Appalti e corruzione a Sorrento, scattano le misure cautelari: sette arresti domiciliari
Il Mattino

Appalti e corruzione a Sorrento, scattano le misure cautelari: sette arresti domiciliari

Mercoledì 13 maggio 2026
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A quasi un mese dagli interrogatori preventivi davanti al gip, la Guardia di Finanza di Torre Annunziata sta eseguendo dalle prime ore di oggi le misure cautelari emesse nell?ambito...

A quasi un mese dagli interrogatori preventivi davanti al gip, la Guardia di Finanza di Torre Annunziata sta eseguendo dalle prime ore di oggi le misure cautelari emesse nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di corruzione legato agli appalti pubblici del Comune di Sorrento.

Su richiesta della Procura di Torre Annunziata, i finanzieri stanno notificando sette arresti domiciliari e due misure meno afflittive di divieto di dimora. Le accuse, contestate dal procuratore Nunzio Fragliasso e dal sostituto procuratore Giuliano Schioppi, sono a vario titolo corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente.

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L’inchiesta coinvolge complessivamente quindici persone, ascoltate nelle scorse settimane dal gip Mariaconcetta Criscuolo. Le indagini avevano preso il via dopo l’arresto in flagranza dell’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, fermato dai militari all’interno di un ristorante insieme a un collaboratore subito dopo aver ricevuto una presunta tangente.

Secondo gli inquirenti, proprio dalle dichiarazioni rese dall’ex primo cittadino e da Raffaele Guida, ritenuto suo stretto collaboratore, si sarebbe sviluppato il filone investigativo concentrato su appalti e concorsi pubblici gestiti dal Comune tra il 2022 e il 2024.

Nel corso delle perquisizioni eseguite un mese fa, le Fiamme Gialle sequestrarono circa 115mila euro in contanti, facendo emergere anche il coinvolgimento di un insospettabile: un barbiere.

Agli arresti domiciliari sono finiti un dirigente comunale, un funzionario amministrativo, un commercialista ed ex consigliere comunale di Sorrento, due imprenditori, un giornalista componente di commissioni giudicatrici del Comune e il barbiere coinvolto nell’indagine. Per un ingegnere e un altro imprenditore è stato invece disposto il divieto di dimora.

In totale vengono contestati undici capi d’imputazione: sette episodi di presunta corruzione e quattro legati alle gare pubbliche e alla scelta dei contraenti.

Tra le vicende finite al centro dell’ordinanza cautelare figurano gli affidamenti relativi alla promozione del brand Sorrento, la gestione del Teatro Tasso, i lavori di adeguamento e riqualificazione dello stadio Italia e la manifestazione “M’illumino d’inverno”.

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