Famiglia del bosco, Simone Pillon nuovo legale: «Nessuno è ingestibile, Catherine e Nathan sono persone per bene. Ecco cosa faremo»
L'ex senatore della Lega Simone Pillon, che ha assunto l'incarico di nuovo avvocato difensore di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la cosiddetta famiglia del bosco, ha parlato...
L'ex senatore della Lega Simone Pillon, che ha assunto l'incarico di nuovo avvocato difensore di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la cosiddetta famiglia del bosco, ha parlato della coppia: «Nessuno qui è ingestibile: Catherine e Nathan sono persone per bene e di gran cuore, preoccupati per i loro figli esattamente come lo sarebbe ciascuno di noi nelle medesime circostanze», le sue prime parole sul caso. «Sto studiando gli atti che sono complessi e meritano adeguato approfondimento».
APPROFONDIMENTI Famiglia nel bosco, gli avvocati lasciano il caso: «Manca una visione comune»Pillon, ex senatore della Lega e tra gli organizzatori e sostenitori del Family Day, è esperto di diritto di famiglia. Sul cambio della difesa, l'avvocato ha precisato che «contrariamente a quanto emerso da alcune notizie divulgate alla stampa, i coniugi Trevallion si son visti restituire il mandato dai precedenti difensori non già per diversità di vedute ma semplicemente dopo aver chiesto ai legali un allargamento del collegio difensivo».
Il cambio della difesa
Il cambio nella difesa legale è stato ufficializzato ieri, quando gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno rinunciato al mandato di difensori della coppia anglo-australiana. «Non c'era una visione comune», ha detto in particolare l'avvocata Solinas, confermando la decisione di lasciare l'incarico assunto a novembre. Il perito di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei precedenti legali, proseguirà il lavoro sulla perizia psicologica della coppia per contrastare l'elaborato depositato a fine aprile dalla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnico d'ufficio del Tribunale per i minorenni dell'Aquila.
La perizia è finalizzata ad accertare l'idoneità genitoriale dei coniugi.Femminella e Solinas erano subentrati lo scorso 26 novembre all'avvocato Giovanni Angelucci, che seguiva inizialmente la coppia. All'epoca i due legali avevano precisato che non vi era stata «alcuna rinuncia, ma revoca» del precedente difensore da parte dei loro assistiti. «È innegabile - avevano spiegato in una nota - che la vicenda è stata ammantata di criticità legate a una puntuale interpretazione di segmenti processuali che, se correttamente individuati e chiariti, avrebbero potuto condurre, sin da subito, a un approdo diverso». Secondo i due legali, proprio per questo i loro assistiti «si sono determinati a revocare il precedente difensore».
Angelucci, dal canto suo, aveva motivato la cessazione del mandato con l'atteggiamento oppositivo della coppia rispetto alla linea difensiva concordata. «Ritengo doveroso e necessario rinunciare al mandato difensivo - aveva scritto - non potendo in tutta coscienza e nel rispetto della deontologia professionale impostare una difesa monca e non aderente alla linea difensiva che io avevo indicato e concordato già da tempo con i miei assistiti». Alla base della decisione, secondo quanto riferito all'epoca, vi sarebbero stati anche i rifiuti dei coniugi rispetto a soluzioni abitative alternative e a un progetto di ristrutturazione dell'immobile in cui vivevano.