta con il passaparola, con la generosità di alcune famiglie legate al convento e con l’opera dell’associazione L’Emanuele, legata alla Madonna di Giampilieri, in provincia di Messina, dove si sta anche realizzando la Casa dei Piccoli Cuori per bambini malati e orfani. «Grazie alle raccolte di fondi fatte dall’associazione L’Emanuele» spiega don Giorgina, «per diversi anni abbiamo organizzato anche il campo estivo solidale. Una iniziativa di beneficenza che ci ha consentito di togliere dalla strada una cinquantina di bambini del quartiere che non potevano permettersi di pagare la retta settimanale. Le famiglie che potevano, versavano la quota. Le altre avevano comunque la possibilità di mandare i loro figli da noi. I soldi necessari a coprire i costi di gestione e l’acquisto del cibo sono stati offerti dai benefattori dell’associazione l’Emanuele che, a Natale, organizzano la lotteria della carità, il cui ricavato ci viene regalato».
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La crisi economica legata alla guerra e l’aumento sconsiderato dei prezzi di generi alimentari e forniture, stanno mettendo a rischio le attività del convento. I primi a pagarne le conseguenze saranno i bambini più fragili e i poveri che, secondo le stime, sono in aumento. E il taglio più importante riguarderà proprio il campo estivo: «L’associazione e le famiglie benefattrici non riescono, da sole, a coprire tutti i costi», conferma suor Giorgina.
«“Provo un grande dolore al pensiero di lasciare un centinaio di bambini del quartiere senza giochi e senza attività ludiche durante l’estate, ma non abbiamo i soldi per organizzare il campo estivo e non riusciamo a fronteggiare tutte le richieste. Neppure durante il covid, abbiamo vissuto una crisi così drammatica. Anche allora siamo riusciti ad accogliere nel nostro giardino i figli di mamme e papà in difficoltà. Questa volta» conclude la madre superiora, «se non arriveranno contributi concreti, dovremo arrenderci».