Ucciso con un colpo alla testa, l'imputato si difende: «Non sono io il killer»
Il Mattino

Ucciso con un colpo alla testa, l'imputato si difende: «Non sono io il killer»

Mercoledì 13 maggio 2026
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«Non sono io il killer. Il delitto è stato commesso da un'altra persona». Queste le spontanee dichiarazioni fornite da G.P. ,il 65enne geometra incensurato di Roccapiemonte,...

«Non sono io il killer. Il delitto è stato commesso da un'altra persona». Queste le spontanee dichiarazioni fornite da G.P. ,il 65enne geometra incensurato di Roccapiemonte, imputato per l'omicidio di Hadraoui M'ssad, marocchino di 54 anni. Secondo le indagini, la vittima fu uccisa in una piazzola di sosta a Casalnuovo di Napoli. Il corpo sarebbe poi stato riportato nella Valle dell'Irno, a Castel San Giorgio, per essere abbandonato in collina, a Trivio. I fatti risalgono al 29 gennaio 2024. Attraverso delle spontanee dichiarazioni, l'imputato ha spiegato in udienza, giorni fa, quanto già reso in un interrogatorio durante la fase preliminare dell'indagine. Lui e la vittima erano in affari insieme. Sullo sfondo, i carabinieri di Mercato San Severino avevano scoperto un traffico illegale di clandestini, che dal Marocco arrivavano in Italia in cambio di denaro. Secondo le accuse, sarebbe qui da ricercare il movente del delitto. L'imputato - difeso e assistito dall'avvocato Marco Martello - ha voluto ribadire la sua versione dei fatti. Il marocchino fu ucciso da un altro uomo, sopraggiunto insieme ad una seconda persona in autostrada, a bordo di una seconda macchina. 

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Il 65enne aveva spiegato che quel giorno si stava recando in aeroporto a Napoli, con la vittima. G.P. era armato, quel giorno, temendo proprio l'incontro con quei due extracomunitari, con i quali avrebbe avuto appuntamento. Insieme alla vittima. Sarebbe stato proprio uno di loro, durante quell'incontro lungo la piazzola, ad uccidere il 54enne. Il presunto killer avrebbe sfilato la pistola all'imputato, per poi andar via. Il processo si è aggiornato alla fine del mese, con le ultime udienze e le discussioni previste tra le parti, prima della sentenza della Corte d'assise di Napoli. Secondo la versione dell'accusa, invece, l'imputato finse di recarsi all'aeroporto di Napoli per prendere un volo per Casablanca, in compagnia della vittima, per poi ucciderla in autostrada. Dopo, avrebbe occultato il corpo in collina, coprendolo con un telo. Il cadavere fu trovato da due ragazze. L'indagine partì dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla moglie di M'ssad, poi integrata con video di telecamere, intercettazioni telefoniche e ambientali, rilievi e analisi di tracce ematiche trovate sui luoghi attenzionati dai carabinieri.

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