Hantavirus, Pregliasco: «Il vaccino non serve ma gli studi durante il Covid aiuteranno a realizzarlo entro un anno»
Il Mattino

Hantavirus, Pregliasco: «Il vaccino non serve ma gli studi durante il Covid aiuteranno a realizzarlo entro un anno»

Martedì 12 maggio 2026
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Professor Pregliasco, quanto conosciamo l?Hantavirus? «E? un virus che conosciamo, anche se non benissimo perché per fortuna i casi accertati fino ad oggi non sono...

Professor Pregliasco, quanto conosciamo l’Hantavirus?

«E’ un virus che conosciamo, anche se non benissimo perché per fortuna i casi accertati fino ad oggi non sono molti. Quello che sappiamo è che dal punto di vista della possibilità di controllo del virus siamo messi meglio rispetto al Covid. È vero che l’Hantavirus si trasmette da uomo a uomo ma con una contagiosità bassa e pare che a trasmetterlo siano i sintomatici, anche se va detto che proprio quando si manifestano i primi sintomi il livello di contagiosità è più elevato. Il problema sta nella difficoltà a riconoscere i primi sintomi perché facilmente confondibili con quelli di una comune influenza. Un altro elemento che gioca a nostro sfavore è quello della lunga incubazione del virus prima che questo si manifesti».

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Il virologoFabrizio Pregliasco, professore di Igiene generale applicata all’Università degli Studi di Milano, è una delle figure italiane di maggior rilievo nello studio e nella ricerca delle malattie infettive.

L’intervista

Professore, l’esperienza del Covid ci mette inevitabilmente in allarme di fronte a un altro virus.

«Lo capisco, ma io credo che ciò che veramente può creare qualche preoccupazione è che tutto sia accaduto su una nave da crociera. Una situazione che di fatto ha sparpagliato nel mondo dei soggetti che potrebbero essere contagiati e quindi diffusori della malattia».

Quindi come si agisce?

«E’ importante che ci sia un interscambio di informazioni tra nazioni e servizi sanitari differenti».

Questa cooperazione sta avvenendo?

«E’ sperabile come è sperabile che tutti si muovano nella stessa direzione. Certo, quello che dice Trump non fa pensare a una volontà di condivisione, né pare che ci sia l’adeguata attenzione per questa vicenda».

C’è chi dice che sia soltanto un’influenza.

«C’era anche chi diceva la stessa cosa per il Covid ma poi sappiamo come è andata».

In Italia l’attenzione è quella giusta?

«La circolare ministeriale è condivisibile, è molto tecnica ma è giusto che sia così perché deve fornire precise indicazioni nel caso fosse necessario applicarle. Speriamo resti soltanto una prescrizione».

Vaccino, si o no?

«C’è uno studio in corso ma siamo ancora in fase sperimentale. Direi che con gli studi fatti durante il Covid si può arrivare entro un anno, o forse meno, a un vaccino efficace sull’uomo. Ma attualmente non mi pare proprio ci sia urgenza perché l’Hantavirus lo conosciamo da anni ma la sua diffusione minima non ha mai giustificato la necessità di un vaccino».

Consigli per i cittadini?

«In questo momento il rischio non c’è, né in Italia né in Europa. In ogni caso ricordiamo che spesso i topi sono nostri vicini e quindi, oltre a curare sempre l’igiene personale, fare pulizia, ad esempio nelle nostre cantine e in posti dove possono trovarsi dei ratti, è doveroso e può tenerci a riparo anche da altre malattie».

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