Castello delle Cerimonie, autorizzazioni revocate a La Sonrisa: i gestori rilanciano la sfida legale
Manovali, fornitori, qualche ospite seduto in giardino e all?interno il bar in attività. Alla reception la gentilezza è di casa come sempre, ma ?donna Imma? resta...
Manovali, fornitori, qualche ospite seduto in giardino e all’interno il bar in attività. Alla reception la gentilezza è di casa come sempre, ma “donna Imma” resta negli uffici. «Oggi non c’è nessuno» rispondono i suoi collaboratori, intanto il cellulare squilla con insistenza. Il silenzio e la calma di un martedì mattina insolito per il “Grand Hotel La Sonrisa” fa da contraltare alle musiche, sfilate e vociare dell’ultima domenica di festa. Trampolieri, la carrozza trainata da cavalli bianchi, i colombi in volo e la musica delle grandi occasioni. Poi lunedì mattina è stata depositata la sentenza del Tar che ha confermato la revoca della licenza disposta dal comune di Sant’Antonio Abate. L’assenza di licenza segna di fatto la parola fine per le attività ricettive e alberghiere. Eppure la famiglia Polese, proprietaria del complesso ricettivo, non si arrende e tramite l’avvocato Andrea Vannetiello, fa sapere di aver fatto ricorso al Consiglio di Stato.
APPROFONDIMENTI La Sonrisa, dopo la sentenza del Tar i cancelli del Castello delle cerimonie sono aperti: «Non deve chiudere»
«Nel rispetto delle istituzioni e della magistratura amministrativa, si evidenzia - dice Vennetiello - che l’immediata esecutività del provvedimento rischia di produrre conseguenze gravi e irreversibili sul piano occupazionale, economico e sociale, coinvolgendo centinaia di lavoratori, famiglie e attività del territorio. Senza contare il danno irreparabile che subirebbero persone del tutto estranee ai fatti e prive di responsabilità: i clienti».
I commenti
Eppure i cancelli fino a ieri erano aperti, la famiglia fatta di collaboratori storici e clienti non ha lasciato il Castello delle Cerimonie noto in tutta Italia per matrimoni e cerimonie dove ogni eccesso è consentito. «Secondo noi non dovrebbe chiudere, la Sonrisa è un vanto per Sant’Antonio Abate, un’eccellenza per quello che offre». I pensionati che affollano la piazza del Comune sono tutti d’accordo. «Abbiamo ospitato Careca, Maradona, Sofia Loren, personalità politiche e dello spettacolo - raccontano gli anziani - per non parlare del Festival di Napoli che si registrava li. Abbiamo tanti amici che lavorano alla Sonrisa, e siamo dispiaciuti».
Le prospettive
L’obiettivo è proseguire le attività fino al pronunciamento del Consiglio di Stato: «La famiglia Polese, - fa sapere l’avvocato - e in particolare la società La Sonrisa, è fiduciosa che la giustizia possa fare il suo corso: con gli strumenti a disposizione continuerà a lottare affinché giustizia sia fatta in merito al “castello delle cerimonie” , vicenda giudiziaria che è a dir poco clamorosa». L’altra strada che sta percorrendo Concetta Polese, figlia del defunto Antonio noto a tutti come il “boss delle cerimonie”, è la revisione del processo. Un procedimento in sede penale attualmente pendente presso la Corte di Appello di Roma. «Inoltre - spiega il legale di donna Imma - è fissata il giorno nove luglio anche l’altra udienza innanzi alla Corte di Cassazione. Procedimenti finalizzati a cancellare la confisca collegata al reato di lottizzazione abusiva». Vale la pena ricordare che la vicenda giudiziaria si è conclusa dopo oltre 30 anni, arrivando alla sentenza definitiva di lottizzazione abusiva nel febbraio 2024 presso il Tribunale di Torre Annunziata. Da allora l'amministrazione guidata da Ilaria Abagnale ha avviato l’acquisizione dei beni al patrimonio comunale e ricevuto il pagamento di un canone da parte della Sonrisa per l’occupazione dei locali.