Aveva due tumori, salvata al Policlinico: «Lavoro di squadra»
Curare la malattia e la persona. È il risultato di un intervento da record che ha consentito ad una 50enne campana di riconquistare la salute e riappropriarsi del benessere psicologico...
Curare la malattia e la persona. È il risultato di un intervento da record che ha consentito ad una 50enne campana di riconquistare la salute e riappropriarsi del benessere psicologico grazie a un lavoro sincrono di tre equipe chirurgiche altamente specializzate. Con un’operazione durata sette ore, i professionisti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli hanno restituito il sorriso ad Agnese De Simone affetta da un carcinoma della mammella con metastasi epatica.
APPROFONDIMENTI Santa Rita, intervento top: braccio salvato al 16enne grazie alla tecnologia 3DTumore alle vie biliari, Rosa operata e salvata a 88 anni. Intervento riuscito dopo 9 ore: «Siete stati la mia famiglia»Monaldi, cuore nuovo salva giovane paziente: «5 trapianti in 3 mesi»
La seduta operatoria che è stata caratterizzata da un approccio multidisciplinare, ha consentito la rimozione del tumore primario e della lesione metastatica combinando anche l’azione ricostruttiva realizzata dai chirurghi plastici che, attraverso l’impianto di protesi, hanno eliminato il rischio di traumi psicologici da mutilazione. Un intervento che ha richiesto alte competenze, tecniche avanzate di chirurgia maggiore e, come ha sottolineato Agnese «grande umanità da parte dei medici che hanno preso in carico non il paziente ma la persona». Un record, dunque, che ha oltrepassato le mura della sala operatoria restituendo ad Agnese la sua vita e la possibilità, a distanza di solo 7 giorni dall’intervento, di tornare a casa per abbracciare figli e nipoti.
Napoli, torna l’appuntamento di NAStartUp nell'Archivio Fotografico Parisio-Troncone
L’intervento
L’intervento chirurgico che ha restituito la speranza e il futuro ad Agnese è stato realizzato dopo un ciclo di cure ad alto impatto presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli dove è stata programmato l’intervento che ha coinvolto tre equipe di Unità specialistiche distinte. Nel corso della stessa operazione, infatti, i chirurghi hanno trattato il tumore al seno e la metastasi al fegato, evitando alla paziente così una seconda anestesia. Nella fase iniziale la resezione epatica anatomica in laparoscopia, seguita successivamente dall’asportazione della mammella con la conservazione del complesso areola-capezzolo, lo svuotamento del cavo ascellare e la ricostruzione immediata con protesi. Durante le sette ore di operazione è stata eseguita anche la ricostruzione dell’altra mammella, asportata in un precedente intervento. Le tecniche chirurgiche all’avanguardia per il trattamento della mammella e le procedure mini invasive della laparoscopia hanno consentito una ripresa veloce nella fase post operatoria.
Il record
La peculiarità dell’intervento è stata la possibilità di affrontare, in un solo tempo chirurgico, due aspetti della malattia, ovvero il tumore primario e la lesione metastatica al fegato, combinando i tempi di rimozione dei tumori a quelli ricostruttivi. Un’operazione multidisciplinare realizzata dalle equipe dell’Unità Operativa Complessa di chirurgia epato-bilio-pancreatica e dei trapianti di reni, guidata dal prof. Roberto Troisi con Roberto Montalti e Mariano Giglio, dall’equipe di chirurgia senologica con la guida del prof. Tommaso Pellegrino ed Enrico Araimo, Andrea Calandriello, Giovanni Fortunato dell’Unità di chirurgia generale ad indirizzo bariatrico, endocrino metabolico e senologia diretta dal prof. Mario Musella e dall’equipe dell’Unità di chirurgia plastica e ricostruttiva diretta dal prof. Francesco D’Andrea con Luigi Moccia. La paziente è stata assistita, inoltre, dall’equipe dell’Unità di Anestesia, Rianimazione e Terapia antalgica diretta dal prof.Giuseppe Servillo con Andrea De Felice e Vera Cirillo.
Il racconto
«Dopo un carcinoma maligno, individuato quasi per caso nel 2022 e risolto con l’asportazione della mammella, durante i controlli a giugno del 2025 ho scoperto un tumore diverso all’altra mammella, molto più aggressivo e già esteso al fegato» racconta Agnese che si è «affidata totalmente a Dio e alla scienza perché non bisogna avere paura ma sorridere sempre alla vita». La sua storia, riflette l’importanza «dell’approccio multidisciplinare dell’azienda Federico II che resta uno degli elementi decisivi per offrire ai pazienti cure sempre più mirate, efficaci e meno invasive» come hanno sottolineato Troisi, Pellegrino e D’Andrea. Dunque, «un intervento che racconta in modo concreto il valore di una sanità pubblica nella quale competenze diverse lavorano insieme, ponendo al centro la persona e i suoi bisogni di cura» ha sottolineato il direttore generale Elvira Bianco.