Napoli, al MANN presentato ?L?eco di Artemide?
Il Mattino

Napoli, al MANN presentato ?L?eco di Artemide?

Mercoledì 13 maggio 2026
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MANN e Capodimonte: i musei gemelli di Napoli uniti in un nuovo affascinante allestimento. È stato presentano oggi, 13 maggio, nell?atrio del Museo Archeologico, il progetto...

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MANN e Capodimonte: i musei gemelli di Napoli uniti in un nuovo affascinante allestimento. È stato presentano oggi, 13 maggio, nell’atrio del Museo Archeologico, il progetto “L’eco di Artemide” dove per la prima volta il gruppo in biscuit realizzato da a Filippo Tagliolini viene confrontato con la scultura antica che ne ha ispirato la creazione. «Fino al 1957 noi e il museo di Capodimonte eravamo tutti nella stessa casa», commenta Francesco Sirano, direttore del MANN. «Questo legame fortissimo tra questi due musei viene ribadito ancora una volta con questa installazione». 

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La scultura

La scultura antica riproduce la statua di culto del santuario di Artemide a Efeso, della quale si conoscono molte copie del Il secolo d.C.

La dea indossa una sopravveste stretta e rigida (ependytes), decorata a rilievo da animali, e un collare a disco con personaggi femminili alati e sımboli zodiacali.

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Dal busto pendono elementi tondeggianti dısposti su più file: tradizionalmente identificati come mammelle, sono da interpretare come gli scroti dei tori che venivano sacrificati alla dea. Il materiale utilizzato è un marmo prezioso:
l'alabastro.

Il legame col museo

Questa statua entra nel Cinquecento nella collezione Farnese e arriva da Roma a Napoli nel 1788: in questo momento lo scultore Giuseppe Valadier realizza in bronzo verniciato la testa, i piedi e le mani; queste furono nuovamente integrate nel 1805. Negli ultimi anni del Settecento l'Artemide si trova nel Nuovo Museo e Fabbrica della porcellana di Napoli dove viene riprodotta in diverse creazioni in biscuit.

Il biscuit

Il biscuit aggiunge alla figura della dea tre offerenti, tra cui un genio alato. Simili variazioni sono frequenti nella produzione della Real Fabbrica di Napoli spesso ispirata alle sculture antiche presenti nel Settecento in grande quantità a Napoli grazie al trasferimento in città della collezione Farnese e agli scavi di Ercolano e Pompei.

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